ROSIGNANO MARITTIMO

ed il museo archeologico

 

Rosignano deve il suo nome ad una  famiglia romana, la gens Rasinia che dovette possedere delle terre in questa zona. L’epiteto di "Marittimo" fu aggiunto nel 1862, riprendendo una denominazione già attestata nel 1500, per distinguere questo paese da Rosignano Monferrato in provincia di Alessandria. Il primo documento scritto che ricordi un insediamento sul colle di Rosignano  risale al 762 d.C. cioè all’epoca longobarda. Nel X secolo Rosignano passò al Marchesato di Toscana e, successivamente, fu sotto Pisa. Il Museo Civico Archeologico Palazzo Bombardieri di Rosignano Marittimo nasce nel 1957, ad opera del Gruppo Archeologico, per raccogliere i corredi di 11 tombe rinvenute a Castiglioncello

Si amplia progressivamente con reperti provenienti dal territorio comunale dove l'espansione edilizia e l'agricoltura meccanizzata portavano in quegli anni alla luce consistenti resti antichi.

E' allestito nelle sale di Palazzo Bombardieri, in cui oltre alle testimonianze degli insediamenti etrusco-romani in questo territorio, è possibile vedere un passaggio segreto che conduceva fuori dall'abitato, la Cappella ed il carcere mandamentale del Torrione  mediceo (XVI secolo d.C.) di levante. Tra il 1960 e il 1979, gli scavi  condotti dallo stesso Gruppo Archeologico,   in località S. Gaetano di Vada, dotano il Museo del suo nucleo più consistente. A partire dal 1987, a sud del fiume Cecina, l'intera valle, da Volterra al mare, diviene oggetto di sistematiche indagini di superficie, nell'ambito del  cosi detto Progetto Volterra, promosso dalla Regione Toscana e condotto dal Dipartimento di Scienze Archeologiche dell'Università di Pisa, in collaborazione con i Musei di Volterra e di Rosignano Marittimo.

 

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