GAVORRANO

   

Gavorrano deriva dal latino Caput Boreanum, trasformatosi poi in Capo Borano, Cavorano e infine nel nome attuale. Questo nome inizialmente indicava solo unĺ estremitÓ della catena di colline dove successivamente Ŕ nato il borgo.

Le prime testimonianze sullĺ abitato risalgono allĺ epoca di Carlo Magno (IX sec. d.c.), che sconfitti i Longobardi don˛ il Castello di Gavorrano alla famiglia Alberti di Mangona che, come altre, lo aveva sostenuto nella difficile guerra.

 

 

Poggio Pelliccia

 

Si lascia la S.P. 23 per la Vecchia Aurelia che si imbocca in direzione di Grosseto. Lasciata questa si prosegue sulla S.P. 27 verso Ribolla. Oltrepassato il passaggio sotto la ferrovia, si trova l'indicazione turistica per Poggio Pelliccia. Seguendo la stradina poderale e tenendo la sinistra, si arriva ad una tomba a th˛los, posta in un terreno di proprietÓ privata, ma visitabile. In questa localitÓ nel 1972 Ŕ stata riportata alla luce questa monumentale tomba a th˛los dove al centro del tumulo, delimitato da un triplice tamburo, Ŕ la sepoltura.

Il lungo dr˛mos d'ingresso Ŕ diviso in due parti: di cui una coperta e l'altra scoperta, comunicanti per mezzo di una porta. Di questa oggi si conservano architrave, stipiti e soglia La camera funeraria Ŕ a pianta quadrangolare; la presenza di pennacchi angolari permette il raccordo con la struttura circolare della pseudocupola di cui oggi rimane solo il primo filare di pietre. La tomba, secondo una prassi molto comune in Etruria, era stata violata e depredata giÓ in epoca antica, tuttavia dai pochi resti sfuggiti ai predatori Ŕ stato possibile ricostruire l'arco di tempo cronologico di uso della sepoltura: metÓ VII - metÓ V sec. a.C. Sulle pendici sono state rinvenute due tombe del tipo a fossa con rivestimento e copertura in lastroni di pietra. I corredi funerari, di cui uno ritrovato intatto, sono databili al periodo orientalizzante. (fine VIII - inizi VII a.C.)  

 

 

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