L'ANFITEATRO

 

Il monumento, pur essendo rimasto nei secoli ben conservato e riconoscibile, non è stato ancora scavato; la cavea, suddivisa da moderni terrazzi per le coltivazioni, è attualmente occupata da un frutteto. Costruito in parte su di un terrapieno, in parte sfruttando, sul lato nord, la naturale pendenza del monte Grillo, l'anfiteatro presentava poche strutture in elevato. La fila di archi su pilastri relativi alla summa cavea, conservata quasi per intero, è infatti fondata direttamente sul terreno, senza che vi siano strutture sottostanti. L'asse maggiore (ca. m. 90) ha orientamento nord-sud; all'estremità nord vi doveva essere un accesso, corrispondente grosso modo a quello attuale della masseria; accanto a questo, inglobato nella masseria stessa, è conservato un ambiente in opera reticolata con volta a botte, probabilmente con funzioni di servizio. Un ingresso secondario doveva aprirsi all'incirca al centro del lato est del muro perimetrale esterno. Poco riconoscibile è oggi l'aspetto delle gradinate, completamente ricoperte dalle coltivazioni; già in antico esse comunque dovettero essere private dei rivestimenti.

 

Cuma, Anfiteatro. Veduta dalla Villa Vergiliana.

 

L'anfiteatro, privo di sotterranei, presenta significative analogie con quello di Pompei e con l'anfiteatro minore di Pozzuoli; appartenendo al tipo più antico di tali monumenti, va datato tra la fine del II sec. a.C. e l'inizio del I. Successivamente, forse nel corso del II sec. d.C., sembra sia stato interessato da un massiccio intervento di restauro. Nell'alto medioevo, nei pressi dell'Anfiteatro, ormai in disuso, furono impiantate delle fornaci che producevano ceramica "a bande larghe" (V-VIII sec. d.C.). Da questa zona provengono infatti diversi scarti di lavorazione, per lo più relativi a brocche, che attestano la produzione a Cuma di questa ceramica, utilizzata dalla comunità che risiedeva sull'acropoli. Tornati indietro alla Croce di Cuma, si svolta a destra per via Arco Felice Vecchio; nel primo tratto si fiancheggiano consistenti resti delle fortificazioni di età greca che cingevano il lato meridionale della polis.

 

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