RELIGIONE

 

I Germani veneravano le forze naturali che personificarono ed intesero dualisticamente, cioŔ come potenze lucide o buone e potenze tenebrose o cattive: Anses (fulcri del cielo e dell'ordine morale); Thurs e Jˇtun, giganti malvagi, contro cui Ŕ in perpetua guerra Donar (o Thˇrr), dio delle bufere e protettore dell'agricoltura, e con Donar gli altri dei. Di qui trae sua origine quel particolare carattere drammatico e tragico, da cui Ŕ animata tutta quanta la mitologia germanica. Gli dei per poco non debellati dai Giganti, furono salvati da Odino o Wotan, simbolo dell'aria che penetra tutto e moralmente del furor te˙tonicus; questi coi suoi compagni riuscý a scongiurare la rovina e il Walhalla, sede degli dei, ne fu modificato. 

 

Accanto a Odino o Wotan Ŕ Donar o Thˇrr, dio del tuono; seguono: Tyr (Zill, Eru), dio della guerra; Nerfus, la terra, madre degli dei; Frigg, moglie di Odino; Freyja, dea dell'amore ; Baldur, dio della luce primaverile ; Bragi, della poesia; Loki, dio diabolico del fuoco; Freyr, dell'abbondante raccolto, che cavalca un cinghiale dalle setole d'oro ; Hel, dea dell'inferno; le tre Norne che tessono la sorte; le Walchirie, vergini portascudo di Odino, che sospingono nel Walhalla gli eroi caduti sul campo di battaglia. Come tutti i popoli ariani i Germani riconducono agli dei la loro origine e abbondano di saghe particolari ; ma non possiedono un nome che tutti li comprenda; essi ci fanno l'effetto di un popolo che abbia smarrita, o non abbia avuto mai una coscienza nazionale: infatti il nome di Germano, divulgato da Roma, Ŕ nome probabilmente celtico, e quello di Deutsch, che significa popolo Ŕ seriore, data cioŔ dal IX secolo.

 

 

ODINO

Il Sovrano di tutti gli dei nell'antica religione nordica (dei Germani e degli Scandinavi). Equivale al sassone Wodan, antico alto-tedesco Wuotan; forse erede di una tradizione religiosa pre-germanica. L'etimologia del suo nome si collega al termine "furore" che e' alla base anche dell'ispirazione divinatoria e poetica. Infatti Odino, pur occupando una posizione dominante nel pantheon germanico, come "padre universale", "governatore di cielo e terra" e "creatore" non ha i caratteri olimpici delle divinitÓ supreme di altri popoli di lingua indoeuropea come il greco Zeus o il romano Juppiter; il dio germanico il cui nome etimologicamente corrisponde a questi ultimi e' un altro (Tyr o Ziu) che tuttavia passa in second'ordine rispetto a Odino. In Odino abbondano invece i caratteri funesti: egli e' capo della "caccia selvaggia", schiera delle anime dei morti; e' il dio della guerra la cui lancia (Gungir) colpisce infallibilmente il segno e ritorna a lui. La sua potenza, limitata unicamente dal fato (al "crepuscolo degli dei" Odino sarÓ divorato dal lupo Fenrir), gli deriva da una suprema sapienza magica: per acquistare questa, attinta alla sorgente di Mimir, egli ha dato in cambio un occhio, diventando con ci˛ monocolo come certi demoni ciclopici di altre mitologie. Egli conosce la magia delle rune, conquistata mediante lo star sospeso (impiccato) all'Yggdrasil (il frassino sacro) per nove notti. Esercita la sua potenza nel bene e nel male: nel violentare donne, nel rapire l'idromele magico a Skattung, ma anche nel creare, insieme con i fratelli Vili e Ve', il mondo, sollevando la terra dalle acque, e la prima coppia umana da un frassino e da un olmo. Peregrinando per il mondo sa tutto (due corvi lo informano delle cose lontane) e fonda la civilta' umana. I Romani lo identificavano non senza ragione (nessi con i morti, invenzioni culturali) con Mercurio, donde la parola inglese Wednesday, giorno di Wodan sta per Mercoledý (Mercurii dies): la mitologia germanica gli da per genitori Borr e Bestla, per moglie Frigg e per figlio primogenito Balder.

 

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