PUTEOLI

 

Sorta come colonia militare romana nel 194 a.C. non lontano dalla greca Dicearchia - nota solo dalle fonti scritte -, Puteoli divenne scalo mercantile di Roma e uno dei principali porti commerciali del Mediterraneo.  

Dell’antico centro sopravvivono, oltre a resti del quartiere e delle strutture portuali ed all’impianto viario, cospicue testimonianze monumentali quali l’Anfiteatro flavio, edificato in sostituzione di uno più antico (in parte conservato) 

divenuto insufficiente, ed il complesso delle Terme noto come "Tempio di Nettuno" con gli avanzi del frigidarium,

 nonché il Macellum noto come "Tempio di Serapide" , in realtà sede del mercato, caratterizzato da un impianto architettonico a cortile porticato con thòlos centrale della quale restano ben visibili alcune delle colonne che ne sorreggevano la copertura.

Durante lo scavo (1750) fu rinvenuta una statua del dio egiziano Serapis e, pertanto, fu ritenuto un "tempio". E' il macellum (mercato) annesso all'area portuale (I-II sec. d.C.). Le tre colonne in marmo cipollino presentano evidenti tracce di fori praticati dai litodomi che testimoniano l'alterno movimento bradisismico della zona. Le tabernae si sviluppano intorno ad un ampio porticato, al cui centro si eleva una tholos, chiuso da quattro colossali colonne, delle quali se ne osservano tre ancora in piedi. Le vaste tracce del pavimento marmoreo e il rivestimento dei servizi igienici annessi al mercato sono la testimonianza di una incomparabile bellezza architettonica del monumento.

Nel "Rione Terra", acropoli della città, rimangono i resti del "Tempio di Augusto" - verosimilmente il Capitolium -, alterato dalla sovrapposizione delle strutture della cattedrale e rimesso in luce grazie ai restauri successivi all’incendio del 1963.
Ulteriori indagini nel sottosuolo, tuttora in corso, per il recupero del centro storico stanno restituendo eccezionali testimonianze relative alla cinta muraria greca, a tratti dei decumani e dei cardini della città antica fiancheggiati da tabernae, insieme ad ingenti quantità di significativi reperti archeologici, fra cui splendide statue e oggetti scultorei.
Dopo un periodo di nuovo sviluppo nella prima età imperiale, quando fu raggiunta dalla via Domitiana lungo la quale sorsero altri quartieri artigianali con tabernae, Puteoli dovette cedere ad Ostia il ruolo di principale porto e scalo commerciale di Roma, per poi decadere lentamente insieme al progressivo abbassamento della linea costiera per effetto del bradisismo.
Di estremo interesse sono i numerosi monumenti funerari pertinenti alla necropoli monumentale romana dell’antica via Campana, visibili oggi soprattutto lungo l’attuale via Celle ed in località S. Vito - dove si stanno svolgendo scavi archeologici sistematici finalizzati alla creazione di un parco archeologico -, nonché cospicui resti di ville rustiche e il monumento funerario tuttora conservato a Quarto di Marano.

 

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