NUCERIA  ALFATERNA

L'attuale comune di Nocera Superiore comprende l'abitato dell'antica città di "Nuceria Alfaterna", che fu uno dei più importanti centri della Campania antica. Secondo le fonti antiche la città fu fondata dai Sarrasti, popolo ritenuto discendente dei mitici Pelasgi. Essa fu per un certo periodo sicuramente nell'orbitadi influenza etrusca fino a che, nel V secolo inoltrato, come altri centri campani, "Nuceria" divenne un centro sannitico, assumendo l'appellativo di "Alfaterna" dal nome di una tribù sannitica. Mentre non si hanno notizie per l'età classica, sappiamo che nella seconda guerra sannitica Nuceria aderisce alla causa italica.La città é in seguito menzionata dalle fonti durante la guerra annibalica quando nel 216 a.C. fu presa e distrutta da Annibale

In età augustea vi viene dedotta una colonia denominata "Nuceria Constantia". L'impianto urbano aveva, probabilmente fin dall'inizio, pianta regolare. Le mura circoscrivevano un rettangolo di 950m in senso Nord - Sud, per circa 1200 m. in senso Est - Ovest, attraversato interamente da una serie di strade rettilinee incrociatisi ad angolo retto. La distruzione da parte di Annibale nel 216 a.C. della città, che era rimasta fedele all'alleanza con i Romani, non risulta essere stata totale, in quanto non solo é sopravvissuto l'impianto urbanistico, ma, almeno in qualche zona sembrano essere sopravvissute anche strutture dell'elevato di abitazioni. Il teatro di Nuceria, addossato al lato meridionale delle mura, presenta due fasi costruttive. La prima del II sec. a.C. di cui resta parte del muro di sostegno della "cavea" sul lato Ovest in opera incerta, la seconda di età augustea che ha determinato la trasformazione del teatro di tipo ellenistico in teatro romano con un diametro di circa m.96. E' visibile parte della "cavea" divisa in cinque cunei da scale che coprivano canali di deflusso delle acque piovane che confluivano nel canale di raccolta che circonda l' "orchestra" ( spazio semicircolare tra le gradinate e il palcoscenico ). Originariamente le gradinate erano rivestite di blocchi di tufo, non più "in situ" perchè strappati in epoca medioevale. Sono visibili i quattro gradoni della "proedria" ( posti riservati ai notabili ) ricoperti originariamente da lastre di marmo, come anche il pavimento dell' "orchestra" di cui ancora si vedono le tracce "in situ". Gli ingressi laterali del teatro conservano in parte la decorazione dipinta di III stile pompeiano, così come lo schema dell'elevato della scena, costituito, nella sua ultima fase, da due nicchie rettangolari ai lati di una, centrale, curva. Nicchie alternate semicircolari e rettangolari, possiede anche il "pulpitum", ossia il muro, originariamente rivestito di marmi preziosi, su cui poggiava il palcoscenico realizzato con tavole di legno. Al disotto del palcoscenico esisteva un corridoio di manovra nel quale venivano inseriti, attraverso fori quadrangolari, pali lignei ad incastro per il funzionamento delle scene e del sipario. La tecnica costruttiva utilizzata è quella dell'opera laterizia per le strutture portanti e l'opera reticolata oer quelle secondarie. Un'idea dell'elevato della scena, almeno per l'ordine inferiore, può darla quella, anche se di dimensioni ridotte, del Teatro Grande di Pompei

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