LUCCA

     

La notizia più antica su Lucca ci è data da Livio da cui sappiamo che dopo la battaglia della Trebbia (218 a.C.), Annibale si volse verso i Liguri e il console Sempronio Longo si ritrasse a Lucca. Si è discusso se nel passo di Livio si debba leggere "Luna" o "Luca", ma pare più probabile che il console si rifugiasse a Lucca che a Luni, località marittima indifesa e sorvegliata dalla flotta cartaginese.

Lucca è di origine ligure o etrusca? Nel territorio fra Luni e Pisa le testimonianze dell’occupazione ligure si estendono dalla Lunigiana alla Versilia, Camaiore compreso, compaiono in Val di Serchio e presso Lucca, inoltre tracce liguri si trovano in Valdinievole, mentre materiale etrusco è stato scoperto nell’area del Lago di Bientina, (nome probabilmente etrusco). Ciò dimostra che nel quinto sec. a. C. gli Etruschi avevano passato l’Arno a nord.

     

 Lucca – Duomo e veduta panoramica

 

E poiché tracce etrusche restano nella toponomastica della Lunigiana ma non sono valide nel Massese nè in Versilia, mentre non mancano nella piana lucchese, si può pensare che gli Etruschi siano penetrati nella zona che fu poi l’Agro lucchese per due vie: una dalla valle dell’Arno, l’altra dal mare risalendo fiumi quali la Magra e il Carrione; essi però non si spinsero troppo oltre verso sud a causa dello stato paludoso della zona.

 

  

Lucca – Piazza dell’anfiteatro e le mura

 

Lucca, pertanto, può considerarsi in origine come sostanzialmente ligure, incalzata dalla pressione etrusca fra il quinto e il quarto sec. a.C., e recuperata poi dai Liguri sul principio del terzo sec. a.C. quando gli Etruschi furono fiaccati nella battaglia del Sentino (295 a.C.).

 

 Lucca - Chiesa di San Michele

 Anche il nome Lucca avrebbe una radice celto - ligure (luk) dal significato di "luogo paduligno" e tutta la toponomastica lucchese, oltre che etimi romani e medievali, ha anche tracce etrusche e radici antichissime non determinabili etnicamente.

 

 Lucca - S. Maria fuori le Mura

 Nella lotta contro gli Etruschi Roma cercò di conciliarsi il favore di una parte dei Liguri, ma la maggior parte di essi rimase contraria ai Romani, pochi furono i Liguri favorevoli a Roma e fra questi gli abitanti dell’ager pisanus che comprendeva Lucca. Nel II sec. a.C. vennero fondati due diversi tipi di colonie: le colonie di diritto latino e le colonie di diritto romano. Le prime (fra le quali c’è anche Lucca), erano città indipendenti da Roma (avevano per esempio un esercito proprio e il diritto di battere moneta), ma ne erano comunque alleate, popolate da cittadini romani ed italici. Le colonie di diritto romano dipendevano invece totalmente da Roma, anche perché popolate completamente da cittadini romani. Nell'89 a.c. fu proclamata "municipium" e nel 56 a.c. Cesare, Pompeo e Crasso vi si incontrarono per sancire la nascita del triumvirato.

 

 

 

Tracciato delle mura romane (studi recenti e studio Zecchini)

 

Caduto l'impero romano, Lucca fu invasa, prima dai Goti e poi dai Longobardi, sotto questi ultimi raggiunse un alto grado di prosperità, diventando sede del re e capoluogo di regione. Del periodo carolingio  abbiamo poche notizie, fino al X secolo durante il quale fu feudo del marchesato di Toscana. Grazie alle sue solide mura si salvò nel 940 dalla invasione degli Ungari, nel 1004 combatte contro Pisa, e per non sottomettersi ai Canossa accetto la venuta in Italia di Enrico III. Durante la lotta fra impero e papato fu sempre fedele all'impero ottenendone notevoli benefici.

 

Museo Nazionale “Villa Giunigi”

 

Ha sede nella villa di campagna che il signore di Lucca Paolo Guinigi fece costruire all'inizio del '400. Ospita una raccolta archeologica (reperti preistorici, etruschi e romani dal territorio), splendide sculture medioevali, rinascimentali e gotiche, capitelli, frammenti e marmi, rilievi, mobili, stalli lignei, bellissime tarsie con vedute della citta', affreschi e dipinti dal Medioevo al Barocco. Sono presenti il Vecchietta, M. Civitali, Berlinghieri, Puccinelli, Fra' Bartolomeo, Beccafumi, Vasari, Batoni, ecc. Inoltre: misure lucchesi del '700 e '800, arredi e paramenti sacri, stoffe di tessiture locali dei sec. XVI-XVIII.

Davanti all’ingresso del Museo si trova una vasca il cui fondo è un pavimento di epoca romana (II sec. d.C.) appartenente ad un ambiente termale, come si deduce dal soggetto rappresentato, cioè una Nereide che cavalca un Tritone. E’ un mosaico in bianco e nero. E’ stato portato lì, secondo un criterio diffuso nell’800, di togliere un oggetto dal suo contesto per farne uso ornamentale. Vediamo i reperti di età ligure-etrusca e villanoviana. Nelle diverse vetrine della prima stanza (da 1 a 9) si possono osservare reperti risalenti al periodo compreso fra il XII e il IX secolo a.C. In particolare ricordiamo: i resti di una Necropoli della zona di S.Concordio con olle da dispensa ma usate per la deposizione delle ceneri; materiali provenienti dal sito di S. Rocchino presso il lago di Massaciuccoli dove c’era, nel VI sec. a.C. un insediamento urbano palafitticolo.

Qui sono stati ritrovati oggetti di stampo etrusco-corinzio, che testimoniano commerci con la Grecia. S. Rocchino era la cerniera tra l’Etruria meridionale e gli abitati dell’interno, verso i quali gli abitanti commerciavano prodotti lasciati sulla costa.

Si possono osservare dei cippi che servivano per segnalare la posizione delle tombe: sono in marmo delle Apuane ed hanno una forma simile a quella di una clava.

Inoltre è possibile notare che il bucchero etrusco va pian piano scomparendo ed è sostituito con una creta più spessa e resistente; i bronzi raffiguranti gli offerenti di sacrifici rivolti ad alcuni dèi. Nel cratere ritrovato nel Bientina sono rappresentate delle figure che mostrano Teseo nell’atto di uccidere il Minotauro.

          

Orecchini, fibule di un corredo funebre                      Cratere di fabbricazione attica

 

Dentro c’erano orecchini, fibule e collane con ciondoli di ambra provenienti dal Nord Europa. Ricordiamo anche un recipiente in bronzo e ferro con iscrizioni in etrusco; armi ripiegate e fibule, facenti parte del corredo funebre di un soldato: i liguri infatti erano un popolo di guerrieri di cultura pastorale e agricola. Nella seconda stanza vi sono reperti provenienti da Bientina e da Marlia (II sec. a.C.) che era una necropoli di un nucleo di Liguri che si erano alleati e integrati nello Stato romano. Nella terza stanza vi sono resti di età romana e nella quarta resti di una casa romana trovati nell’Archivio Notarile.

 

Piazza dell’anfiteatro e teatro romano

Anfiteatro

Oltre ai palazzi e alle chiese cui abbiamo già fatto riferimento, testimonia il florido passato di Lucca un cospicuo numero di costruzioni private e pubbliche, civili e religiose, che, in gran parte ottimamente conservate, non mancano di destare nel visitatore un sentimento di ammirazione per l'eleganza delle linee, per la perfezione dei particolari, per il valore delle sculture e delle pitture che in taluni di essi sono racchiuse.

Del tempo dei Romani, oltre al tratto di mura visibile nella chiesina di S. Maria della Rosa, rimangono i ruderi del Teatro (incorporati in alcuni edifici nei pressi della via San Sebastiano) e quelli dell'Anfiteatro.

Risale questo (come d'altronde il Teatro, o almeno così si presume) al II secolo d.C.; su di esso, nel Medioevo, erano state costruite numerose abitazioni, che vennero demolite nello scorso secolo, quando l'Anfiteatro venne trasformato in piazza.

 Di origine medioevale sono si può dire tutte le chiese di Lucca. Nei pressi dell'Anfiteatro sorge la chiesa di S. Frediano.

 

Teatro romano

 

Già autori dell’Ottocento sottolineavano il fatto che la chiesa vicino a S. Agostino, ora soppressa, ed il suo campanile erano costruiti sugli avanzi di un teatro di epoca romana. Questo teatro fu costruito all’interno della prima cerchia di mura la quale serviva come appoggio alla scena. Pochi sono i resti archeologici, scarsamente visibili e tanto frammentari de non permettere una visione d’insieme.

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Chiesa di S. Agostino – Resti del teatro

La profondità della cavea è di metri 29, dell’orchestra di metri 19 e della scena di metri 21.Dalle indicazioni offerte dai resti sembra che i parascenia dal lato della cavea avessero il piano terreno rialzato rispetto al resto del teatro.

             Nulla è possibile dire della scena, la cui area è oggi occupata dalla chiesa di S.Agostino, dalla piazza omonima e dal convento di S.Zita. Manca anche qualsiasi indizio dell’aspetto architettonico della facciata sia dal lato rettilineo che da quello curvilineo. Viene così a mancare ogni indicazione utile ad una definizione cronologica. Anche l’epigrafia non ci aiuta a collocare in qualche modo l’edificio. Possiamo dare una generica valutazione cronologica della tecnica edilizia ponendo la costruzione a dopo l’età flavia (seconda metà del II secolo d C.).

 

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