NERETUM

 

(Nardo') D'origine messapica, fu municipio romano con il nome di Neretum (ecco perché i suoi abitanti vengono, ancora oggi, chiamati Neritini). Nel Medioevo fu un importante centro bizantino, aderendo al culto greco, che conservò fino al Quattrocento. Conquistata nel 1055 da Goffredo il Normanno, che la fortificò, subì incursioni e saccheggi, e soffrì delle continue lotte feudali. Diventò sede vescovile nel 1413; fu presa dai Turchi nel 1480, quindi, quattro anni dopo, dai Veneziani. Alla fine del

Quattrocento appartenne agli Acquaviva di Conversano, che v'istituirono il Ducato di Nardò. Fra il Cinquecento e il Seicento il suo territorio costiero fu particolarmente munito di una fitta rete di torri di avvistamento volute dall'imperatore Carlo V d'Asburgo (1500-1558) per la difesa dalle incursioni saracene. Nel 1647-48 fu protagonista del moto antispagnolo salentino, ferocemente represso da Gian Girolamo Acquaviva, il "Guercio di Puglia". Semidistrutta dal terremoto del 1743, si riprese rapidamente ed ebbe una fiorente vita culturale: fu sede di Accademie e di un'Università di studi letterari e filosofici. Partecipò attivamente alle vicende del Risorgimento e alla vita dei primi anni dell'Unità. Agli inizi del Novecento iniziò la Bonifica e nel 1927 fu costituito il Consorzio di Bonifica dell'Arneo. Nel secondo Dopoguerra conobbe le lotte contadine per la terra; la sua economia, prevalentemente agricola, si arricchì di un discreto tessuto industriale. Negli anni Cinquanta fu realizzato un notevole rimboschimento, dal quale nacque la pineta di Portoselvaggio, facendone una delle più interessanti aree naturali italiane. Nardò ha avuto tra i vescovi della diocesi Fabio Chigi, divenuto Papa Alessandro VII.

 

Torna alle Città Italiche