Il territorio Portoscusese


"Portoscuso giace sopra un suolo pietroso, simile a quello dell'isola di S.Pietro, ma il suolo è attorniato da una sabbia finissima". Così appariva il nostro paese allo studioso Alberto La Marmora quando, nei primi anni dell'ottocento, iniziò a compiere dei viaggi di studio. E così appariva la nostra cittadina fino ad una trentina di anni fa, e chi in tal modo la ricorda, si stupisce oggi nel constatare quali mutamenti siano avvenuti.
La sabbia finissima è scomparsa; nel contempo sono sparite le bellissime spiagge. Le ultime rimaste sono la baia di Portupalleddu, ed il litorale di Portovesme, che per la loro bellezza, attirano molti turisti provenienti dalle zone limitrofe, dalla penisola e dall'estero. Peculiarità della costa di Portoscuso è l'alternanza tra imponenti coste rocciose e incantevoli spiagge dalla sabbia finissima e dall'acqua cristallina.
Un punto di attrazione turistica sono gli otto chilometri di costa che da Sa Caletta e Guroneddu si estende bellissima, e ricca di insenature, ove ognuno può godere la tranquillità e le bellezze della natura, vicino, ma allo stesso tempo distante dalla confusione delle spiagge. AL largo di Portupalleddu c'è l'isola di Meli o su Scogliu Mannu, punto di appoggio per coloro che amano trascorrere la giornata in barca per pescare o semplicemente per godere liberamente del sole e del mare. A pochissima distanza, si possono raggiungere le maestose scogliere di "Capo Altano" dalle quali è possibile ammirare un lungo tratto di costa che si estende fino allo scoglio di "Pan di zucchero" a Masua.
Da segnalare ancora le spiagga di "Is Canneddas". Qualcosa da ammirare è anche lo spettacolo maestoso delle mareggiate quando il mare, sconvolto dall'infuriare del maestrale, si solleva con enormi e schiumose onde che si infrangono sui tormentati scogli quasi nell'immane tentativo di avere il sopravvento sul paese.
La costa di Portoscuso riveste inoltre notevole importanza dal punto di vista naturalistico per la presenza di importanti ecosistemi sia marini che palustri.

HOMEPAGE


Michele e Valentina