URBS SALVIA

 

Urbs Salvia, città della Regio V (Picenum), venne verosimilmente fondata nella prima metà del I secolo a.C., in un sito dove, almeno sinora, non si sono trovate tracce di insediamenti precedenti al periodo romano, sebbene tutto il territorio circostante sia ricco di presenze picene; come si verifica spesso in ambiente romano, la sua nascita va messa in relazione con la particolare posizione topografica del luogo, costituita dall'incrocio di due importanti strade, quella che univa Firmum (Fermo) a Septempeda (San Severino Marche) e quella che conduceva da Asculum (Ascoli) attraverso Ricina (Villa Potenza) ad Auximum (Osimo).

Municipio in epoca repubblicana ed in seguito, probabilmente sotto Augusto, colonia; era iscritta nella tribù Velina; due grandi iscrizioni rinvenute durante lo scavo dell'Anfiteatro, presso i muri esterni, confermano lo statuto coloniale.

 Il periodo del suo massimo fulgore si situa alla prima metà del I sec. a.C., quando importanti discendenti di famiglie originarie del territorio di Urbs Salvia che avevano raggiunto ragguardevoli magistrature in Roma, contribuirono con consistenti doni allo sviluppo monumentale della città. 

Dopo la distruzione ad opera dei barbari nel V sec. d.C., venne abbandonata e l'abitato si spostò, per ovvi motivi di difesa, sulla sommità della collina, nel luogo occupato dall'attuale Urbisaglia. 

Questa mancata sovrapposizione dell'insediamento più recente a quello romano, l'utilizzazione non sistematica della città antica come cava di pietra veniente, uno sfruttamento agricolo tardivo della zona hanno fatto sì che Urbs Salvia giungesse al tempo attuale come il complesso archeologico più importante delle Marche, in un paesaggio ancor oggi non molto dissimile da quello antico.

Urbisaglia fu fondata dai superstiti della città romana distrutta, che si insediarono sulle alture circostanti dando origine al Castro di Orbesallia.

 

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