VEJANO

     

 

Poco si conosce del passato etrusco di Vejano, anche perché non sono state rilevate vestigia di strutture del periodo. Secondo alcuni il nome attuale deriva da quello di Veio, la potente città etrusca debellata dai Romani nel 396 a.C. dopo una guerra iniziata quasi un secolo prima: i profughi si sarebbero trasferiti in queste terre, fondando una nuova comunità.

Diviene una importante tappa lungo la via consolare Clodia in età romana, grazie anche alla fertilità dei suoi campi ed all'abbondanza di acque. All'età romana imperiale appartiene un imponente complesso residenziale sito in località Fontiloro, una grandiosa villa dotata anche di impianti termali. Il nome antico sembra essere Vianum, da cui Viano e poi Vejano: il toponimo moderno risale al 1872, anno in cui si decide di cambiarlo per evitare omonimie con altri centri dell'Italia unificata. La struttura urbanistica attuale risente e mostra le forme del periodo medievale: diverse sono le famiglie nobili che si succedono al governo del paese: tra queste gli Anguillara e i di Vico per primi, i della Rovere e gli Orsini in seguito. Nel 1493 sono i Santacroce i maggiorenti del territorio, e lo rimarranno per più di duecento anni, fino al momento in cui il loro ultimo rappresentante, Giorgio III, viene decapitato a Roma nel 1664, accusato di matricidio. Nel 1670 la cittadina ed i suoi territori passano nelle mani degli Altieri e vi rimangono per tre secoli fino a quando, estinto il ramo principale della nobile famiglia, le loro proprietà, tra cui il castello cinquecentesco, passano a Francesco di Napoli Rampolla, l'attuale proprietario.

 

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