URVINUM HORTENSE

 

 

Panorama del centro di Urvinum Hortense rivolto verso Perugia e la valle del Tevere

Accanto al borgo medievale di Collemancio di Cannara, si possono ammirare i resti dell'antico municipio romano di Urvinim Hortense. Il centro antico occupa la propaggine sud-occidentale della collina ad una quota di 526 metri dal livello del mare ed e' collocato in un punto di grande bellezza paesaggistica dal quale si puo' dominare gran parte della valle del Tevere.

Pianta del tempio


L'ubicazione dell'antica citta' romana contrasta con quella di altri centri romani di antica fondazione quali Assisi (Asisium), Spello (Hispellum), Bettona (Vettona), Trevi (Trebiae), posti tutti su alture che si affacciavano direttamente, ma ad una quota altimetrica decisamente piu' bassa, sulla pianura sottostante.
La posizione dominante del luogo fa ritenere che Urvinum Hortense dovesse rivestire un particolare ruolo di controllo sia sulle citta' di media costa appena sopraelencate, sia su quelle di pianura quali Foligno(Fulginium), S. Giovanni Profiamma(Forum Flaminii), e Spoleto(Spoletium). La felice posizione topografica del sito permetteva, inoltre, il controllo dell'intera rete stradale antica che metteva in comunicazione, attraverso assi viari trasversali, i centri umbri preromani che sorgevano a media costa sulle alture che si affacciano sulla pianura. Solo in eta' romana la costruzione della via Flaminia sconvolgera' questo equilibrio tagliando a meta' la valle umbra, creando una nuova e piu' agevole via di penetrazione agli eserciti consolari romani diretti in Italia settentrionale.
Il paesaggio della valle umbra, che il centro antico domina dall'alto, ha subìto nel corso dei secoli notevoli trasformazioni: un ampio invaso lacustre formato dalle acque del Chiascio, del Topino e del Clitunno, occupava ancora in eta' storica gran parte della valle sottostante arrivando alle pendici delle alture comprese tra i centri moderni di Trevi, S.Lorenzo, Cave Fiammenga e Rivotorto fino a lambire Torchiagina.

Panorama della valle Umbra Sud e degli Appennini da Assisi verso Foligno. Al centro Cannara

 

Il primo intervento di prosciugamento del lago e' stato per tradizione attribuito agli Etruschi, senza pero' che vi sia alcun serio fondamento storico. E' comunque accertato che gia' in eta' romana la gran parte delle acque del lago si erano ritirate formando due distinti bacini: quello piu' settentrionale-il Lacus Umber citato dal poeta Properzio nelle Elegie (IV,1,24) - occupava quella parte di pianura compresa tra Assisi, Spello e Bevagna, il secondo - chiamato Lacus Clitorius ( Paolo Diaocono Historia Longobardum II,16 ) - si estendeva dalla parte opposta, a sud di Bevagna. La storia di Urvinum Hortense sembra avere inizio nel corso del III secolo a.C. durante il consolidamento delle posizioni militare romane nell'area umbra. A questo secolo, senza pero' poter precisare in maniera piu' puntuale la datazione, potrebbe risalire l'edificazione del tempio e forse la piu' esterna cinta muraria cittadina.
Le prove di un'effettiva urbanizzazione del luogo risalgono al primo periodo imperiale, fase in cui il centro di Urvinum, in seguito all'avvenuta divisione amministrativa voluta da Augusto venne inserito tra i municipi della Sexta Regio e la popolazione iscritta nella tribu' Stellatina.
Una prima strutturazione urbana potrebbe fissarsi probabilmente in periodo tardorepubblicano, tra la fine del I secolo a.C. e il I secolo d.C., concordemente con quanto accadde per altri centri umbri vicini. A questo periodo si datano infatti i tratti murari di terrazzamento, i contrafforti della cinta muraria interna e la fase edilizia piu' antica della villa romana.
Della storia della citta' non conosciamo praticamente nulla anche se la ricca documentazione epigrafica, recuperata in gran parte nel corso degli scavi del 1932 e del 1938, dimostra la vitalita' del centro soprattutto nel I e II secolo dell'Impero. Nell'arco di questi due secoli si datano infatti anche la maggior parte dei materiali archeologici rinvenuti sul pianoro - monete, elementi scultorei, edilizi e di rivestimento - pertinenti all'abitato romano.
resti della piccola basilica cristiana L'unica notizia storica ci e' tramandata dagli Annales di Tacito (III, 62) che riportano come il console romano Fabio Valente, alleato di Vitellio durante la lotta per la conquista del potere contro Vespasiano (69 d.C.), venisse tenuto prigioniero per lungo tempo in una localita' chiamata Urbinum. Nonostante che numerosi studiosi abbiano ritenuto che la citta' romana nominata dallo storico latino fosse la marchigiana Urvinum Metaurense, oggi l'ipotesi piu' accreditata e' che si tratti del centro umbro di Urvinum Hortense.
Nulla di piu' preciso si puo' aggiungere sulla storia della citta', ne' tantomeno spiegare le ragioni che portarono al suo abbandono. La causa principale e' stata vista in una serie di rovinosi terremoti che nel corso del V secolo d.C. sconvolsero l'intera regione causando, oltre a morte e distruzione, anche l'interruzione della navigabilita' dei fiumi e che portarono in breve tempo al definitivo collasso dell'economia locale.
Il rinvenimento di alcune monete costantiniane, post constantiniane e barbariche ha recentemente esteso sino alla meta' del VI secolo d.C. la frequentazione del sito.
Una certa continuita' di stanziamento e' di fatto attestata dall'edificazione, ipotizzata tra il VI e IX secolo, della basilichetta paleocristiana di Santa Maria degli Urbinati. Durante il periodo altomedievale il centro romano si trovava ormai nel piu' totale abbandono, come dimostra l'esempio del tempio romano che gia' in quel periodo era utilizzato come luogo di sepoltura.

 

 

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