AESERNIA

 

Isernia, città antichissima del Molise, sorge sul crinale di un colle fra due fiumi : il Sordo e il Carpino. L’origine del suo nome risale alla radice indeuropea ausa che vuol dire « acqua ». 

Questo tema radicale ha dato origine a molti toponimi dall’Atlantico al Mar Nero, per esempio: il Serchio, fiume toscano (l’Auser latino), Iserlhon, città della Vestfalia, Isera nel Trentino e tanti altri luoghi fin dalla piu’ lontana preistoria. 

Il villaggio preistorico de « La Pineta » di Isernia avvalora l’ipotesi che verso la fine del II e l’inizio del I Millennio il fenomeno delle migrazioni fosse finito e che Isernia fosse stata fondata verso il VI-V secolo proprio dai Sanniti Pentri del gruppo etnico degli Osco-Umbri-Sabelli. Con i Pentri dunque ha iniziato la storia di Isernia che nel 263 a.C. fu conquistata dai Romani che ne fecero una colonia.

Durante le ultime fasi della lunga guerra condotta da Roma contro il Sannio Pentro il territorio dell’alta Valle del fiume Sangro fu molto importante strateicamente per una rapida soluzione del confitto.
Quel territorio comprendeva la odierna S. Angelo del Pesco all’estremo nord del Molise, ai confini dell’Abruzzo (importante ancora attualmente per le relazioni commerciali fra le due Regioni), l’attuale Pietrabbondante (la Bovianum Vetus secondo lo storico tedesco Mommsen) e Carovilli, nome questo che deriverebbe da quello del console romano Spurio Carvilio che la conquisto’ e distrusse. 

Ma lo scontro finale con la definitiva vittoria delle legioni romane avvenne con la caduta di Aquilonia, arrocata fortezza su Monte Vairano a poche miglia a sud-est di Carovilli (cfr. Tito Livio : « Storia di Roma » ; cap X). Nell’anno 91 a.C., sconfitta la lega Italica, alla quale peraltro Isernia non aderi’ rimanendo fedele a Roma, Silla invase il Sannio e nella sua opera di distruzione rase al suolo anche Isernia.

La ripresa per Isernia fu lunga. Cesare prima e Augusto poi mandarono nella infelice città ormai spopolate colonia di veterani e cio’ agevolo’ quel processo di romanizzazione che segno’ un notevole progresso sociale della città.

Con la conquista dei Longobardi fu creato il ducato di Benevento comprendente 34 contee : Isernia ne fece parte come capoluogo di una di esse. Successivamente fu elevata a capoluogo della contea di Molise succedendo in questo ruolo a Bojano e tale rimase fino alla metà del secolo XIII quando il titolo passo’ a Campobasso nel frattempo sviluppatasi rapidamente.

Nel 1223 l’Imperatore Federico II ordino’ lo smantellamento delle sue mura per essere stata la città fedele a Papa Innocenzo III. Il 5 luglio 1294, intanto fu eletto Papa un frate benedettino, Pietro Angelerio, consciuto come Pietro del Morone, nato a Isernia da una famiglia di contadini.

Il nuovo papa prese il nome di Celestino V. Cinque mesi dopo, pero’, il 13 dicembre di quello stesso anno, abdico’. Durante il dominio degli Angio’ e poi degli Aragona la Contea di Molise cesso’ praticamente di esistere e Isernia fu data in feudo ai vari Signori che l’acquistavano.

Gli isernini pero’, stanchi di essere venduti come capi di bestiame, si appellarono ad una legge spagnola, la cosidetta reclamatio ad demanium , e cosi’ nel 1743 si affrancarono dalla soggestione feudale acquistando la propria città con la somma, favolosa per quei tempi, di 43 mila ducati !

Nel 1799 la città subi’ il saccheggio da parte delle truppe napoleoniche che liberarono Napoli dai Borboni istituendo l’effimera Repubblica Partenopea. Poi il ritorno dei Borboni…passati ancora sessant’anni, dopo scontri, tumulti e sangue versato tra i partigiani dei Savoia e quelli dei Borboni Isernia poté accogliere e ospitare in uno dei suoi palazzi signorili Vittorio Emanuele II Re d’Italia.

Era il 20 settembre 1860. Alla Prima Guerra Mondiale Isernia diede il suo contributo di sangue. Con l’avvento del fascismo si adeguo’ mentre gli oppositori presero la via dell’esilio raggiungendo l’America.

Nel corso dei secoli Isernia è stata distrutta sette volte per guerre e otto a causa di terremoti. Questa la ragione delle poche testimonianze monumentali del suo passato. Nel Museo Civico pochi ma notevoli i reperti d’epoca sannita e romana. Molte le iscrizioni lapidarie.

Su un antico arco (che dovette essere forse una porta di accesso alla città sannita) si erge la Torre civica risalente al 1200, meglio conosciuta come il Campanile di San Pietro. Originale e unica nel suo genere la Fontana Fraterna del XIII secolo la cui denominazione ricorda la Frataria una sorta di società di mutuo soccorso fondata, per ispirazione di Papa Celestino V, dal Vescovo Roberto.

Questo gioiello di arte medievale è formato da lastre di pietra viva provenienti da monumenti d’epoca romana in rovina mentre tutto il resto è opera di maestri locali. Da una lapide incastonata su un lato della Fontana si apprende che essa fu fatta costruire dalla famiglia isernina dei Rampini che espresse personaggi famosi uno dei quali, Corrado, molto influente al tempo di Federico II.

La Fontana Fraterna é lunga sei metri e alta circa tre. E’ composta di sei archetti poggiati su colonnine variamente scolpite. Belissimi nella loro diversità i capitelli mentre sul lastrone centrale del basamento sono scolpiti una coppia di delfini nell’atto di tuffarsi e, in quello accanto, le lettere « AE PONT » sulle quali si son fatte non poche illazioni.

La Legge n.20 del 2 febbraio 1970 elevava Isernia alla dignità di Capoluogo della seconda Provincia molisana. L’aspirazione degli isernini, nata già al tempo I cui Gioacchino Murat fu Re di Napoli nel 1810, è stata cosi’ realizzata.

 

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