MURLO

     

 

Fin dall'antichità, la fama di questo affascinante borgo collinare, è stata legata alla sua posizione geografica, ottima dal punto di vista strategico (è a 20 km a sud di Siena e vicino ai confini con Lazio e Umbria).

Le prime tracce d'insediamenti umani in quest'area risalgono all'epoca etrusca (VII e VI sec. a.C.) alla quale appartengono i numerosi reperti provenienti dal celebre complesso architettonico di Poggio Civitate, situato a sud-est di Murlo.

 

Pianta del complesso monumentale Murlo-Poggio Civitate

 

In quest'area archeologica, varie campagne di scavi, hanno portato alla luce i resti di due importanti edifici, l'uno orientalizzante e l'altro arcaico, oltre ad una grande quantità di oggetti in avorio, osso, ceramica, bronzo e alabastro, conservati nel Museo Civico Archeologico di Murlo. Il Museo è anche sede di un importante laboratorio di archeometria ed archeologia sperimentale, molto stimato dai ricercatori stranieri.

 

Antiquarium di Poggio Civitate

 

Il Museo raccoglie i materiali recuperati dagli scavi degli edifici etruschi di Poggio Civitate e si trova nell’antico borgo del Castello di Murlo. Poggio Civitate è un luogo in cima ad una collina di fronte al Castello di Murlo dove un eminente studioso come Ranuccio Bandinelli Bianchi immaginò fosse nascosto un “tesoro” etrusco. Gli scavi dimostrarono la validità di questa immaginazione mettendo alla luce una delle più importanti scoperte della civiltà etrusca. Un grande palazzo appartenente ad un principe locale, con annessi altri edifici che fungevano da laboratori di artigiani del ferro, del bronzo, terracotta e avorio. Gli oggetti e i reperti recuperati hanno consentito di leggere pagine di storia della civiltà e dell’arte etrusca e, selezionati, sono stati collocati nel museo che ha aperto nel luglio del 1988.

 

Una delle testimonianze più interessanti, nella sua unicità, è la ricostruzione di un tetto etrusco con tegole munite di gocciolatoi, con statue di terracotta di grandezza umana che ornavano il tetto stesso, tra queste il celebre “Cappellone” che è diventato il simbolo di Murlo.

  

lastre  architettoniche

 

L’edificio principesco era decorato da statue in terracotta poste nella parte superiore e presso i vertici degli spioventi del tetto. In questo caso sono stati recuperati elementi appartenenti ad entrambe le fasi dell’edificio. Alla prima (metà VII secolo a. C.) appartengono gli acroteri eseguiti "a ritaglio", raffiguranti animali e mostri alati; al periodo seguente (575 a. C.) si riferiscono le statue di terracotta che riproducono sfingi sedute, gorgoni, mostri e figure umane sedute.

     

 

Al secondo piano dell’antiquarium è esposta una parte delle lastre di rivestimento in terracotta pertinenti al secondo palazzo di Poggio Civitate. Le scene a rilievo delle lastre rispecchiano la volontà celebrativa nei confronti della Gens proprietaria del complesso e signora del territorio circostante. Si hanno, quindi: un’assemblea di magistrati o delle triadi divine Zeus - Era - Atena e Ade - Demetra - Persefone; il corteo nuziale con la sposa e la madre su un carro a due ruote preceduto da due araldi e seguito da due ancelle; una corsa di cavalieri; il banchetto. Lo stile delle lastre richiama modelli greco orientali ed è coerente con la costruzione del complesso palaziale, datato al 575 a. C..

Poi tanti oggetti bellissimi che hanno la peculiarità di provenire dalla vita domestica quotidiana e dalle attività artigiane giornaliere, non dalle tombe come generalmente accade.

Da questi oggetti si possono ricostruire i commerci, gli scambi culturali che gli etruschi del V e VII secolo a.C. avevano con il Mediterraneo e l’Europa.

prezioso ritrovamento, detto scherzosamente lo sceriffo di "Murlo"      

 

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