MISENUM

 

La forma di insenatura a doppio bacino fece di Miseno, sin dall’epoca arcaica, un porto militare che, potenziato in età augustea, costituì fino al periodo tardo-antico una delle più importanti basi militari dell’impero romano, sede della flotta pretoriana.

Se molto poco resta in luce delle strutture portuali - che testimoniano della principale vocazione del sito, divenuto peraltro anche amena località residenziale -, assai ben conservata è la "Piscina Mirabile", già nota nel ‘500: una grandiosa cisterna rettangolare scavata nel tufo e scandita da 48 pilastri, la quale, collegata all’acquedotto augusteo del Serino, garantiva l’approvvigionamento idrico della flotta misenate. Analoga funzione è da attribuire alla cosiddetta "Grotta della Dragonara" lungo la spiaggia di Miseno. 

      

Piscina Mirabilis                                    Tomba di Agrippina

 

Recente è, invece, il rinvenimento del "Sacello degli Augustali", il cui prospetto architettonico è stato ricostruito all’interno del Museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello Aragonese di Baia: l’edificio - formato da tre ambienti rettangolari affiancati, nei quali furono rinvenute le statue degli imperatori Vespasiano e Tito e quella equestre bronzea di Domiziano-Nerva -, oltre ad attestare la presenza del culto dell’imperatore divinizzato e dei sacerdoti Augustali a Miseno, costituisce anche una delle pochissime testimonianze dell’abitato sorto in età augustea accanto al porto militare.
Tra queste sono da segnalare, il Teatro, del quale si conservano ormai solo tre gallerie, e resti sparsi , ubicati per lo più in proprietà private da riferire a ville.

 

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