TREBULA BALLIENSIS


L'abitato di Trebula sorse per opera nei Sanniti intorno al IV sec. a.C. a controllo della strada che attraversava i Monti Trebulani per passare dalla pianura della Casilina all'area di Dragoni ed Alife. Probabilmente l'insediamento sorse esclusivamente come fortificazione, sviluppandosi poi successivamente come centro abitato. Datasi ad Annibale, dopo la vittoria a Canne, la città venne poi presa da Fabio Massimo. Fu municipio romano assumendo il nome di Trebula Balliensis o Balliniensis. Al di fuori delle normali vie di comunicazione, la città visse essenzialmente di pastorizia ed agricoltura (rinomata la produzione del vino "Trebulanum"). Venne poi distrutta dai Saraceni nel IX secolo.

Il circuito murario è ancora oggi in buona parte visibile. Si tratta di un circuito con muro a scarpata in blocchi di calcare levigati che, con un perimetro di 1800 metri, racchiudono un'area di circa 200.000 metriquadri a 467 metri di altezza s.l.m. Lungo le mura si riconoscono una porta e diverse postierle.

All'interno del circuito murario alcuni scavi vennero eseguiti nel corso del '700 da Lord Hamilton, ambasciatore d'Inghilterra a Napoli e gran collezionista di antichità, ed alla fine dell'800. Essi portarono alla luce una gran quantità di materiali (marmi, iscrizioni, bronzi, terrecotte, vasi, monete) ed i resti di un acquedotto e di un piccolo teatro, oggi poco riconoscibile.

 


Torna alle Città Italiche