GIOIA DEL COLLE

L'origine preistorica è testimoniata dai ritrovamenti archeologici nella campagna circostante (Monte Rotondo, Serra Capece, Murgia San Francesco e Santo Mola). A cinque chilometri dall'attuale abitato c'è Monte Sannace, notevole centro della Peucezia, che potrebbe corrispondere alla città apula di Thuriae (VI-IV sec. a.C.) munita di cinque cinte murarie, abbandonata in seguito alla conquista romana. La moderna città (forse Joha) si sviluppò intorno a un'antica fortificazione bizantina. Fu prima feudo dei Normanni, poi demanio degli Svevi. Fece parte del principato di Taranto, quindi della Contea degli Acquaviva d'Aragona e dei principi De Mari. Durante il Risorgimento si distinse per il martirio dei patrioti Del Re, Losito, De Meo, Basile e Calabrese.

Parco Archeologico di Monte Sannace


L'area, a 5 km dalla città, è un vero e proprio Parco archeologico: abbraccia i resti dell'antico abitato apulo con un'acropoli sulla sommità dell'altura (m 382), dalla quale era possibile il controllo di un vasto territorio compreso tra l'Adriatico e lo Ionio; e, più a valle, l'ampia metropoli con resti di strade, case e mura. 

 

Quello di Monte Sannace è il più grande abitato peucetico noto, ed è stato scavato a partire dagli anni cinquanta del Novecento; ma il sito era conosciuto già nell’Ottocento, e fortemente depauperato da scavi clandestini. Il sito si trova suggestivamente in aperta campagna, a 5 km da Gioia del Colle in direzione Putignano – Egnazia, sul viottolo detto della Cavallerizza che attraversa tutta l’area archeologica. L’abitato è anonimo, forse da identificare con la città di Thuriae di cui parlano le fonti, che la indicano però come città “della Messapia”. Tutto l’abitato è cinto di quattro circuiti murari concentrici, perlopiù ancora visibili. La prima cinge l’acropoli, ed è della seconda metà del IV sec. a.C. La seconda, coeva, è dotata di una porta e racchiude quartieri abitativi nella parte verso valle; rivela, inoltre, tecniche edilizie greche. La terza e la quarta sono degli inizi del III sec. a.C.; l’una rinforza l’acropoli, mentre l’altra racchiude tutta l’area dell’abitato, cingendo una superficie in realtà molto più grande di quanto la città non fosse realmente: all’interno delle mura erano lasciate, cioè, zone non urbanizzate, funzionali all’accoglimento della popolazione delle campagne e degli animali in caso di guerra, ed a coltivazioni in caso di lunghi assedi. Interessantissimo l’uso funerario: le necropoli sono tutte extraurbane, ed ospitano tombe a partire dal VII sec. a.C., con materiali però anche più antichi, come vasellame greco di metà VIII sec. a.C.; ciononostante, coerentemente con l’uso funerario apulo, non mancano esempi di sepolture dentro la città, nei giardini delle abitazioni o negli spazi tra esse nel caso degli adulti, sotto il pavimento delle case nel caso dei bambini.

 

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