VICUS HABENTIA

 

Vicus Habentia, donde l’odierna Voghenza, è il nome del centro cui faceva capo l’omonima diocesi paleocristiana, trasferita più tardi a Ferrara. Come mostrano rinvenimenti ceramici nella vicina Voghiera, la zona ove sorse Vicus Habentia era popolata fin da età etrusca; ma il popolamento del vicus è d’età prettamente romana. Il centro era all’origine uno dei vici del territorio di Ravenna sorto su un ramo del delta del Po, ora prosciugato; e crebbe d’importanza quando divenne il centro di controllo delle grandi proprietà demaniali romane della zona, denominate Vercellae Ravennatium.

 

Descrizione

Dell’antico Vicus Habentia rimangono alcuni monumenti disseminati nel paese di Voghenza, nonchè testimonianze raccolte a Ferrara ed anche nel piccolo Antiquarium locale. Quest’ultimo, situato accanto alla canonica, ospita una collezione di stele funerarie e oggetti del corredo funebre, come lucerne, frammenti ceramici e monete. Notevoli alcuni sarcofagi marmorei emergenti nel paese, come quello di Cesidia Ionis, del II sec. d.C., collocato in via Don Minzoni; o quello paleocristiano, del V sec. d.C., ospitato nella chiesa di S. Leo; od ancora quello di Claudia Ianuaria, liberta della casa imperiale giulio-Claudia, attualmente nel parco di villa Mazza, che costituisce uno dei rari esempi di sarcofagi databili al I sec. d.C. L’area archeologica vera e propria è costituita dalla necropoli dietro il campo sportivo, che conta almeno cinque recinti funerari, con cippi, un sarcofago corniciato e varie altre stele. La necropoli è della metà del II sec. d.C., ed è importante dal punto di vista storico anche per la frequente ricorrenza tra i liberti ivi sepolti del gentilizio Ulpius, che può essere riferito al padre dell’imperatore Traiano.

 

 

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