MASSA MARITTIMA

     

La presenza umana a Massa Marittima e nei suoi dintorni inizia agli albori della storia, dal momento che, in località Le Tane, sulla strada comunale che da Massa Marittima procede verso la frazione Fenice Capanne, sono state rinvenute grotte rupestri e primitive localizzazioni abitative attribuibili all'età neolitica. La ricchezza mineraria della zona ha comunque determinato una continuità abitativa fin dall'epoca preistorica, con momenti di notevole prosperità anche in epoca etrusca, come testimonia l'insediamento rinvenuto nei pressi del lago dell'Accesa. Comunque per la prima volta il paese viene menzionato in testi scritti dall'autore romano Ammiano Marcellino con il nome di Massa Veternensis, per farci sapere che proprio qui da Galla, moglie di Costanzo, fratello di Costantino II imperatore ebbe i natali Gallo Cesare: nascita che dovrebbe collocarsi storicamente intorno al 350 d.C. (metà del IV secolo a.C.).

   

Massa Marittima – Duomo

Probabilmente la prima colonizzazione di Massa Marittima, in questo tempo, sarebbe da attribuirsi alla distruzione della importante città di Vetulonia, i quali si sarebbero indirizzati verso questi luoghi, per la ricchezza delle risorse naturali, quali minerali ed acque potabili, ai piedi del poggio ove ad oggi è situata Massa Marittima, dando luogo all'abitato che ancor oggi viene chiamato Massa Vecchia. Nella letteratura rimasta, di Massa Veternensis non si hanno più notizie fino a quando, all'incirca verso la metà del secolo VIII, il Vescovo Ancario trasferì la sua residenza, per tutelarsi dalle frequenti e distruttive incursioni barbariche, da Populonia a Massa, facendovi altresì trasportare le reliquie di S. Cerbone: e qui veniamo alla prima data certa, dal momento che il pontefice Gregorio IV dichiarò sede episcopale solamente nell'anno 842, nominandola come città. Probabilmente la carenza di difesa nei confronti dell'imperversare delle incursioni barbariche, oltre alla crescente insalubrità dell'aria causato dalle vicine paludi, caratterizzarono il progressivo spostamento dell'abitato sul poggio, la cui prima edificazione risulta essere il castello di Monteregio, attuale ex ospedale di S. Andrea, che per primo fu abitato proprio dai vescovi massetani.

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Massa Marittima – palazzo comunale e torre fortezza senese

   

Area archeologica lago dell’Accesa e museo di Massa Marittima

 

Nei pressi del piccolo lago dell'Accesa sono stati rinvenuti una necropoli e un insediamento connessi allo sfruttamento dei giacimenti metalliferi circostanti. Gli scavi, condotti periodicamente dal 1980, hanno riportato alla luce sull'altura a sud-est del lago, numerosi quartieri abitativi dei quale sono visibili solo le fondazioni degli edifici. Si tratta di nuclei comprendenti circa dieci case ciascuno, generalmente di due o tre vani. La tecnica costruttiva era quella tipica degli abitati etruschi: fondazioni di pietre connesse a secco e alzato in mattoni crudi o realizzato con la tecnica del graticcio (pali di legno, paglia e argilla); tetto con tegole e coppi; pavimento in argilla battuta.

Nel villaggio sono state rinvenute tracce di attività collegate all'estrazione e alla lavorazione minerali, rappresentate soprattutto da scorie di fusione.

L'insediamento, che ha avuto la durata di circa un secolo (dalla fine del VII-inizi del VI a.C. fino alla fine del VI) dipendeva da Vetulonia. La sua fine va messa in connessione con la perdita del controllo sulle zone minerarie da parte di Vetulonia a favore di altri centri, in particolare di Populonia. Nello stesso tempo si è arricchito anche il patrimonio del Museo Archeologico di Massa Marittima, che infatti ha subito negli anni nuovi allestimenti, fino al più recente nel 1994, al quale risale l'attuale esposizione dei reperti delle aree A e B dell'insediamento dell'Accesa. La visita al Parco è strettamente connessa con la visita al Museo Archeologico di Massa Marittima, dove si espongono i reperti provenienti da quell'area.

 

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