VADA SABATIA

 

Le origini sono da attribuire al II secolo a.C., quando Vado assunse maggior definizione dopo essere stata insediamento militare romano. Si sviluppò come snodo tra l’Aurelia, l’Emilia Scauri che si dirigeva verso Tortona (attraverso la Val Quazzola, 109 a.C.), la Julia Augusta (verso Ventimiglia e la Gallia Narbonense, 13 a.C.).
Nell’89 a.C. ottenne cittadinanza romana come “Vada Sabatia” e pieni diritti come “municipio”, grazie alla legge Pompeia. Crebbe progressivamente come stazione terrestre e porto commerciale: la tavola peutingeriana del IV secolo indica la città con il simbolo di tre torri come Torino, Fréjus e Lucca.
Con l’avanzare dei barbari, il centro arretrò verso la collina e, all’inizio del V secolo, si spopolò perché i cittadini si erano trasferiti sulla cittadella del Priamar.
Considerata da alcuni patria dell’Imperatore Pertinace, fu sede vescovile dal VII al XI secolo finché non fu soppiantata da Savona. Come “Vado” compare per la prima volta nell’825 nel Capitolare dell’Imperatore Lotario.
Fece parte del possesso Del Carretto e dei Marchesi di Ponzone, quando cadde sotto la Repubblica di Genova. Solo con il passaggio al Regno di Sardegna, Vado poté riprendersi e incrementare il proprio sviluppo economico. Oggi nel suo porto passano diversi prodotti e materie: dalla frutta alla plastica, dalla chimica ai petroliferi (oleodotto di 146 chilometri), dalle farine ai cereali. Vi attraccano anche le navi veloci per la Corsica.

 

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