LA CAPPELLA DI SANTA ANASTASIA A MAGLIANO ALFIERI (CN)
 




Il 29 Giugno 1997 il Vescovo Gurij di Korsun (primo vescovo della nostra comunità) è stato chiamato a consacrare una cappella lignea in stile russo montata nel paese di Magliano Alfieri (CN).

Questo insolito evento è stato l'epilogo di un decennio di lavori di un comitato per la pace dedicato alla Santa Martire Anastasia (animato da un nostro caro amico, l'infaticabile pittore Pierre Tchakotine), e del gemellaggio tra la parrocchia del luogo e la parrocchia ortodossa di Uchma, nella regione di Jaroslavl' (Alto Volga). La funzione, che ha attirato un vasto pubblico e numerse autorità (oltre all'attenzione della stampa e della televisione), vedeva presenti il Vescovo di Alba, Monsignor Sebastiano Dho, il parroco Don Guido Davico e il sindaco Signor Cesare Giudice, che hanno firmato assieme al Vescovo Gurij l'accordo sullo stato ecclesiale della cappella, dedicata a Santa Anastasia e alla Riconciliazione.

il Vescovo Gurij è stato invitato ad acquisire la giurisdizione canonica della cappella per conto del Patriarcato di Mosca, in seguito alla decisione di Mons. Dho di concedere l'uso della cappella al culto ortodosso. Padre Dimitri, al tempo parroco delle nostre comunità di Milano e Torino, è stato nominato rettore della cappella, nella quale sono autorizzati a officiare i sacerdoti di tutte le giurisdizioni ortodosse canoniche.

Primo significativo atto di culto nella nuova cappella è stata l'elevazione di Padre Giorgio Arletti, parroco della chiesa del Patriarcato di Mosca a Modena, al rango di Arciprete, il giorno stesso dell'inaugurazione, per mano del Vescovo Gurij.

Tra gli "ingredienti" per il successo di questa iniziativa, possiamo evidenziare:

- Un autentico desiderio di creare un punto di riferimento spirituale, lasciando che la grazia di Dio operi quello che noi non riusciamo mai a realizzare in modo adeguato;

- Un gruppo laicale dotato di un notevole spirito di iniziativa;

- Un vescovo cattolico di mente aperta e capace di valutare le necessità pastorali dei fedeli ortodossi che vivono nel suo territorio;

- Un'amministrazione locale desiderosa di valorizzare le nuove situazioni di pluralismo culturale e religioso, con interventi benemeriti di aggregazione sociale;

- Una sapiente sensibilizzazione degli abitanti della zona, e dei mezzi di informazione;

- Ultimo ma non da meno, un desiderio di apertura a tutti i fedeli ortodossi, senza distinzioni di lingua o nazione: anche se la chiesetta è stata costruita in uno stile "etnico" ben riconoscibile, è significativa la sua dedicazione come luogo per ogni culto ortodosso, e non in senso restrittivo come "cappella dei russi". Vogliamo sperare che questa sensibilità si estenda, perché troppi ortodossi in Italia si sentono ancora privi di una casa che li sappia accogliere; diamo comunque merito agli ortodossi russi di essere stati finora tra i più lungimiranti in tal senso.

L'evento di Magliano Alfieri può essere proposto come il modello delle buone relazioni tra cattolici e ortodossi, non solo in Piemonte, ma in tutta l'Italia.

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