STABIA

 

Il territorio cui Stabia appartiene - l'entroterra della fascia costiera della Campania centrale a sud del Golfo di Napoli all'imbocco della Penisola Sorrentina -si qualifica anzitutto per la felice positura geografica, in prossimitÓ di un'insenatura naturale che garantiva un facile approdo marittimo. Sul versante terrestre, del pari, Stabia sorgeva in un punto che le consentiva il controllo dello sbocco del Sarno e di una via pedemontana che volgeva, da un lato, verso l'entroterra di Nocera e, dall'altro, verso Sorrento e i centri della costa settentrionale della stessa Penisola Sorrentina. Lo spartiacque fra il territorio di Pompei, che pure conobbe la presenza etrusca, e l'ager Stabianus, protetto sul lato sud-occidentale dal promontorio di Pozzano e sul versante meridionale che guardava alla Penisola Sorrentina dai Monti Coppola e Faito, era nella fatti specie rappresentato dal fiume Sarno.

La ricostruzione del volto storico-archeologico di Stabia Ŕ sostanzialmente affidata ai corredi funebri rinvenuti nelle necropoli, che testimoniano le fasi di vita arcaica e classica del centro campano: i nuclei tombali venuti in luce fra gli anni Cinquanta e Ottanta nei pressi di Castellabate, a nord del torrente San Marco, coprono un arco di tempo che dal VII giunge al IV secolo a.C. La distribuzione topografica delle sepolture lascia intendere che l'abitato, del quale nulla si conosce, doveva per˛ localizzarsi sulla collina settentrionale di Varano, dove frammenti cerarnici di VII e VI se. colo a.C. sono effettivamente stati rinvenuti. Dai caratteri culturali della necropoli emerge il profilo di una comunitÓ ove l'elemento indigeno e quello etrusco convivevano. In etrusco sono anche talune iscrizioni, come quella di Thanachvil Vinumai.

 Il centro conobbe una fase di notevole prosperitÓ tra il volgere del VII secolo e la metÓ del successivo e proprio da alcuni ricchi corredi tombali si desume l'immagine di una societÓ nella quale la prosperitÓ di un ceto sociale privilegiato traeva vantaggio dai traffici commerciali. Dopo una contrazione sopraggiunta fra la metÓ del VI secolo e il V, esemplata dallo scarso numero di sepolture rinvenute, fra il volgere del V secolo e la prima fase ellenistica Stabia mostra i sintomi di una ripresa. La fase di crisi che si avverte dall' esame delle necropoli sembra delinearsi in parallelo alla nascita del centro urbano di Pompei, con il suo porto fluviale alla foce del Bottaro. ╚ dunque verisimile che nel periodo arcaico Stabia abbia ricoperto il ruolo di scalo marittimo per i centri del!'entroterra intorno a Nocera, soppiantato in seguito da Pompei. E altresý possibile che il mutato equilibrio ingeneratosi a seguito di questi fatti abbia favorito una riorganizzazione parziale dell'abitato stabiano, forse decentratosi sulle circostanti alture collinari, se pu˛ essere interpretata come prova l'esistenza di una piccola necropoli alle pendici del Casola, in localitÓ Gessini, che con le sue poche sepolture si riferisce a un piccolo insediamento rurale che, forse non casualmente, esordisce con le sue prime fasi di vita alla metÓ del VI secolo a.C. sino alla metÓ del VI.

 

 

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