AQUILEIA


Aquileia fu fondata dai Romani come colonia militare nel 181 a.C. in un luogo che era all'incrocio di popoli e traffici commerciali. Fu dapprima baluardo contro l'invasione di popoli barbari e punto di partenza per spedizioni e conquiste militari.Collegata da una buona rete viaria, col tempo divenne sempre più importante per il suo commercio e per lo sviluppo di un artigianato assai raffinato. Raggiunse il suo apice sotto l'impero di Cesare Augusto: con una popolazione stabile di oltre 200.000 abitanti, divenne una delle maggiori e più ricche città di tutto l'impero. Fu residenza di parecchi imperatori, con un palazzo assai frequentato, fino a Costantino il Grande e oltre.

Foro Basilica


 Quando vi giunse il messaggio cristiano (la tradizione parla di una venuta di S.Marco evangelista che portò a Roma S. Ermacora per farlo consacrare da S. Pietro come primo vescovo di Aquileia), esso ebbe rapido sviluppo sotterraneo, tanto da esplodere prontamente appena venne concesso il culto pubblico con l'Editto di Milano del 313 d.C.
Basti pensare che furono erette prontamente tre grandi aule, lussuosissime, poste tra loro a ferro di cavallo: due principali, tra loro parallele, unite da una trasversale. Ciascuna poteva contenere comodamente da due a tre mila persone: cosa impensabile per un semplice "inizio" di evangelizzazione e per le ingenti risorse necessarie per realizzarle. Queste poi, ben presto risultarono insufficienti per contenere tutti i fedeli, e dovettero essere demolite per far posto ad altre aule più ampie. Infatti troviamo che, qualche decina di anni più tardi (verso il 345), partendo dalle fondazioni dell'Aula Nord, fu eretta una molto più ampia (lunga ben 70 metri e larga 31: 5 metri più lunga di quella che vediamo), la più vasta in assoluto per Aquileia: quella che nel 452 d.C. fu distrutta da Attila e mai più risorse. Anche l'Aula Sud, ampliata sotto il vescovo Cromazio rimase semidistrutta dall'invasione degli Unni. A questo punto c'è da notare una caratteristica tipica e unica di Aquileia: tutte le varie basiliche erano strettamente a forma rettangolare e senza abside.

Quando i figli degli scampati e degli esuli ritornarono ad Aquileia e pensarono ad una ricostruzione, volsero l'attenzione alle strutture residue dell'Aula Sud, che ancora fu ampliata in lunghezza e larghezza: saranno le fondazioni di quest'ultima a fare da supporto, dopo un lungo periodo di completo abbandono (dai Longobardi all'800), alla costruzione di una vera e propria basilica, come noi l'intendiamo, e che sommariamente costituisce il perimetro di quella attuale. 


Quest' opera fu portata a termine dal vescovo Massenzio (811-838), con l'aiuto finanziario di Carlo Magno. Successivamente però, prima gli Ungari e poi un terremoto (988) la resero inagibile. Resti del pavimento in mosaico di questa basilica si possono esplorare attraverso due botole: una presso l'altare al centro del presbiterio e l'altra presso il sarcofago di San Pietro.

 

Scavi Archeologici

Molti elementi della città sono noti ed alcuni di essi sono visibili, a seguito dell'affermarsi del criterio, ormai in voga da cinquant'anni, di provvedere alla conservazione dei resti sul posto.
Purtroppo i resti archeologici di Aquileia si conservano solo poco più che in pianta. Mura di fortificazione sono visibili nella parte meridionale della città e nella parte occidentale.
Il porto fluviale si sviluppa con una fronte di più di 300 metri, con banchine di attracco, scalinate e magazzini; anche sulle banchine del porto furono costruite fortificazioni. 

Il Foro è al centro della città; si conserva il bel colonnato del portico di levante ed attualmente tutta l'area è in corso di scavo.

Mosaici della Basilica


A meridione del Foro, vi è la Basilica civile, scavata in parte di
recente e costeggiata da una grande strada, un decumano, che una iscrizione ci dice falla lastricare per testamento da Aratria Galla.
Sono in corso di scavo anche le Grandi Terme, per ora non aperte al pubblico, ricchissime di mosaici tardo-antichi, molti dei quali per ora sono visibili nel Museo.
Il Sepolcreto è un bel tratto di via sepolcrale, fiancheggiala da monumentali tombe di famiglia; è importante per rendersi conto delle usanze degli antichi.
Due complessi di case di abitazione romane con mosaici e sovrapposti oratori paleocristiani, anch'essi decorati a mosaico, sono in vista nella parte centrale della città.

 

 

Cronologia

181 a.C.: fondazione - sotto la guida dei triumviri P. Cornelio Scipione Nasica, C. Flaminio e L. Manlio Acidino - della colonia a difesa del confine orientale. Vi si installano 3000 soldati-coloni.

169 a.C.: vengono stanziati ad Aquileia altri 1500 coloni.

89 a.C.: la colonia diviene Municipium.

58-56 a.C.: Giulio Cesare e le legioni impegnate nella guerra gallica svernano nella cittadina.

35 a.C.: soggiorno di Ottaviano diretto in Dalmazia e Pannonia.

27 a.C. - 14 d.C.: impero di Augusto. L'imperatore proclama la città capitale della X regione, la Venetia et Histria. Aquileia conosce quindi grande splendore: tutto il I secolo sarà un periodo di forte sviluppo economico e culturale.

167 d.C.: respinto l'assedio di Quadi e Marcomanni.

238: Bellum aquileiense: Aquileia sconfigge dopo un lunghissimo assedio Massimino il Trace e le legioni che lo avevano eletto imperatore.

248-305: impero di Diocleziano. La città diviene sede del governatore della X regione, ed anche del comandante della flotta dell'Alto Adriatico. Viene aperta la Zecca.

313: Editto di Costantino. La forte comunità cristiana può uscire allo scoperto e il vescovo Teodoro fonda la prima chiesa (aule teodoriane). Aquileia giocherà nei secoli un ruolo fondamentale nell'evangelizzazione delle zone orientali (sino al Danubio e alle regioni ungheresi, l'Istria e l'area balcanica): questi territori faranno quindi capo alla chiesa ed al vescovo della città, che dal VI secolo verrà chiamato ufficiosamente patriarca.

361: assedio di Giuliano l'Apostata, che devia il corso del Natissa. Viene potenziato il porto di Grado.

381: concilio antiariano presieduto dal vescovo Valeriano. Partecipa S. Ambrogio da Milano.

388: S. Cromazio viene eletto vescovo.

452: invasione degli Unni di Attila. La città è distrutta. Fuga degli abitanti a Grado e nelle isole della laguna.

568: i Longobardi, calati in Italia, pongono la capitale del ducato del Friuli a Cividale. Aquileia perde così la sua importanza politica.

699: termina lo Scisma dei tre capitoli (557-699): l'invasione longobarda ha fatto rifugiare i vescovi a Grado, territorio non invaso da quel popolo. Ma Aquileia elegge subito il suo nuovo patriarca. Si vengono a creare così due correnti: quella che sostiene il vescovo di Aquileia, di elezione prima longobarda e poi franca, e quella che sostiene il vescovo di Grado, eletto dalla chiesa di Roma. È la chiesa a ricomporre lo scisma, affidando al vescovo di Aquileia il potere sui territori in terraferma, a quello di Grado la potestà sulle isole.
Aquileia viene però abbandonata dai patriarchi: questi si trasferiscono prima a Cormons, poi a Cividale.

811: Carlo Magno finanzia il patriarca Massenzio affinché ridia splendore all'antica sede patriarcale.

X secolo (prima metà): invasioni degli Avari e Ungari. L'impero carolingio è disgregato: il potere passa prima alla Casa di Sassonia e quindi a quella di Franconia.

1031: il patriarca Poppone (1019-1042) riconsacra la basilica, distrutta dalle invasioni degli Avari e degli Ungari. Inizia con lui una stirpe di patriarchi di origine germanica.

1077: il patriarca di Aquileia viene nominato signore feudale. Lo Stato ha diritto di battere moneta.

1348: un forte terremoto danneggia la basilica.

1420: Venezia si espande ed Aquileia passa sotto il suo dominio: termina così il potere temporale dei patriarchi (da ora di origine veneta) che però conservano l'ampia giurisdizione ecclesiastica.

1509: l'Austria occupa Aquileia.

1751: la diocesi viene soppressa (ultimo patriarca fu Delfin Delfino). Si formano i due arcivescovadi di Udine e Gorizia: il primo per i territori veneti, il secondo per quelli austriaci.


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