SAVO

 

La datazione di un insediamento umano nel territorio di Savona può essere collocata nel periodo neolitico, cioè intorno al 5000 a.C. Tra i reperti preistorici sono stati trovati scheletri di uomini e di animali, selci, corna di cervo lavorate, reperti purtroppo scomparsi durante la seconda guerra mondiale a seguito dei bombardamenti del Museo Civico dove erano custoditi. Gli scheletri dei primi abitanti savonesi rivelarono caratteri somatici molto simili a quelli dei cavernicoli del Finalese, caratteri propri dell'uomo di Cromagnon a seguito di incroci con altre razze. Nel Neolitico la rocca che verrà chiamata Priamar (da "Pria a ma", "Pietra in mare") era circondata dalle acque , all'infuori di una breve striscia di terra che l'univa al Monticello, offrendo un asilo ed un rifugio contro gli assalti delle fiere e dei nemici e contro le calamità naturali. I ritrovamenti archeologici relativi alla dorsale rocciosa che va dal Priamar al Monticello, ubicazione del primo insediamento stabile, sono attribuibili a varie epoche, permettendo di considerare come continuativo tale insediamento dalla stazione all'aperto dell'età della pietra, una delle prime della Liguria, al periodo preromano ed all'età romana.

Uscito dalle caverne e dai ripari che avevano costituito il suo primo rifugio, l'uomo ligure del neolitico elegge sua dimora un nuovo ambiente residenziale: la capanna , costruita specialmente su palafitte, rendendosi indipendente dalla natura: non vive solo dei frutti spontanei e casuali della caccia, della pesca e della raccolta di vegetali, ma elabora mezzi e tecniche nuovi quali l'agricoltura, la domesticazione e l'allevamento del bestiame, che rappresentano modi nuovi di procurarsi, anzi di produrre il cibo, e che modificano radicalmente il corso della preistoria europea. Sulle origini del nome di Savona sono state fatte diverse ipotesi, tra le quali quella che lo vuole derivato da Saone (figlio di Giove e Taigete) o dal cartaginese Sago o Sagone che avrebbe riedificato la città dopo una distruzione della medesima operata dai Romani. Citata per la prima volta da Tito Livio come alleata dei Cartaginesi, Savona entra esplicitamente nella storia. Nel narrare le vicende della seconda guerra punica lo storico romano la ricorda come "Savo, oppidum alpinum". L'aggettivo "alpinum", riferito aduna città di mare, può suscitare qualche perplessità, ma bisogna ricordare che Savona ha l'inizio delle Alpi immediatamente alle spalle.

La citazione si riferisce al 205 a.C., però è almeno dal IV secolo a.C. che la tribù dei Sabazi, proveniente dalle colline dell'interno, abita la zona fra Savona e Vado (lo testimoniano ritrovamenti archeologici del 1969 e del 1976 effettuati dall'Istituto Internazionale di Studi Liguri). Le sorti di "Savo, oppidum alpinum" si legano decisamente al mare. Sempre Tito Livio ci informa sulla conquista della Liguria occidentale da parte dei Romani, conquista che può essere considerata definitiva nel 7 a.C., sotto l'imperatore Augusto, dopo una lotta durata circa ottant'anni, anni nei quali inizia la decadenza di Savona. Bisognerà aspettare il dissesto dell'Impero Romano per vedere nuovamente cambiata la situazione. Con la crisi e la successiva caduta dell'Impero Romano d'Occidente le invasioni barbariche in Italia si succedono a ritmo quasi costante, ed anche la zona fra Savona e Vado ne è interessata (prima i Visigoti di Alarico, poi i Vandali di Odoacre, quindi gli Ostrogoti di Teodorico …). Savona, che per alcuni secoli aveva dovuto cedere il suo primato alla vicina Vado, ritorna adesso in primo piano per merito della zona rocciosa e sopraelevata del Priamar e delle sue possibilità difensive.

L'appoggio dei bizantini permette alla città di diventare il centro economico e militare della regione e tale posizione sarà mantenuta fin quasi alla metà del VII secolo d.C., quando, e precisamente nel 643, il re longobardo Rotari distrugge i principali centri della Liguria che gli abbiano opposto resistenza , tra i quali Savona. La ripresa della città è lenta, ma nell'alto Medio Evo avanzato essa acquisisce definitivamente il ruolo principale di "polo". Alla crescita economica dei secoli XII e XIII subentra un periodo di stasi che dura fino quasi alla metà del XV secolo. Inoltre dalla metà del XIV secolo ai primi decenni del 1500 si succedono a Savona le dominazioni forestiere (come quella dei Visconti) che si alternano ripetutamente a periodi di governo genovese ed a brevi periodi di indipendenza (dal 1512 al 1513 dal 1525 al 1527). Nella seconda metà del 1400 si delinea una ripresa economica e politica della città, favorita da diversi fattori, tra i quali l'appoggio di due "concittadini" eletti al trono pontificio: Francesco Della Rovere (Sisto IV), papa dal 1471 al 1484, e suo nipote, Giuliano Della Rovere (Giulio II), pontefice dal 1503 al 1513. Nel 1507 Savona viene prescelta per lo storico incontro tra Ferdinando Il d'Aragona e Luigi XII di Francia, incontro che prelude alla Lega di Cambrai: 1' alleanza per contrastare 1' espansione di Venezia. Il coinvolgimento di Savona nelle vicende internazionali prosegue fino al 1528, anno in cui è occupata dai genovesi che demoliscono baluardi e mura prospicienti la darsena, riempendo il porto con le macerie. Incomincia, cosi, una crisi che durerà quasi tre secoli. Nel 1794, quando le truppe francesi entrano in Liguria e combattono contro l'esercito austro - sardo, Savona diventa subito un centro nevralgico delle operazioni.

 

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