PETELIA

 

I resti della «metropoli» dei Lucani Si trovano su un ampio terrazzo, sulla Sinistra del fiume Neto, nei pressi della foce; il corso d'acqua segnava il confine con il territorio di Crotone. L'identificazione con Petelia, oltre che dalla continuitą abitativa fino all'etą tardoantica (IV° a.C.-IV° d.C.), č confermata dalle epigrafi romane d'etą imperiale, ora al Museo di Crotone, dove č riportato il nome della cittą.


Notizie storiche


Strabone c'informa che la cittą, mitica fondazione di Filottete, fu capitale dei Lucani, e che fu fortificata per condurre scorrerie contro Thourioi. La composizione etnica era indigena, ma documenti epigrafici del V° a.C. attestano che la comunitą era legata a Crotone. Dopo la battaglia di Canne (216 a.C.), Petelia rimase l'unica cittą brettia alleata di Roma e dovette sostenere l'attacco sia dei Cartaginesi che degli altri Brettii; nel 208 a.C. fu presa da Annibale, ma dopo il 202 a.C. venne vincolata a Roma dal rinnovo del trattato di alleanza, diventando poi municipium.


Testimonianze archeologiche


Dell'antico abitato restano visibili alcuni tratti delle mura, costruite in blocchi squadrati di arenaria, che delimitano la spianata naturale sulla bassa valle del Neto. Dell'abitato, solo parzialmente indagato, affiorano in superficie strutture e ceramiche comprese tra il IV° a.C. e il IV° d.C.; tra i monumenti del municipium romano sono gią stati identificati: il teatro, due fori, un tempietto dedicato a Giove Ottimo Massimo e un complesso termale. Molte sono le epigrafi onorarie che ricordano il nome di alcuni magistrati della cittą. Da una tomba a tumulo proviene una laminetta aurea con testo orfico.
Non molto distante, in localitą Gangemi, č stata rinvenuta una tomba a camera di una donna con ricco corredo (325-300 a.C.), al quale appartengono parecchi oggetti metallici: fibule e anello d'argento, coltelli e alari.
In localitą Sirica della Regina sono state rinvenute molte epigrafi romane (II° d.C.), ora al Museo di Crotone.

 

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