OSTUNI

 

In un territorio abitato dal Paleolitico - come attesta il ritrovamento nella grotta di Santa Maria di Agnano dei resti di "Delia", una donna incinta di 24.000 anni fa - fu fondata dai Messapi e, successivamente, conquistata dai Romani, dei quali restano tracce nell'abitato e nelle masserie, sorte sui resti di ville romane. Probabilmente fu saccheggiata da Annibale e ricostruita dai coloni greci (ai quali risalirebbe il caratteristico colore bianco delle case). Infatti il toponimo potrebbe derivare dal greco 'Astu néon (città nuova). Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, fu preda ambita da Ostrogoti, Longobardi, Bizantini, Saraceni e Normanni.

Nell'876, sotto il dominio bizantino, divenne diocesi e rifugio dei monaci basiliani (provenienti dalla Siria e dall'Egitto) minacciati dai Turchi e dall'iconoclastia.
Dall'XI al XIII secolo, con i Normanni e gli Svevi, si intensifica la coltivazione dell'ulivo e si sviluppano i commerci: viene valorizzato il porto di Petrolla, anche per il traffico legato alle Crociate. Dalla seconda metà del Duecento gli Angioini fortificano l'abitato e lo annettono al demanio; sui resti della distrutta Petrolla viene edificata Villanova (l'odierna frazione costiera).

 

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