ASPECIA

 

Le origini vere e proprie della città sfumano nella notte dei tempi, confondendosi con le vicende della vicina e potente Luni: prove ne sono la questione, mai compiutamente risolta dell'etimologia del nome del borgo e quella dell'ubicazione del Portus Lunae aperta da una citazione del dotto Strabone.
Tuttavia, ci soccorre e conforta un'ampia, messe di studi seri e storiograficamente attendibili sviluppatisi nel corso della seconda meta' dell'Ottocento - prima meta' del Novecento e ascrivibile ad alcune personalità illuminate quali Agostino Falconi, Giovanni Sforza, Ubaldo Mazzini, Ubaldo Formentini, tanto per citarne alcune tra le più illustri. I loro scritti costituiscono oggi il nucleo più consistente e originale del fondo di storia locale conservato presso la storica Biblioteca civica "U. Mazzini".
Il sito della Spezia è documentato con certezza a partire dal sec. XII e il toponimo relativo, a partire dal sec. XIII nelle forme aquaricium de Speca", "Aspecia", gulfum Specie".
Di fatto, anche se non in modo chiaro e visibile, il territorio sul quale sorgerà il centro spezzino, mostra già chiari e leggibili segni di presenza umana a partire dalla preistoria con emergenze archeologiche risalenti all'età del Ferro.
Tuttavia le tracce più eclatanti di frequentazione del GoIfo le abbiamo in età romana: ne fanno fede i resti di alcune splendide ville in località Muggiano e Varignano e, più di tutto, la serie di toponimi con desinenza - anus sparsi in tutto l'arco del Golfo, riconducibili alla suddivisione prediale romana e ascrivibili almeno al I secolo a. C.
E' in questa fase storica che il sito sembra legare e confondere le sue vicende con quelle della colonia romana di Luni, assumendo, in modo emblematico, la fisionomia ibrida di terra di confine, non si sa bene se compiutamente ligure o etrusca. Lo storico Strabone, nel descrivere la regione, cita il "portus lunae", aprendo inconsapevolmente la strada ad un dibattito sull'identificazione del Golfo della Spezia con il porto della Luni romana destinato ad andare avanti nella storiografia locale fin quasi ai giorni nostri. E' comunque innegabile che le sponde del Golfo siano state interessate e, non marginalmente, dalla colonizzazione romana nell'ambito dell'ager lunense.
Di queste importanti fasi storiche abbiamo testimonianza nei numerosi reperti archeologici conservati nelle sale del Museo archeologico " U. Formentini" che vanta oggi un moderno allestimento, depositario, quindi della più lontana memoria storica della città.
Nel periodo delle invasioni barbariche il territorio rimane sotto la dominazione bizantina: è in questa fase che si afferma sempre più il prestigio del Vescovo di Luni quale figura storica di rilievo delle vicende di questo territorio.


PORTO VENERE

Chiesa di S.LorenzoVenendo dal mare la prima cosa che si incontra sono le rocce del promontorio dove sorge la chiesa di San Pietro. Questa costruzione, distrutta e ricostruita più volte e oggi in stile gotico, vive da oltre 2000 anni ed è il vero simbolo di questo borgo. Infatti già dall' antichità Portovenere era conosciuta ed abitata dai romani e, dove ora c' è la chiesa di San Pietro, prima vi era un tempio dedicato a Venere. La leggenda vuole che S. Pietro sbarcò in italia proprio qui e una volta celebrata messa, parte del promontorio sprofondò portando con se il tempio pagano. PortovenereMa questa non è l'unica attrattiva di questo paese: infatti troviamo, in posizione dominante rispetto al paese, un castello del '500 eredità della dominazione genovese avutasi in questa zona. La funzione di borgo fortificato durò circa fino al 1400 quando gli Aragonesi misero al sacco la città.

 

Torna alle Città Italiche