ATINA

 

Di origine volsca, municipio romano e prefettura, dette i natali a Gneo Planco e a Lucio Munazio Planco; in età cristiana è sede vescovile. La tradizione vanta tra i suoi vescovi S. Marco Galileo, ancora oggi onorato come patrono della città. Per brevissimo tempo, intorno al 1100 rientra nei confini territoriali della terra di S. Benedetto. In età medioevale, la sua storia si intreccia con le vicende del Ducato di Benevento, della Contea di Capua, dei conti di Aquino e della famiglia angioina dei Cantelmo, feudatari di Alvito. Alla fine del secolo XVI inizia con il dominio dei Gallio, duchi di Alvito, un periodo di stabilità politica, che vede espansione edilizia fuori della cinta muraria medioevale e potenziamento della viabilità anche con la costruzione di un ponte sul fiume Melfa. Nella prima metà del XIX secolo la localizzazione di una cartiera sulle rive del melfa portò motevole impulso economico. Alla fine dello stesso secolo si assiste alla evoluzione del tessuto edilizio lungo la via S. Nicola e Sferracavalli. Dal 1927 è comune della provincia di Frosinone, precedentemente era provincia di Caserta in Terra di Lavoro. Dagli anni '50 ad oggi, favorita dalla viabilità di fondovalle si sviluppa intorno al Ponte sul melfa la gemmazione di Atina inferiore con prevalenti funzioni commerciali e di servizio.

 

Itinerari 


Sulle tracce dei Sanniti. Presso il Museo Comunale sono raccolti numerosi reperti archeologici pre-romani, oltre ad un mosaico di età romana con figure di guerriero sannita con elmo loricato. Da vedere anche la cinta muraria ad elementi poligonali pre-romana.
La civiltà romana è testimoniata dalla presenza del circuito delle mura con la porta Aurea, la porta Virilassi, la posterula, dalle numerose epigrafi reimpiegate nelle mura del centro storico, dai ruderi sulla sommità della collina di S. Stefano, dal basamento della chiesa di S. Pietro al cimitero in opus reticulatum, da resti di edifici presso la chiesa di S. Marciano, da monumenti funerari lungo l'antica viabilità, oltre ai numerosi reperti presso il Museo comune.
La civiltà medioevale ha lasciato il suo segno nella cinta muraria con le case mura dell'XI e XII secolo, la porta dell'Assunta, la porta S. Maria; nel palazzo ducale del XIV secolo con affreschi di vita cortese e cappella palatina; nella Chiesa di S. Maria Assunta con il suo impianto originario del 1044. Da vedere anche i ruderi del fortilizio medioevale sulla collina di S. Stefano; la chiesa di S. Stefano e quello di S. Marco con campanile romanico e resti di cappella affrescata del XIV secolo, il leone benedettino, ruderi di tempietto rupestre di S. Michele Arcangelo.
Il Seicento si scopre con i suoi caratteri nel palazzo vescovile del 1590, e nel palazzo Bologna, palazzo Palombo, palazzo Sabatini entro le mura, nel convento di S. francesco, nella cappella di S. Croce al Colle particolare per la sua pianta ottagonale, nelle mura e torre presso la taverna di Cancello.
Il Settecento è presente in S. Maria Assunta con la facciata e all'interno battistero ligneo e tele di A. Volpi, nel palazzo Fortucci-Marrazza, nel palazzo Visocchi entro le mura.
L'Ottocento si legge in alcune testimonianze quali palazzo Marrazza in Via Fornari, palazzo Sabatini e palazzo Visocchi fuori le mura, case a schiera al Colle, e in esempi di archeologia industriale come la cartiera, la ferriera e mulini ad acqua.

 

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