VITORCHIANO

     

L'origine del paese è certamente etrusca, quei muri senza malta che si ergono dalle rocce ne sono insieme con i numerosi reperti archeologici trovati nelle campagne circostanti la testimonianza più sicura. In epoca romana fu centro di una certa importanza; ad attestarlo è una fitta rete di viabilità secondaria che a tratti emerge ben conservata dalla compagna. Durante le prime campagne di infiltrazione militare nei territori dell'Etruria centrale condotte dal console Romano Fabio Rulliano (fine del IV secolo a.C.), Vitorchiano, che allora sorgeva al limite settentrionale della Selva Cimina, fu strappato agli Etruschi. I Romani vi insediarono un Castrum fortificato.

E' in questo periodo che una leggenda medievale fa risalire l'atto eroico del pastorello Marzio, la testimonianza più antica di quel legame profondo e sentito, che unì il piccolo centro di Vitorchiano all' Urbe Caput Mundi e che fu una costante indiscussa della storia vitorchianese.

Secondo la leggenda, essendo i Vitorchianesi venuti a conoscenza che gli Etruschi e i loro alleati Umbri e Galli stavano approntando un esercito imponente per aggredire di sorpresa Roma, inviarono un loro messo nella città per avvertire i senatori dell'imminente pericolo.

Marzio, per dare all'esercito romano il tempo di reagire, percorse la distanza tra Vitorchiano e Roma correndo, ma nel tratto di attraversamento della Selva Cimina, una spina maligna si conficcò nel suo piede. Il pastore, giunto a Roma, ebbe appena il tempo di avvertire i senatori dell'imminente pericolo che, per la stanchezza e la ferita procurata dalla spina, cadde esanime. I Romani, approntato un esercito adeguato, respinsero con successo l'aggressione degli Etruschi e la città eterna fu salva. Il fatto è certamente leggendario; tuttavia un fondo di verità trasposto e nobilitato nella leggenda dovette averlo se i Romani vollero celebrare l'eroismo di Marzio dedicandogli una statua bronzea, il celebre "Spinario", che è oggi visibile a Roma nel Palazzo dei Conservatori in Campidoglio. Dopo la caduta dell'Impero Romano iniziò il lungo periodo delle invasioni barbariche che terminò con la conquista longobarda del territorio. Nel 757 il centro di Vitorchiano, Vicus Orclanus, è menzionato tra quelli che Desiderio, ultimo re dei Longobardi, ricostruì e fortificò nella parte più meridionale della "Tuscia Longobardorum", per garantire ai suoi abitanti una dimora più sicura. Alcuni anni più tardi tutta la Tuscia, fu donata al Papato da Carlo Magno. Vicus Orclanus ritornò, almeno formalmente sotto il dominio di Roma. La politica espansionistica della vicina e potente Viterbo, iniziata nell'XI secolo, interessò anche Vitorchiano che per un lungo periodo gravitò nella sua orbita.

 

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