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SCHEGGE E SCINTILLE

PENSIERI, SPUNTI, RIFLESSIONI
DALLA PAROLA DI DIO E DALLA VITA

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a cura di: don_franco_locci@libero.it

 

LUGLIO 2020

 

MERCOLEDI’ 1° LUGLIO

Tra i santi ricordati oggi: Santa Ester, regina; San Nicasio Burgio, martire.

Una scheggia di preghiera:

 

SALVACI, O SALVATORE DEL MONDO.

 

HANNO DETTO: Questo è il grande segreto: avere Dio sempre presente. Vivere l’unione con Cristo in maniera abituale, continua, cuore a cuore, affetto ad affetto (Beato Antonio Rosmini)

SAGGEZZA POPOLARE: La vita è dolce come il miele; soltanto, è un miele che ci tocca leccare su una spina. (Proverbio Indiano)

UN ANEDDOTO: Il vescovo Tonino Bello (1935-1993), nel suo viaggio missionario in Patagonia, volle visitare il poverissimo barrio di Bariloche. Scrisse poi: “Appena arrivato, mi avvicinò una bambina. Le chiesi il nome: si chiamava 'Milagro'. Seppi dopo che 'Milagro' vuol dire 'Miracolo' ". La presi per mano e le chiesi di condurmi a casa sua. La seguirono subito cinque o sei altri fratellini ed entrammo in una baracca. La madre, al cui collo pendeva un bambino addormentato, mi accolse con un lampo negli occhi. Sul focolare schiumava una pentola di fave. All'angolo due sedie spagliate. Per terra un grande giaciglio. Su un filo di corda i panni dell'ultimo bucato. Fui incuriosito da un libro aperto sul tavolo, accanto a una pila di piatti e di scodelle. Lo presi tra le mani e lessi sulla copertina: El Santo Evangelio de nuestro Senor Jesu Cristo. Ebbi un soprassalto di emozione e provai a dire alla donna: "Sono molto felice che voi leggiate il Vangelo!" Fu allora lei che, rimasta in silenzio fino a quel momento, aprì la bocca e mormorò con un fil di voce che mi ha rigato l'anima e non si è cancellato mai più: "E' l'unica speranza per la nostra povertà”.

PAROLA DI DIO: Am 5,14-15.21-24; Sal 49; Mt 8,28-34

 

Vangelo Mt 8,28-34

Dal vangelo secondo Matteo

In quel tempo, giunto Gesù all’altra riva, nel paese dei Gadarèni, due indemoniati, uscendo dai sepolcri, gli andarono incontro; erano tanto furiosi che nessuno poteva passare per quella strada. Ed ecco, si misero a gridare: «Che vuoi da noi, Figlio di Dio? Sei venuto qui a tormentarci prima del tempo?». A qualche distanza da loro c’era una numerosa mandria di porci al pascolo; e i demòni lo scongiuravano dicendo: «Se ci scacci, mandaci nella mandria dei porci». Egli disse loro: «Andate!». Ed essi uscirono, ed entrarono nei porci: ed ecco, tutta la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare e morirono nelle acque. I mandriani allora fuggirono e, entrati in città, raccontarono ogni cosa e anche il fatto degli indemoniati. Tutta la città allora uscì incontro a Gesù: quando lo videro, lo pregarono di allontanarsi dal loro territorio. Parola del Signore

 

"DUE INDEMONIATI, USCENDO DAI SEPOLCRI, GLI ANDARONO INCONTRO".

Che crediamo o no al diavolo e alle possessioni, questi due indemoniati ci ricordano che l'uomo e noi spesso siamo posseduti. A volte è il denaro che ci possiede quando smette di essere il nostro servo per il necessario per noi e per i nostri cari e diventa il padrone che governa, il commercio che non guarda in faccia nessuno, il motore della politica e degli Stati. Provate a vedere se non è un demonio che ci possiede se nel suo nome si uccide, si passa sopra ai vincoli più cari, si vendono intere nazioni e se ne affamano altre. A volte è la sensualità che ci possiede e travisa ogni pensiero di amore vero, trascinandoci lontano dai valori che conosciamo, apprezziamo e con i quali ci piacerebbe indirizzare la nostra vita. E il desiderio di successo, di apparire, di potere, non ci schiavizza fino al punto di diventare gli uni con gli altri belve feroci che si azzannano, si sbranano per un pezzetto di effimero potere in più?

Pensiamo a certe lotte nelle fabbriche, negli uffici, persino all'interno delle parrocchie. E poi altri diavoli che incatenano l'uomo possono essere la droga, l'alcool, la moda. Ecco, Gesù viene a liberarci. Non lo può fare da solo. Lui può agire solo se noi, desiderando essere liberi, glielo permettiamo. Ma noi lo desideriamo davvero?

Per esempio, desidero di essere liberato dalla lotta per il potere quando so che agendo così altri mi metteranno i piedi sulla testa? Desidero davvero essere liberato da una sensualità che non condivido ma che in fondo mi sta bene e mi piace?

Quando un uomo si trova legato e imbavagliato, da solo non può far niente se non sperare in un liberatore. Ma se questo viene e lo slega egli deve darsi da fare per rimanere libero, fosse anche solo il mettersi a fuggire davanti a colui che vuole di nuovo legarlo e imbavagliarlo.

 

 

GIOVEDI’ 2 LUGLIO

Tra i santi ricordati oggi: Sant’ Ottone, vescovo; San Bernardino Realino, sacerdote.

Una scheggia di preghiera:

 

RIMETTI A NOI I NOSTRI DEBITI, PERCHE' NOI IMPARIAMO DA TE A RIMETTERLI AI NOSTRI DEBITORI.

 

HANNO DETTO: Sento di avere il Paradiso sulla terra, poiché il Paradiso è Dio e Dio è nella mia anima (Beata Elisabetta della Trinità)

SAGGEZZA POPOLARE: L'indomani non è ancora venuto; l'oggi non è ancona trascorso. (Proverbio Orientale)

UN ANEDDOTO: Non basta essere sulla buona strada, se infatti ve ne starete seduti ai margini non vi porterà mai alla meta. (Proverbio Russo)

PAROLA DI DIO: Am 7,10-17; Sal 18; Mt 9,1-8

 

Vangelo Mt 9,1-8

Dal vangelo secondo Matteo

In quel tempo, salito su una barca, Gesù passò all’altra riva e giunse nella sua città. Ed ecco, gli portavano un paralitico disteso su un letto. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Coraggio, figlio, ti sono perdonati i peccati». Allora alcuni scribi dissero fra sé: «Costui bestemmia». Ma Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse: «Perché pensate cose malvagie nel vostro cuore? Che cosa infatti è più facile: dire “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Alzati e cammina”? Ma, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati: Alzati – disse allora al paralitico, prendi il tuo letto e va’ a casa tua». Ed egli si alzò e andò a casa sua. Le folle, vedendo questo, furono prese da timore e resero gloria a Dio che aveva dato un tale potere agli uomini. Parola del Signore

 

“CORAGGIO, FIGLIOLO, TI SONO RIMESSI I TUOI PECCATI”. (Mt. 9,2)

Pochissime parole quelle di Gesù rivolte al paralitico, ma quali parole più dolci e forti potrebbero esserci anche per me, paralitico della fede?

A cicli, nella Chiesa, ritorna la tentazione che consiste nel cercare di scuotere gli indifferenti con le minacce e con le paure. Pensate anche a qualche predicatore in tempi di contagio!

“Coraggio!”, dice Gesù. Il male che c’è in me, purtroppo, lo conosco. Non sono gli esami di coscienza di preti che conoscono bene il male (ma quasi sempre solo quello degli altri) che mi rendono più consapevole dell’egoismo che c’è in me. E le minacce dell’inferno possono farmi paura ma non mi fanno sentire più amato o più capace di amore. Che bello, invece, sentirsi incoraggiati, sentire che Dio non ha perso la fiducia in te, che Lui sa e crede che tu puoi farcela. “Figliolo”. Se sono figlio, anche se prodigo, continuo a sentire la nostalgia del Padre, del bello e del buono che c’è nella sua casa. Se Dio è solo il giudice terribile, non ho nessuna voglia di incontrarlo!

“Ti sono rimessi i tuoi peccati”. Dio mi perdona, Lui che il male lo ha vinto con l’amore crocifisso di Gesù, fa piazza pulita, cancella, dimentica, ricomincia da capo, si fida di me e questo non per scherzo. Quando Dio dice una parola questa è definitiva, per sempre. Se tutti noi, preti che amministrano il Sacramento e penitenti che vanno a confessarsi, avessimo capito il significato di queste parole: “Coraggio, figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati”, con quanta più serietà e serenità vivremmo il Sacramento del perdono!

 

 

VENERDI’ 3 LUGLIO

Tra i santi ricordati oggi: San Tommaso apostolo; Sant’Eliodoro, vescovo

Una scheggia di preghiera:

 

SIGNORE, NOI CREDIAMO MA AUMENTA LA NOSTRA FEDE.

 

HANNO DETTO: Non resistere a Dio; questo, credo, dovrebbe essere il senso della vita. (Paul Ernst)

SAGGEZZA POPOLARE: A forza di ripetere "domani" si finisce per perdere la vita.

UN ANEDDOTO: C'era una volta un uomo che, con il cappello in testa, un bastone tra le mani, se ne stava immancabilmente seduto davanti a casa sua. Le rughe e il leggero tremolio delle mani non lasciavano dubbi: di primavere ne doveva aver passate almeno ottanta. Sempre composto e sereno, ispirava fiducia per cui sovente qualcuno si fermava per chiedere informazioni: “Scusi, per Salsomaggiore, la città della salute...?”. “Senta, sa indicarmi un supermercato con prezzi convenienti...?”. “Sono sulla strada giusta per la casa di riposo...”. L’uomo rispondeva sempre in modo uguale: “Torni indietro, segua le frecce per la Stazione, passi sotto la grande volta, prenda a sinistra, e lei ha raggiunto la sua meta”. Chi seguiva i suoi suggerimenti si trovava, inevitabilmente, davanti ad una grande costruzione con una scritta enorme sulla facciata: Cimitero monumentale”.

Ormai tutti, conoscendolo, gli davano del pazzo. Ma lui rispondeva: “Eh, no! Io le indicazioni le do giuste! Non indico, forse, la 'città della salute', la 'casa di riposo", 'il luogo della gratuità' per eccellenza?”.

PAROLA DI DIO nella festa di san Tommaso: Ef 2,19-22; Sal 116; Gv 20,24-29

 

Vangelo Gv 20,24-29

Dal Vangelo secondo Giovanni

Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Parola del Signore

 

“BEATI QUELLI CHE NON HANNO VISTO E HANNO CREDUTO!”

In quel giorno a Gerusalemme circa duemila anni fa, attorniato dai suoi apostoli ancora sbigottiti, di fronte a Tommaso, troppo umano per non risultarci un familiare compagno, Gesù ad un tratto ha pensato a noi. A noi cristiani che non l’abbiamo visto di persona, ma abbiamo creduto alla sua risurrezione dal regno dei morti. Ha detto che siamo beati per questo. Sapeva che non è facile credere ad una cosa del genere e non sarà troppo severo con quanti non ci riusciranno. Non ha detto che credere è un penoso dovere, ma che al contrario arreca beatitudine, felicità. Come spiegare che è proprio vero?  Credere senza vedere significa credere sulla parola di altri, la Chiesa si fonda su questo, sulla testimonianza di chi ha visto e sentito, è un atto di fiducia che si è trasmesso di generazione in generazione fino a noi, fino a me.

 

 

SABATO 4 LUGLIO

Tra i santi ricordati oggi: Santa Elisabetta di Portogallo; Sant’Alberto Quadrelli, vescovo.

Una scheggia di preghiera:

 

TU, GESU', SEI LA FONTE DELLA NOSTRA GIOIA.

 

HANNO DETTO: Per render spirituale la vostra vita rendete spirituali i vostri desideri. (Thomas Merton)

SAGGEZZA POPOLARE: Tessi la trama della tua esistenza con fili di speranza e di pazienza

UN ANEDDOTO: Una domenica pomeriggio a Dio prese voglia di andare allo stadio come un tifoso qualunque. Si giocava un'importante partita tra cristiani e musulmani. Fischio d'inizio, bella giornata, posti esauriti, tappeto verde perfetto, tifo indiavolato da una parte come dall'altra. La gara è corretta. Dopo un quarto d'ora segnano per primi i cristiani con un bellissimo tiro! Dio scatta ed esulta! Intanto i musulmani reagiscono con forza e poco dopo mettono a segno il goal del pareggio. Dio scatta ed esulta! Le tifoserie notano questo strano personaggio che ora tifa per una squadra, ora per l'altra. Terminata la partita, i capi ultras gli chiedono il perché del suo comportamento. Dio risponde: «Ma io sono venuto allo stadio per divertirmi!». Uno di quelli che sentono l'impensata risposta, mentre si allontana, dice ad un altro: «Lasciatelo stare: quello deve essere un ateo!». Dio è sempre fuori dai nostri schemi.

PAROLA DI DIO: Am 9,11-15; Sal 84; Mt 9,14-17

 

Vangelo Mt 9,14-17

Dal vangelo secondo Matteo

In quel tempo, si accostarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché, mentre noi e i farisei digiuniamo, i tuoi discepoli non digiunano». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto mentre lo sposo è con loro? Verranno però i giorni quando lo sposo sarà loro tolto e allora digiuneranno. Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo squarcia il vestito e si fa uno strappo peggiore. Né si mette vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si rompono gli otri e il vino si versa e gli otri van perduti. Ma si mette vino nuovo in otri nuovi, e così l'uno e gli altri si conservano». Parola del Signore

 

“NON SI METTE VINO NUOVO IN OTRI VECCHI”.

Il vino, nel mondo della Bibbia è segno della gioia messianica. Gesù con la sua parola e la sua persona è segno di questa gioia nuova, profonda, totale dell’uomo. Ma la gioia va accolta. E chi è abituato a religiosità vecchie, a norme odorose non di vita ma di libri vecchi e stantii, rischia in mezzo alla polvere, al capo abbassato, all’abitudine consolidata, di non accorgersi neppure della gioia e della novità. Gesù “non è venuto ad abolire neppure una virgola della vecchia alleanza, ma a darle compimento”. Non si tratta quindi in nome di norme e leggi nuove di buttare via le vecchie. Si tratta di trovare il senso della novità che è arrivata, che rigenera tutto, che rende tutto gioioso e non più noioso. Ma dov’è la novità di Cristo nel monotono ripetersi di tanti bla bla bla di certi rosari o di certe messe strascicate?

E dove il sorriso dell’amore e la gioia della salvezza sul volto di certi cristiani?

 

 

DOMENICA 5 LUGLIO: 14^ DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO ANNO A

Tra i santi ricordati oggi: Sant’Antonio Maria Zaccaria; Santa Zoe.

Una scheggia di preghiera:

 

CON TE, GESU', OGNI COSA È GIOIA DI VITA.

 

HANNO DETTO: Vivere non è mangiare, bere e dormire; vivere è amare, agire, irradiare. (Zenta Maurina Raudive)

SAGGEZZA POPOLARE: Per evitare fastidi e scherno pensa all'antica e vivi moderno.

UN ANEDDOTO: C'era una volta un contadino che, in vita sua, non aveva mai perso la serenità. Un filosofo che per caso passava da quelle parti gli domandò quale fosse il segreto per vivere sempre contento. Il contadino rispose: “Il mio segreto sta nel fatto che io faccio buon uso degli occhi”. Il filosofo: “Non capisco questo segreto: vorrei una spiegazione!”. Il contadino: “Volentieri! Ecco: in qualsiasi situazione vengo a trovarmi guardo prima di tutto il cielo che mi aspetta e penso: "Passerà anche questa!". Poi guardo la terra e penso al piccolo spazio che un giorno mi accoglierà e mi dico: “Perché agitarmi se poi devo calmarmi?". Infine osservo che c'è gente più in difficoltà di me e penso che non è giusto che solo io sia un privilegiato!”.

PAROLA DI DIO: Zc 9,9-10; Sal 144; Rm 8,9.11-13; Mt 11,25-30

 

Vangelo Mt 11,25-30

Dal vangelo secondo Matteo

In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero». Parola del Signore

 

"IL MIO GIOGO È DOLCE E IL MIO CARICO LEGGERO".  

Uno degli aspetti più belli della vita di un prete è di essere sempre a contatto con l'umanità (qualche volta persino troppo, allora si sente il bisogno di disintossicarsi un po'). E questo continuo contatto ti fa scoprire quante croci ci sono nel mondo: ce n'e proprio una per uno! Ma quali e quanti sono anche i modi di portare la croce! C'è il fatalista: "Doveva capitare! non posso fanne a meno, la porto!" C'è chi non vuoi riconoscerla e cerca di nascondersela. C'è chi grida contro di essa e contro Dio: "La croce è una palese ingiustizia". Chi (specialmente con le croci degli altri) dice: "Soffri, intanto c’è un paradiso in cui godrai". Gesù è realista: seguirlo non è facile: il perdono, la povertà, la rinuncia sono un "carico", un "giogo". Esso pero può diventare "leggero" e "soave" se sai che Lui lo porta con te e se invece di imprecare nel cammino sotto il suo peso, sai vederlo come segno di amore per Dio e per i fratelli.

 

 

LUNEDI’ 6 LUGLIO

Tra i santi ricordati oggi: Santa Maria Goretti; Santa Domenica, martire.

Una scheggia di preghiera:

 

GESU', SPESSO È BUIO, MA IO MI FIDO DI TE.

 

HANNO DETTO: Dio mio, che abisso misterioso questa vita e questa morte, che ognuno di noi deve affrontare. Dacci di vivere nell'amore per poter morire nell'amore. (Chiara Lubich)

SAGGEZZA POPOLARE: Meglio vivere virtuosamente che nascere nobilmente.

UN ANEDDOTO: Una volta, durante la lezione di psicologia, un alunno domandò all'insegnante: “Quando uno può dire di conoscere sé stesso?”. Il saggio professore rispose: «Potrai dire di conoscere te stesso, senza paura di sbagliare, quando scoprirai in te più difetti di quanti ne vedano gli altri”.

PAROLA DI DIO: Os 2,16.17b-18.21-22; Sal 144; Mt 9,18-26

 

Vangelo Mt 9,18-26

Dal vangelo secondo Matteo

In quel tempo, [mentre Gesù parlava,] giunse uno dei capi, gli si prostrò dinanzi e disse: «Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano su di lei ed ella vivrà». Gesù si alzò e lo seguì con i suoi discepoli. Ed ecco, una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, gli si avvicinò alle spalle e toccò il lembo del suo mantello. Diceva infatti tra sé: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò salvata». Gesù si voltò, la vide e disse: «Coraggio, figlia, la tua fede ti ha salvata». E da quell’istante la donna fu salvata. Arrivato poi nella casa del capo e veduti i flautisti e la folla in agitazione, Gesù disse: «Andate via! La fanciulla infatti non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma dopo che la folla fu cacciata via, egli entrò, le prese la mano e la fanciulla si alzò. E questa notizia si diffuse in tutta quella regione. Parola del Signore

 

“SE RIUSCIRÒ ANCHE SOLO A TOCCARE IL SUO MANTELLO, SARÒ SALVATA”.

Quante volte nella mia vita mi sono chiesto quale sia la vera fede e quante volte mi sono permesso di giudicare la fede altrui. Certi gesti ci sembrano più superstizioni che atti di fede, certe preghiere più parole o gesti rituali che non incontri vivificanti con Dio. Ma se è vero che certi gesti possono essere spesso frutto di ignoranza e superstizione, chi sono io per giudicare o per sapere esattamente che cosa stia dietro ad un gesto o ad un atteggiamento? Fede vuol dire fidarsi totalmente. E allora ci sarà più fede nel gesto di questa donna che vuole toccare Gesù per guarire o nella teologia che viviseziona Dio?

Per essere guariti da Gesù occorrono due cose: sapere di essere malati ed essere sicuri che Lui può guarirci. Per ottenere il perdono, la guarigione dell’anima, è la stessa cosa.

 

 

MARTEDI’ 7 LUGLIO

Tra i santi ricordati oggi: Sant’Apollonio, vescovo; San Firmino il vecchio, vescovo.

Una scheggia di preghiera:

 

SIGNORE, PIETA' E MISERICORDIA PER TUTTI I POPOLI OPPRESSI.

 

HANNO DETTO: Quando hai voglia di tenerezza, lasciati amare. (Gustave Thibon)

SAGGEZZA POPOLARE: La vita senza amore non ha sapore, senza dolore non ha valore.

UN ANEDDOTO: Un giorno un fotografo avvicinò Madre Teresa di Calcutta per fotografarle gli occhi. Prima di fare gli scatti, le disse: “Madre, mi permetta un'impertinenza! Lei ha il viso così profondamente segnato dallo scorrere del tempo, però ha gli occhi più felici che io abbia mai incontrato! Come mai?”. Madre Teresa sorrise e rispose: “I miei occhi sono felici perché le mie mani hanno asciugato tante lacrime.”

PAROLA DI DIO: Os 8,4-7.11-13; Sal 113b; Mt 9,32-38

 

Vangelo Mt 9,32-38

Dal vangelo secondo Matteo

In quel tempo, presentarono a Gesù un muto indemoniato. E dopo che il demonio fu scacciato, quel muto cominciò a parlare. E le folle, prese da stupore, dicevano: «Non si è mai vista una cosa simile in Israele!». Ma i farisei dicevano: «Egli scaccia i demòni per opera del principe dei demòni». Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità. Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!». Parola del Signore

 

“VEDENDO LE FOLLE NE SENTÌ COMPASSIONE PERCHÈ ERANO STANCHE E SFINITE, COME PECORE CHE NON HANNO PASTORE”.

La televisione ci ha abituati a scene del genere: interi popoli, minacciati da guerre si mettono in cammino alla ricerca di una terra che li ospiti... Gesù vedeva il suo popolo alla ricerca di una terra, di una pace, angariato da cattivi pastori sia morali che politici. Gesù vedeva e vede le sofferenze dei poveri, dei piccoli, i desideri semplici ma profondi degli umili. Gesù sogna, desidera “un sol gregge” sotto la guida del “buon pastore” in cammino verso “pascoli verdeggianti ed acque fresche”, e la sua compassione si trasforma in donazione totale di sé stesso. Lui non è il pastore che sfrutta il gregge, non è venuto per tosare e bastonare le pecore, ma per servirle, per dare la sua vita. E questo compito lo affida anche ai pastori della Chiesa ricordando a tutti coloro che hanno ricevuto il potere del servizio e a noi: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”.

 

 

MERCOLEDI’ 8 LUGLIO

Tra i santi ricordati oggi: Sant’Adriano, Papa; Sant’Abbondio di Cordoba.

Una scheggia di preghiera:

 

RENDICI, GESU', TESTIMONI GIOIOSI DEL TUO NOME.

 

HANNO DETTO: La vita trova la sua ricchezza nelle sfide del mondo e il suo valore nelle sfide dell'amore. (R. Tagore)

SAGGEZZA POPOLARE: Meglio una virtù nel fango che una cattiveria nell’oro. (Proverbio Polacco)

UN ANEDDOTO: C'era una volta un uccello strano, molto strano. Mentre gli uccelli, si sa, volano in avanti, quello volava all'indietro. Tutti lo guardavano incuriositi. Finalmente un giorno uno si decise a fargli la domanda: “Perché, invece di volare in avanti come tutti gli altri uccelli, tu voli all'indietro?”.

L'uccello pensò un momento e rispose: “A me non interessa vedere dove vado, ma cercare da dove sono partito”.

PAROLA DI DIO: Os 10,1-3.7-8.12; Sal 104; Mt 10,1-7

 

Vangelo Mt 10,1-7

Dal vangelo secondo Matteo

In quel tempo, chiamati a sé i suoi dodici discepoli, Gesù diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì. Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino». Parola del Signore.

 

“QUESTI SONO I DODICI CHE GESÙ INVIÒ, ORDINANDO LORO: STRADA FACENDO, PREDICATE, DICENDO CHE IL REGNO DEI CIELI È VICINO”

La mentalità dell’efficientismo, “dell’organizzare dati e forze” e entrata anche nella Chiesa.

A leggere certi documenti che girano tra preti, con inchieste, test, organigrammi c’è da pensare che per annunciare Gesù, Figlio di Dio, morto e risorto per noi sia necessaria una organizzazione computerizzata. Eppure sono convinto che molti pensino, visti i risultati in politica e nella vita della società, che se si vuole non combinare più niente, basta istituire “una commissione che studi il problema”. Gesù è molto più semplice: manda e dice: “Lungo la strada annunciate che il Regno dei cieli è vicino”. Per essere testimoni, più che cercare modi e forme, basta esserlo! Quante occasioni lungo la nostra strada: quell’amico, quel malato, quel momento di riposo, quella tensione da affrontare con fede. Signore, ti preghiamo, aiuta noi tuoi discepoli, a non voler decidere da soli la loro missione, ma aiutaci a far fruttificare i tuoi doni con umiltà ed efficacia, là dove tu vuoi che lavoriamo.

 

 

GIOVEDI’ 9 LUGLIO

Tra i santi ricordati oggi: Santa Vittoria; Santa Veronica Giuliani.

Una scheggia di preghiera:

 

GRAZIE, SIGNORE DI TUTTI I TUOI DONI.

 

HANNO DETTO: Quando abbiamo Dio nella nostra vita, essa acquista senso, tutto acquista valore e diviene fruttuoso. (Santa M. Teresa di Calcutta)

SAGGEZZA POPOLARE: L’inferno è pieno di talenti, il paradiso è pieno di virtù.

UN ANEDDOTO: Marito e moglie dovevano attraversare il fiume. Lui soffriva di poliomielite che gli impediva di muovere mani; lei era cieca. Il marito disse: “io che ci vedo, guido la barca”. La moglie gli rispose: “io che posso muovere le mani, remo”. E così attraversarono tranquillamente il fiume e capirono cosa significa essere davvero marito e moglie.

PAROLA DI DIO: Os 11,1-4.8c-9; Sal 79; Mt 10,7-15

 

Vangelo Mt 10,7-15

Dal vangelo secondo Matteo

In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli: «Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demoni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente da te. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento. In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti. Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi. Se qualcuno poi non vi accoglie e non dà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dei vostri piedi. In verità io vi dico: nel giorno del giudizio la terra di Sodoma e Gomorra sarà trattata meno duramente di quella città». Parola del Signore

 

“GRATUITAMENTE AVETE RICEVUTO, GRATUITAMENTE DATE”.

Ricevere qualcosa gratis fa talmente piacere che i venditori e i pubblicitari lo hanno capito e allora ti offrono qualcosa gratis perché poi tu sia invogliato a comprare. Con Dio non è così. Tutto con Lui è dono gratuito. Non abbiamo comprato la vita, tantomeno la Redenzione, e anche quando con qualche opera buona pensiamo di esserci fatti dei meriti, Gesù ci mette in guardia: “Quando avrete fatto tutto quello che dovevate fare dite: siamo servi inutili, abbiamo appena fatto il nostro dovere”. Dal dono più grande, Gesù, fino ai doni personali, i carismi, tutto ci mostra la generosità di Dio. Come dire allora il nostro grazie, come manifestare la nostra riconoscenza per quanto ricevuto? Certamente attraverso la preghiera di lode che, spontanea, dovrebbe sovente sgorgare dai nostri cuori. Ma noi siamo figli di Dio, fratelli di Gesù, dovremmo quindi nella nostra vita manifestare la nostra somiglianza con Gesù e il Padre. Il nostro dare gratuitamente è allora far vedere concretamente come si comporta Dio. Chi ama gratuitamente, chi dà senza esigere e neanche aspettarsi il ritorno, chi perdona con amore senza far pesare le proprie ragioni, chi spezza il proprio pane senza giudicare se chi riceve è degno o meno del dono, ecco, costui si comporta da Dio, come Dio e dice a Dio il più bel grazie che Lui può aspettarsi: “Ecco , quello è proprio mio figlio – può dire Dio – si comporta come me”

 

 

VENERDI’ 10 LUGLIO

Tra i santi ricordati oggi: Santi Anatolia, Vittoria e Audace, martiri.

Una scheggia di preghiera:

 

GESU', TU SEI IL MODELLO UNICO DELLA NOSTRA VITA CRISTIANA.

 

HANNO DETTO: Come l'onda non esiste di per sé, ma è sempre partecipe del moto dell'oceano, così non possiamo mai sperimentare la vita da soli, ma dobbiamo spartire l'esperienza della vita che opera ovunque intorno a noi. (Albert Schweitzer)

SAGGEZZA POPOLARE: Dove c'è violenza non c'è ragione (Proverbio Jugoslavo)

UN ANEDDOTO: Una volta la nota scrittrice Natalia Ginzburg (1916-1991) disse: “Il mio mestiere è quello di scrivere”. Però, poco prima di morire, stringendo al petto il piccolo pronipote esclamò: “Questa è la vita, non i libri!”.

PAROLA DI DIO: Os 14,2-10; Sal 50; Mt 10,16-23

 

Vangelo Mt 10,16-23

Dal vangelo secondo Matteo

In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli: «Ecco: io vi mando come pecore in mezzo a lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.  Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi. Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato. Quando sarete perseguitati in una città, fuggite in un’altra; in verità io vi dico: non avrete finito di percorrere le città d’Israele, prima che venga il Figlio dell’uomo». Parola del Signore

 

SIATE DUNQUE PRUDENTI COME I SERPENTI E SEMPLICI COME LE COLOMBE.”.

Ogni parola, ogni frase del Vangelo va letta, capita, interpretata confrontandola soprattutto con il modo con cui Gesù l’ha vissuta.

Prendiamo la frase di oggi. Gesù è semplice: Lui il re dei re nasce povero, in una grotta di pastori, in un paesino, sobborgo di Gerusalemme; è un grande predicatore, folle intere accorrono a Lui ma Lui non usa mai linguaggi forbiti, parole altisonanti, parla invece sovente con esempi presi dalla natura o dalla vita quotidiana dei suoi ascoltatori. È un fautore della non violenza, non usa armi e ne vieta l’uso ai discepoli, si lascerà tradire e mettere in croce e, anzi, proprio in quel momento cercherà di scusare e di pregare per i suoi persecutori. Eppure la sua semplicità è tutt’altro che bonomia o stupidità. Gesù è la Verità e sempre dice la verità senza peli sulla lingua, a costo di allontanare persone anche a Lui favorevoli, è misericordioso ma esigente (“neanch’io ti condanno, ma va’ e non peccare più”), è caritatevole verso tutti ma sa usare la polemica e l’ironia sferzante contro l’ipocrisia (non per niente dà tanto fastidio che decidono di ucciderlo), sa tacere ma quando è il momento parla liberamente anche davanti a chi pensa di avere il potere terreno di salvarlo o di ucciderlo. La sua non violenza non significa resa davanti al prepotente e al male; il suo perdono non è per paura e non diventa mai connivenza con il male; non usa le tecniche del mondo ma sa cavarsela benissimo nei confronti dei ‘potenti e sapienti’ della terra. Se noi guardiamo a Lui, diventa allora abbastanza facile capire le indicazioni della frase di oggi. Essere semplici significa fidarsi di Dio, non ricercare il successo proprio e delle proprie idee in sé stessi, nelle proprie astuzie, nella forza, nella vendetta, nella ricchezza, ma nello stesso tempo non significa accettare stoicamente il ruolo di eterni sconfitti, essere pusillanimi, accettare qualunque cosa senza valutarla, subire le prepotenze dei malvagi, non avere nulla da dire al mondo.

 

 

SABATO 11 LUGLIO

Tra i santi ricordati oggi: San Benedetto, patrono d’Europa; Santa Amabile di Rouen.

Una scheggia di preghiera:

 

SIGNORE, AIUTACI A NON SPRECARE I TUOI DONI.

 

HANNO DETTO: Non si può vivere di frigoriferi, di politica, di bilanci e di parole incrociate!  (Antonie de Saint Exupery)

SAGGEZZA POPOLARE: Il gallo sveglia sé stesso prima di chiamare gli altri.

UN ANEDDOTO: Una volta le lucertole decisero di salire in cima ad un'alta torre. Si trovarono, dunque, sotto la superba costruzione, circondate da tante persone che volevano assistere all'impresa. Subito, la prima lucertola incominciò a salire, ma dopo un po' rinunciò per le difficoltà e perché tutti continuavano a gridare: “Non ce la farai mai, con le tue zampette così corte, brutte e sgraziate!”. Tentò, allora, la seconda lucertola. Ancora una volta la gente gridò: “È impossibile che le lucertole abbiano tanta forza da arrivare fino alla cima!”. Dopo un po' anche lei rinunciò. E, così tutte le altre lucertole. Tranne una, l'ultima, che iniziò la faticosa salita accompagnata dalle solite urla. Ma, zampata dopo zampata, sforzo dopo sforzo, finalmente raggiunse la cima! La folla, stupita, si domandava: “Come avrà fatto?”. Un veterinario curioso, che voleva scoprire il segreto, si avvicinò e le domandò: “Come hai fatto?”. Nessuna risposta. Alzò la voce: “Ci dici come hai fatto?”. Nessuna risposta... la lucertola era sorda!

PAROLA DI DIO: Pr 2,1-9; Sal 33; Mt 19,27-29

 

Vangelo Mt 19,27-29

Dal vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Pietro, disse a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna». Parola del Signore

 

“CHIUNQUE AVRA’ LASCIATO CASE, O FRATELLI, O SORELLE, O PADRE, O MADRE, O FIGLI, O CAMPI PER IL MIO NOME, RICEVERA’ CENTO VOLTE TANTO E AVRA’ IN EREDITA ‘ LA VITA ETERNA”.

La legge del nostro mondo è avere, accumulare, quasi che le tante cose possano davvero darci la felicità.

L’indicazione per essere discepoli di Gesù è esattamente l’opposto: lasciare, abbandonare, spoliarsi ma anche ritrovare la Provvidenza, sentirla, viverla. La chiamata personale di Gesù nei nostri confronti è un progetto di vita difficile ma esaltante volto alla ricerca del nostro vero bene e del servizio dei fratelli. E anche quel centuplo che Gesù ha promesso per chi lo segue integralmente sono altri doni che a loro volta devono essere nuovamente investiti per il bene degli altri.

Gioiosi per la grandezza di questi doni chiediamo al Signore di non sprecarli, di non sprecare neppure un secondo di quel tempo prezioso che Egli ci dona perché anche un misero secondo potrebbe essere la salvezza nostra o la rinascita di un nostro fratello.

 

 

DOMENICA 12 LUGLIO: 15^ DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO ANNO A

Tra i santi ricordati oggi: San Fortunato; San Giovanni Gualberto.

Una scheggia di preghiera:

 

RENDICI, SIGNORE, TESTIMONI DELLA TUA GIOIA.

 

HANNO DETTO: Se vuoi vivere, non trattenere la tua vita per te, essa deve accarezzare altre sponde, irrigare altre terre. (Michel Quoist)

SAGGEZZA POPOLARE: A chi possiede tutto, manca una cosa: qualcuno che gli dica la verità. (Proverbio Spagnolo)

UN ANEDDOTO: Una volta una mamma mandò il bambino a raccogliere le more. Ma le more non erano tutte mature. Lo si capiva subito dal colore. Alcune erano nere, altre verdi, altre rosse. Il piccolo aveva sentito dire che tutto ciò che è nero sporco e cattivo. E così, invece di raccogliere le nere, metteva nel cestino solo le more rosse e verdi. Arrivato a casa, corse dalla mamma e le diede il cestino perché mangiasse le more raccolte. La mamma le guardò e poi disse: “Grazie, sei proprio gentile, però hai raccolto solo le more meno buone”. “Non è vero, mamma: quelle cattive le ho lasciate attaccate alla pianta: erano tutte nere, nerissime”. La mamma gli spiegò; “Che sbaglio hai fatto: quelle nere sono le più buone, le più dolci”. Da allora il bambino capì che il colore non conta. Conta ciò che nasconde.

PAROLA DI DIO: Is 55,10-11; Sal 64; Rm 8,18-23; Mt 13,1-23

 

Vangelo Mt 13,1-23 [Forma breve Mt 13,1-9]

Dal vangelo secondo Matteo

[Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia. Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».] Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono. Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice: “Udrete, sì, ma non comprenderete, guarderete, sì, ma non vedrete. Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile, sono diventati duri di orecchi e hanno chiuso gli occhi, perché non vedano con gli occhi, non ascoltino con gli orecchi e non comprendano con il cuore e non si convertano e io li guarisca!”. Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono! Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno». Parola del Signore

 

“GESU’ USCI’ DI CASA E SI SEDETTE IN RIVA AL MARE… E PARLO’ LORO DI MOLTE COSE IN PARABOLE”.

La parabola che Gesù oggi racconta e il suo modo di fare con la gente mi sembra sia una valida indicazione per ogni credente che sente la necessità evangelica di comunicare la propria fede. Prima di tutto: Gesù uscì di casa.  Se vuoi annunciare il Vangelo bisogna uscire di casa, dalle nostre sacrestie, da un‘attenzione solo rivolta ai pochi che vengono in chiesa o che fanno già parte del nostro gruppo. Bisogna avere il coraggio di uscire dai propri schemi prestabiliti, dalle norme codificate, dalle istituzioni soffocanti, bisogna andare nel territorio del fratello senza paura di sporcarsi le mani, senza pregiudizi nei suoi confronti. Arrivato a casa di tuo fratello, entrato nel suo mondo, non c‘è da preoccuparsi molto per indire riunioni, convocare missioni: siediti, fai semplicemente la sua vita portando con te però i tuoi valori, senza supponenze, senza alterigia, non sentendoti migliore del fratello, ma con la gioia che ti viene dall‘aver incontrato Dio, e allora, ecco che il fratello comincia a chiedersi certi perché, comincia a scrutarti per cogliere in te il motivo della tua serenità, della tua carità, del tuo perdonare, allora potrai seminare, a larghe mani, senza la preoccupazione di censire prima quale sia il terreno adatto e quale no. E il tuo seminare non sarà neppure il fare la predica, ma raccontare attraverso parabole, attraverso la tua vita simile a quella dei fratelli, attraverso le esperienze tue e loro, quelle che sono le tue realtà. Raccontare non è imporre, ma proporre, con amore, offrire un seme che viene non da te ma da Dio, è fidarsi che Lui ha a cuore come te e più di te il fratello, è accettare che il fratello accolga ciò che gli offri a seconda della sua libertà e delle sue capacità, con la serenità del fatto che tu sei un seminatore e non un mietitore, a questo ci penserà il Signore a cui nulla è impossibile.

 

 

LUNEDI’ 13 LUGLIO

Tra i santi ricordati oggi: Sant’Enrico; Sant’Eugenio da Cartagine.

Una scheggia di preghiera:

 

SIGNORE CREDO; MA, RAFFORZA LA MIA FEDE.

 

HANNO DETTO: Siamo tutti nel rigagnolo; ma alcuni di noi fissano le stelle. (Wilde)

SAGGEZZA POPOLARE: La verità e il mattino si rischiarano a poco a poco. (Proverbio Etiope)

UN ANEDDOTO: Presunzione fa rima con scivolone. Un solo esempio con prova: un tale domandò spiegazioni allo psichiatra: «Perché sogno molte volte la pasta?». Lo psichiatra, che pensava d'avere sempre la risposta per tutto, non esitò: «Evidentemente lei ha paura della morte! Gli spaghetti rappresentano i vermi!»

PAROLA DI DIO: Is 1,10-17; Sal 49; Mt 10,34-11,1

 

Vangelo Mt 10,34-11,1

Dal vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non pace, ma spada. Sono infatti venuto a separare l’uomo da suo padre e la figlia da sua madre e la nuora da sua suocera; e nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa. Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà. Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto. Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa». Quando Gesù ebbe terminato di dare queste istruzioni ai suoi dodici discepoli, partì di là per insegnare e predicare nelle loro città. Parola del Signore

 

“NON CREDIATE CHE IO SIA VENUTO A PORTARE LA PACE SULLA TERRA”.

“Pace in terra agli uomini che Egli ama, avevano cantato gli angeli sulla grotta di Betlemme. Secondo antiche tradizioni la venuta del Messia doveva corrispondere ad un’epoca di pace. Gesù risorto stesso inizia ogni sua apparizione con le parole “Pace a voi”. Insomma, la venuta di Gesù avrebbe dovuto risolvere tutti i problemi, avrebbe dovuto portare la pace. Eppure Gesù non ha trovato pace: nel nome di Dio lo hanno messo in croce, gli apostoli, predicatori della pace, della non violenza hanno trovato prigioni, flagellazioni, catene, martirio. Gesù con la parola di oggi è chiaro: il dissidio tra bene e male non è finito con la sua venuta, anzi aver fede in Lui significa mettersi sulla sua scia di lotta contro il male, contro una mentalità che non lo accetta; significa avere nel cuore la tranquillità, la pace di Dio che ti dà la forza di lottare. Gesù non è un anestetico contro le difficoltà che con lui spariscono, ma è il coraggio per, affrontare la lotta contro il male.

 

 

MARTEDI’ 14 LUGLIO

Tra i santi ricordati oggi: San Camillo de Lellis; San Ciro di Cartagine.

Una scheggia di preghiera:

 

GRAZIE, SIGNORE, RENDIAMO GRAZIE A TE CHE VIVI NEI SECOLI ETERNI.

 

HANNO DETTO: La vita è come una lunga addizione: basta sbagliare i primi anni, per continuare a sbagliare fino alla fine. (Pino Pellegrino)

SAGGEZZA POPOLARE: Mille probabilità non fanno una verità.

UN ANEDDOTO: Una mattina dell'afoso agosto 2002, un uomo di trentacinque anni uscì per prendere un po' di fresco sulle rive del Ticino, vicino a Pavia. All'improvviso vide un bambino che si dibatteva in acqua e urlava. Il padre del piccolo si tuffò, ma scomparve subito tra i gorghi. Allora si buttò una ragazza, buona nuotatrice, però la corrente inghiottì pure lei. L'uomo non sapeva né chi fosse il bambino, né il padre, né la ragazza; sapeva solo che quando qualcuno chiede aiuto, non si deve pensare, si deve correre! Si lanciò nell'acqua vorticosa, trascinò a galla e poi verso riva, uno dopo l'altro: il bimbo, l'uomo, la ragazza. Alla fine, stremato, si inabissò. L'uomo si chiamava Paolo Foglia. Paolo Foglia rappresenta l'angelo buono che resta sempre nel cuore dell'uomo e che gli dice che, se qualcuno chiede aiuto, non si deve pensare: si deve correre.

PAROLA DI DIO: Is 7,1-9; Sal 47; Mt 11,20-24

 

Vangelo Mt 11,20-24

Dal vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite: «Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsaida! Perché, se a Tiro e a Sidone fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidone saranno trattate meno duramente di voi. E tu, Cafarnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sodoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sodoma sarà trattata meno duramente di te!». Parola del Signore

 

GESÙ SI MISE A RIMPROVERARE LE CITTÀ NELLE QUALI ERA AVVENUTA LA MAGGIOR PARTE DEI SUOI PRODIGI”.

Prova a guardare nella tua vita passata: in mezzo alle prove che hai incontrato non ci sono forse tanti “miracoli” di grazia che Dio ha riversato su di te?

Di alcuni non puoi non rendertene conto, di altri, forse, non ti sei neanche accorto o magari ne prendi coscienza solo anni dopo. Ma tutto questo ti ha irrobustito nella fede? Ti ha “convertito”?

Gesù rimprovera le città dove Lui ha operato miracoli perché non sono riuscite a capire, attraverso i suoi segni, l’amore che Egli aveva per loro e perché dalla riconoscenza non sono riusciti a passare alla fede. Il primo passo per una vera “conversione” e riconoscere quanto Dio ci ama, poi imparare a dire grazie, e poi trasformare il grazie in cambiamento di vita.

 

 

MERCOLEDI’ 15 LUGLIO

Tra i santi ricordati oggi: San Bonaventura da Bagnoregio; San Vladimiro.

Una scheggia di preghiera:

 

TI RENDO LODE, PERCHÉ HAI NASCOSTO QUESTE COSE AI SAPIENTI E AI DOTTI E LE HAI RIVELATE AI PICCOLI.

 

HANNO DETTO: Se vuoi fare della tua vita un aerostato, forse ne verrà fuori un palloncino. Ma se ne vuoi fare un palloncino, forse ne verrà fuori una bolla di sapone. (Piero Gribaudi)

SAGGEZZA POPOLARE: La verità si può seppellire, ma non può morire.

UN ANEDDOTO: Un foglio di carta si vantava di essere bianco immacolato. E non sarebbe stato meglio per lui e per tutti se un Dante Alighieri lo avesse sporcato d'inchiostro, scrivendoci qualche bella terzina, o una bella ragazza scrivendo una lettera d'amore? La vita, un pochino, sporca, si sa. (Gianni Rodari)

PAROLA DI DIO: Is 10,5-7.13-16; Sal 93; Mt 11,25-27

 

Vangelo Mt 11,25-27

Dal vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo». Parola del Signore

 

TI RENDO LODE, PADRE, SIGNORE DEL CIELO E DELLA TERRA, PERCHÉ HAI NASCOSTO QUESTE COSE AI SAPIENTI E AI DOTTI E LE HAI RIVELATE AI PICCOLI.”

In questa preghiera di lode così spontanea di Gesù c’è una grande attenzione per i semplici e per i piccoli.

Il mondo è dei forti, dei potenti, dei prepotenti. I semplici sono perdenti in partenza. I semplici (qualche volta inteso come i ‘sempliciotti’) servono solo in un caso, quando possono fare da base, da piedistallo ai potenti (pensate a come tutte le forme di potere, comprese quelle religiose, hanno manipolato i poveri, le folle, per ottenere poi, proprio sulla loro pelle, ciò che volevano). Quando Gesù parla dei piccoli e dei semplici non parla di ‘sempliciotti’ o di persone da manipolare, ma vuol farci capire che, nel Mistero (di Dio, della vita, della sofferenza…) si entra solo attraverso la semplicità. Essere semplici vuol dire essere veri, liberi, non fare calcoli, sapersi accontentare. Aperto ad ogni situazione, l’uomo semplice non ha privilegi da custodire per suo conto. Il semplice non è orgoglioso, sa perdere con dignità, riconosce volentieri gli errori commessi, sa chiedere e ringrazia tutti coloro che con i loro consigli lo aiutano. Non ha ricette preconfezionate, non vuole apparire, non si avvilisce davanti a cose che potrebbero smontarlo. Il Padre ama questi uomini i quali, senza usare la bacchetta magica, vincono quanti si dicono sapienti ed intelligenti perché conoscono le cose nascoste di Dio.

Dio, in Gesù, si è manifestato nell’umiltà e per gli ultimi. Gesù ha predicato per tutti, ma gli scribi e i farisei, eccetto qualcuno molto libero, si sono forse convertiti?

Zaccheo che ha colto il Suo sguardo d’amore che era andato a snidarlo su una pianta, ha cambiato vita. I pescatori del lago hanno riposto in Lui la speranza e sono diventati apostoli. La donna che con tremore ma con fiducia tocca il mantello di Gesù è guarita. E oggi non è forse la stessa cosa?

Chi è che capisce, manifesta, rappresenta Gesù sulla terra?

Le lussuose automobili targate Città del Vaticano, i cappelli svettanti di certi Vescovi o le Messe con invito personale e con successivo buffet di cardinali romani o la fede semplice, magari anche un po’ superstiziosa di certi “campesinos” dell’America Latina che hanno capito che il Vangelo li fa uomini liberi?

 

 

GIOVEDI’ 16 LUGLIO: BEATA VERGINE MARIA DEL MONTE CARMELO

Tra i santi ricordati oggi: Maria Maddalena Postel.

Una scheggia di preghiera:

 

SIGNORE GESU', ABBI ANCORA COMPASSIONE DI QUESTA NOSTRA POVERA UMANITA'.

 

HANNO DETTO: Nessuno vi impedisce di calcolare la processione degli equinozi o di disintegrare gli atomi. Ma a cosa vi servirà saper fabbricare la vita, se si è perduto il senso della vita? (Goerges Bernanos)

SAGGEZZA POPOLARE: Perdonare è saggezza: La vendetta infatti chiama un’altra vendetta e la catena non finisce più. (Proverbio Indiano)

UN ANEDDOTO: Una donna, dopo dieci anni di matrimonio sterile, ebbe finalmente l'occasione di adottare un maschietto. Come sovente avviene, anche in questo caso la donna, dopo l'adozione, rimase incinta e dette alla luce un figlio proprio. Un giorno un'amica andò a trovarla quando i ragazzi avevano, rispettivamente, otto e nove anni. Dopo averli osservati giocare insieme, domandò alla madre: “Quale dei due è tuo, Carla?”. “Tutti e due”, rispose. L'amica insistette: “Volevo sapere qual è quello adottato!”. La madre, senza esitare un attimo, rispose: “L'ho dimenticato”.

PAROLA DI DIO: Is 26,7-9.12.16-19; Sal 101; Mt 11,28-30

 

Vangelo Mt 11,28-30

Dal vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero». Parola del Signore

 

VENITE A ME, VOI TUTTI CHE SIETE STANCHI E OPPRESSI, E IO VI DARÒ RISTORO. PRENDETE IL MIO GIOGO SOPRA DI VOI E IMPARATE DA ME, CHE SONO MITE E UMILE DI CUORE”.

Chi sono per Gesù gli “stanchi”? Sono anzitutto i giudei che si sono assoggettati alle prescrizioni ritualistiche della legge senza riceverne alcun sollievo, anzi stanchezza e abbattimento. Alla scuola di Gesù tutti possono trovare il sollievo e il ristoro cercato inutilmente altrove. Gesù non afferma che i suoi precetti siano meno gravi e meno impegnativi di quelli degli altri maestri ma rivelando agli uomini che Dio è Padre e che Lui, loro fratello, è suo Figlio, il Cristo pone fine all’obbedienza servile, sostituendola con un comportamento nuovo: vivendo, come Lui, da figli sotto lo sguardo del Padre, che vede nel segreto, i suoi discepoli osserveranno ormai per amore e quasi senza pensarci i molteplici comandamenti come se non esistesse per essi che un solo obbligo: amare Dio loro Padre e gli uomini loro fratelli.

 

 

VENERDI’ 17 LUGLIO

Tra i santi ricordati oggi: Sant’Alessio; Santa Sinforosa; Santa Donata.

Una scheggia di preghiera:

 

GESU' SEI TU LA STELLA POLARE DEL MIO COMPORTAMENTO.

 

HANNO DETTO: Non siamo sulla terra per custodire un museo, ma per coltivare un giardino pieno di fiori e di vita. (San Giovanni XXIII)

SAGGEZZA POPOLARE: Beato colui che ha troppo da fare per preoccuparsi di giorno, e troppo sonno per preoccuparsi di notte.

UN ANEDDOTO: Una volta Arrigo Sacchi, il grande allenatore di calcio si presentò ai giocatori del Milan con queste parole: “Durante una partita ciascuno di voi tiene la palla per due minuti. Su quei due minuti non ho nulla da dire: con la palla tra i piedi, voi siete più bravi di me. Io sono qui per insegnarvi cosa fare negli altri ottantotto”.

PAROLA DI DIO: Is 38,1-6.21-22.7-8; Sal da Is 38,10-12.16; Mt 12,1-8

 

Vangelo Mt 12,1-8

Dal vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle. Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato». Ma egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell’offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio vìolano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: “Misericordia io voglio e non sacrifici”, non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell’uomo è signore del sabato». Parola del Signore

 

ORA IO VI DICO CHE QUI VI È UNO PIÙ GRANDE DEL TEMPIO”.

Siamo tenuti o meno ad obbedire a tutte le leggi dell’Antico Testamento, del Nuovo, della Chiesa, della tradizione? Ma Gesù non ci ha liberto dalla Legge? Eppure Gesù stesso ha detto di non aver cambiato neppure una virgola alla Legge. Di questo già discutevano i primi apostoli e per qualcuno è la fede che salva e qualcun altro però dice che la fede senza le opere è morta… La parola che meditiamo oggi ci dà il criterio giusto per interpretare il vero messaggio di Gesù.

Per un cristiano che cosa conta maggiormente?

Gesù Cristo. Perché è il Figlio di Dio e non può ingannare, perché è solo seguendo Lui che posso partecipare alla salvezza che mi ha portato e che posso realizzare il vero senso della mia vita. Dunque il criterio non è più osservare una legge per ottenere un premio ma è chiedermi costantemente che cosa farebbe Gesù se fosse al mio posto. Ad esempio con quel mio compagno di lavoro come si comporterebbe Gesù?

Con quel mio parente come farebbe?

Non è più questione di dire: la giustizia dice, la verità afferma, ma Gesù che è la giustizia e l’amore fa, Gesù che è la verità che vede nei cuori agisce. Il nostro grande compito di cristiani non è quello di trovare nuove norme e nuove leggi, è quello di ripercorrere e di ripresentare Gesù. Man mano che riusciremo a realizzare questo scopriremo che la legge è diventata libertà e amore.

 

 

SABATO 18 LUGLIO

Tra i santi ricordati oggi: San Federico; Sant’Arnoldo; San Bruno di Segni.

Una scheggia di preghiera:

 

GESU', COME FAI TU, INSEGNAMI A DARE SEMPRE UN'ALTRA OPPORTUNITA'.

 

HANNO DETTO: Con gli anni la vita non diventa più facile, ma può diventare più grande e più bella. (Maurina Zenta)

SAGGEZZA POPOLARE: Vendetta non sana piaga.

UN ANEDDOTO: C'era una volta un re molto cattivo ed esigente, non solo con gli uomini, ma anche con gli animali. Un giorno entrò in un pollaio e ordinò: “Da domani mattina vorrò trovare tre uova per ogni gallina”. Il mattino seguente ordinò al soldato di guardia: “Va a controllare il pollaio”. Il soldato ubbidì. Primo controllo: “Uno, due, tre: bene”. Secondo controllo: “Uno, due, tre: bene”. Terzo controllo: “Uno!”. “Ti dobbiamo tagliare il collo perché hai disubbidito. Ma io ce l'ho messa tutta...Io sono un gallo”, piagnucolò il pennuto: Pretendere da tutti le stesse prestazioni è la peggiore delle ingiustizie.

PAROLA DI DIO: Mi 2,1-5; Sal 9; Mt 12,14-21

 

Vangelo Mt 12,14-21

Dal vangelo secondo Matteo

In quel tempo, i farisei uscirono e tennero consiglio contro Gesù per farlo morire. Gesù però, avendolo saputo, si allontanò di là. Molti lo seguirono ed egli li guarì tutti e impose loro di non divulgarlo, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa: «Ecco il mio servo, che io ho scelto; il mio amato, nel quale ho posto il mio compiacimento. Porrò il mio spirito sopra di lui e annuncerà alle nazioni la giustizia. Non contesterà né griderà né si udrà nelle piazze la sua voce. Non spezzerà una canna già incrinata, non spegnerà una fiamma smorta, finché non abbia fatto trionfare la giustizia; nel suo nome spereranno le nazioni». Parola del Signore

 

"NON CONTESTERÀ NÉ GRIDERÀ NÉ SI UDRÀ NELLE PIAZZE LA SUA VOCE. NON SPEZZERÀ UNA CANNA GIÀ INCRINATA, NON SPEGNERÀ UNA FIAMMA SMORTA".

San Matteo legge la storia di Gesù alla luce delle profezie, ed è veramente facile applicare queste parole del profeta Isaia al Messia; diventa forse un po’ più difficile applicarle ai cristiani che oggi nel mondo dovrebbero continuare a rappresentarlo. Gesù non ha incentrato tutto il suo operato sulle parole: Egli è la Parola, le parole con cui comunica non sono altro che la manifestazione di ciò che Egli è. Gesù non cerca il battibecco, la diatriba, la discussione per la discussione e, anche quando i Giudei lo invischiano in chiacchiere, problemi, pur rispondendo (magari anche con molta ironia) riporta sempre la discussione su scelte pratiche di vita, sull’annuncio delle opere del Signore e non su sterili discussioni che dividono solo gli animi e non costruiscono un bel nulla. E noi cristiani, su che cosa fondiamo la nostra fede e la nostra testimonianza?

Siamo uomini di parole o gli uomini della Parola?

Chiesa, annunci te stessa o Gesù Cristo?

Sono più importanti le norme o le persone?

Ci interessano di più i salotti religiosi televisivi dove si discute di tutto, ci si sente ‘teologi’ e ci si alza senza aver cambiato di una virgola nel nostro modo di vivere la fede, che non una ricerca magari faticosa, ma vissuta nella quotidianità, della presenza del Cristo vivo in mezzo a noi? Preferiamo discutere di religione o cercare di manifestare concretamente la fede?

Gesù non è venuto per condannare ma per salvare, non è venuto per coloro che si ritengono giusti ma per i peccatori, non ha cercato la fede pura, si è accontentato per poter operare anche di una fede magari un po’ superstiziosa. Quante volte noi, invece di seguire Gesù, vogliamo passargli davanti e decidiamo noi di essere giudici della fede altrui. Quante volte si tranciano giudizi decretando che la fede di certe persone che frequentano santuari e ceri votivi, è solo superstizione. Gesù, invece, guarda un po’, gli unici che giudica ipocriti sono i maggiorenti della religione, ed anche in questo caso lo dice con speranza di conversione da parte loro. Non sarebbe giusto che anche noi la smettessimo di giudicare la fede altrui, e invece ci dessimo da fare per far emergere il bene e la fede che c’è in ciascuno?

 

 

DOMENICA 19 LUGLIO: 16^ DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO ANNO A

Tra i santi ricordati oggi: Santi Gervasio e Protasio; Santa Aurea; Sant’Arsenio.

Una scheggia di preghiera:

 

SIGNORE, LIBERACI DAL MALE, DA OGNI MALE, DAL MALIGNO.

 

HANNO DETTO: Ogni giornata è una piccola vita, ogni risveglio una piccola nascita; ogni nuova mattina è una piccola giovinezza; ogni addormentarsi è una piccola morte. (Arthur Schopenhauer)

SAGGEZZA POPOLARE: La terra attira talmente i vecchi, che camminano curvi. (proverbio Armeno)

UN ANEDDOTO: Un giorno un ammiratore domandò a Roberto Benigni: “Ma tu a Dio ci credi?”. Il comico rispose: “Se ci sono io, vuoi che non ci sia Dio?”.

PAROLA DI DIO: Sap 12,13.16-19; Sal 85; Rm 8,26-27; Mt 13,24-43

 

Vangelo Mt 13,24-43

Dal vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio”». Espose loro un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami». Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata». Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Aprirò la mia bocca con parabole, proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo». Poi congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!». Parola del Signore

 

“SIGNORE NON HAI SEMINATO DEL BUON GRANO NEL TUO CAMPO? DA DOVE VIENE DUNQUE LA ZIZZANIA?”

Quella che abbiamo letto non è una parabola facile, anche se l’interpretazione è abbastanza immediata. Non è facile perché è sempre difficile accettare la presenza del male e vedere, almeno in un primo momento, che Dio non interviene. Eppure la zizzania c’è. Dio ha dei nemici che non accettandolo cercano di distruggere la sua opera. E allora noi pensiamo subito al diavolo. Ed è vero, ma questo nemico si serve di tanti alleati. Infatti con Dio, o sei amico o sei contro di Lui: non ci sono vie di mezzo. Ed ecco, allora, anche oggi tanti seminatori di zizzania; proviamo ad esaminarne qualche categoria chiedendoci se qualche volta non vi apparteniamo anche noi. Ci sono coloro che seminano zizzania seminando dubbi. Sono coloro che mettono il dubbio su ogni cosa, dai dubbi intellettuali a quelli morali. Coloro che dicono sempre: “Ma sarà proprio così?” e subdolamente insinuano: “Ma ne vale la pena?”.

Coloro che attraverso il dubbio insinuano su Dio e sulla sua opera. Il dubbio in sé non è un peccato, può anche nascere con naturalezza, ma quando viene seminato per far morire la fede, è zizzania. Altri seminano la zizzania della violenza: per essi vale la legge del più forte, della vendetta. E spesso questi seminatori si camuffano anche da difensori della verità e della giustizia. Ci sono i seminatori della zizzania per avvelenare il bene: essi devono sporcare tutto; sono pessimisti su Dio, sull’uomo, sulle cose, per loro il bene, specialmente quello che fanno gli altri, non esiste, e se qualcuno lo compie, secondo loro ha sempre secondi fini. Ci sono seminatori di zizzania che lo fanno attraverso il pettegolezzo e la superficialità: sono sempre pronti a svagare dai problemi dell’uomo, a cogliere particolari negativi veri o presunti e a ingigantirli per mettersi in mostra e per evitare che Dio possa compiere il bene nei cuori L’elenco potrebbe continuare a lungo. Pensate, ad esempio, a coloro che riducono l’uomo a un tubo digerente o a un po’ di carne alla ricerca disperata di piacere, e alla fine nel campo del buon grano ci sono un bel po’ di erbacce. Bisogna non lasciarci soffocare fino al tempo della mietitura... allora ci sarà Qualcuno che ci penserà.

 

 

LUNEDI’ 20 LUGLIO

Tra i santi ricordati oggi: Sant’ Apollinare; Sant’Elia; Sant’Aurelio di Cartagine.

Una scheggia di preghiera:

 

GRAZIE, SIGNORE, PER TUTTI I SEGNI DEL TUO AMORE CHE HAI MESSO NELLA NOSTRA VITA.

 

HANNO DETTO: Spesso l'uomo si comporta con la vita come con la pioggia: passa il tempo ad aspettare che finisca. (A. Polgar)

SAGGEZZA POPOLARE: Scarpe nuove son belle ma fan male. Le scarpe vecchie son brutte ma son buone.

UN ANEDDOTO: Una madre racconta: “Ero andata con il mio bambino di due anni a trovare la nonna e, mentre eravamo lì, è arrivato l'uomo del negozio "cibi-pronti" a portarle il pranzo. Dopo avermi fatto i complimenti per il mio bambino, l'uomo ha aggiunto che aveva otto figli. lo ho esclamato: "Otto figli! Voglio tanto bene al mio, non posso immaginare di dividere questo amore per otto”. L'uomo rispose: "Signora, l'amore non si divide: si moltiplica”.

PAROLA DI DIO: Mi 6,1-4.6-8; Sal 49; Mt 12,38-42

 

Vangelo Mt 12,38-42

Dal vangelo secondo Matteo

In quel tempo, alcuni scribi e farisei dissero a Gesù: «Maestro, da te vogliamo vedere un segno». Ed egli rispose loro: «Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona il profeta. Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell’uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra. Nel giorno del giudizio, quelli di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona! Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro questa generazione e la condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone!». Parola del Signore

 

"MAESTRO, DA TE VOGLIAMO VEDERE UN SEGNO".

Ieri meditavamo di un Dio paziente che lascia crescere insieme buon grano con zizzania nella speranza fiduciosa che anche il male possa cambiare, essere perdonato. E davvero la pazienza di Dio è grande con noi se sopporta certi infantilismi, certe stupide pretese che noi accampiamo nei suoi confronti. Gesù parlava "con autorità", confermava la sua parola con miracoli che solo la potenza di Dio poteva fare, ed ecco ancora che gli chiedono: "Mostraci un segno!"

E noi? Provate a pensare a tutti quei cacciatori di segni e di miracoli che come un esercito calano ovunque qualcuno annunci apparizioni, Madonne piangenti, tuniche indossate dal tal santo, acque 'benedette' da portare via a damigiane. C'è davvero bisogno di questi segni che pure, qualche volta, la bontà di Dio e l'intercessione misericordiosa di Maria ci concedono? Il sangue di San Gennaro, le reliquie dei santi, la stessa sindone sono il fondamento della nostra fede o non piuttosto degli eventuali corollari?

"Mostraci un segno!". Ma quanti segni abbiamo che non sappiamo interpretare: la natura, le creature, la parola di Dio, i sacramenti. Abbiamo Gesù nell'Eucaristia e andiamo a cercare segni in cose stupide (provate ad esempio a pensare a come si fa a mettere insieme comunione Eucaristica e dipendenza dall'oroscopo).

"Mostrami un segno!"- potrebbe con molta più ragione dire a noi Gesù "mostrami il segno concreto che hai capito e sei disposto ad accogliere il mio amore; mostrami un segno concreto nella carità fraterna, nell'attenzione agli ultimi, nella condivisione dei beni… sono io che ho bisogno di un tuo segnale per poter riversare su di te i miei doni".

 

 

MARTEDI’ 21 LUGLIO

Tra i santi ricordati oggi: San Lorenzo da Brindisi; Sant’Alberico Crescitelli.

Una scheggia di preghiera:

 

MARIA, AIUTAMI A DIRE: AVVENGA SECONDO LA TUA VOLONTA'.

 

HANNO DETTO: La vita è un po' una navigazione. Si parte salutando e piangendo per il distacco delle persone care, ma, ecco, all'arrivo altre persone che stanno già al porto ad attenderci. (San Giovanni XXIII)

SAGGEZZA POPOLARE: Per capire gli anziani bisogna ritornare bambini. (Proverbio Turco)

UN ANEDDOTO: A Chicago, negli Stati Uniti d'America, un'associazione ornitologica, un'associazione, cioè, che si occupa dello studio degli uccelli, ha tenuto sotto controllo, per due anni, il fatto della strage degli uccelli migratori dovuta ai grattacieli illuminati. Gli uccelli migratori usano come punto di riferimento le stelle. Ebbene, nelle loro migrazioni scambiano per stelle le pareti illuminate dei grattacieli contro le quali si sfracellano tristemente. È sempre pericoloso scambiare per stelle altre luci.

PAROLA DI DIO: Mi 7,14-15.18-20; Sal 84; Mt 12,46-50

 

Vangelo Mt 12,46-50

Dal vangelo secondo Matteo

In quel tempo, mentre Gesù parlava ancora alla folla, ecco, sua madre e i suoi fratelli stavano fuori e cercavano di parlargli. Qualcuno gli disse: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti». Ed egli, rispondendo a chi gli parlava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Poi, tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre». Parola del Signore

 

“TENDENDO LA MANO VERSO I SUOI DISCEPOLI DISSE: ECCO MIA MADRE ED ECCO I MIEI FRATELLI; PERCHE’ CHIUNQUE FA LA VOLONTA’ DEL PADRE MIO, QUESTI E’ PER ME FRATELLO, SORELLA E MADRE”.

Può colpirci questo atteggiamento di Gesù che a prima vista sembra quasi una sconfessione della propria famiglia umana e della Madonna. Ma non è così. Attraverso queste parole e questo gesto Gesù vuole insegnarci parecchie cose. La prima, la più importante è che cose buone come la famiglia se mettono contro la volontà di Dio, devono essere superate dal desiderio di compiere ciò che Dio vuole da noi. Un altro insegnamento è che nel regno dei cieli non ci sono raccomandati. Maria, Giacomo, Giovanni partecipano a Gesù per fede, non perché parenti. È inutile dire: “lo sono cristiano perché la mia famiglia è cristiana, perché ho parenti preti e suore” ma “lo sono cristiano perché cerco di fare la volontà di Gesù”. Non saremo giudicati su come si sono comportati i nostri parenti, ma sul nostro comportamento, non conteranno le raccomandazioni, le “bustarelle”, gli inghippi diplomatici, conterà solo la nostra fede personale. E poi ancora una rivelazione straordinaria! Il discepolo è un “parente di Gesù”. Gesù offre la calda intimità della sua Famiglia agli uomini. Tra Dio e gli uomini non ci sono più solamente freddi rapporti di obbedienza e sottomissione come tra un padrone e gli schiavi. Al seguito di Gesù noi entriamo nella Sacra Famiglia, siamo davvero figli di Dio, fratelli di Gesù, parenti tra di noi.

 

 

MERCOLEDI’ 22 LUGLIO

Tra i santi ricordati oggi: Santa Maria Maddalena; San Fiorenzo.

Una scheggia di preghiera:

 

SIGNORE, ACCOGLI LE NOSTRE LACRIME E TRASFORMALE IN GIOIA.

 

HANNO DETTO: Se perdi il senso soprannaturale della tua vita, la tua carità sarà filantropia; la tua purezza, decenza; la tua mortificazione, idiozia; la tua disciplina, frusta e tutte le tue opere sterili. (J. Escrivà)

SAGGEZZA POPOLARE: Un'oncia di vanità guasta un quintale di meriti.

UN ANEDDOTO: Una signora sta mettendo un vaso di fiori davanti alla tomba di un parente. Ad un tratto vede una cinese che, secondo la tradizione degli anziani, mette un piatto di riso sulla tomba vicina. Trattenendo a forza un sorriso per questo quanto mai strano costume, le domanda, con una certa dose d'ironia: “Mi scusi, ma lei crede davvero che il defunto verrà a mangiare il suo riso?”.

La cinese risponde, con convinzione: “Ma certo. Quando il suo parente verrà ad annusare il profumo dei suoi fiori.” Rispettare le varie culture è da intelligenti.

PAROLA DI DIO: Ct 3,1-4a opp. 2Cor 5,14-17; Sal 62; Gv 20,1-2.11-18

 

Vangelo Gv 20,1-2.11-18 

Dal vangelo secondo Giovanni

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» - che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto. Parola del Signore

 

“DONNA, PERCHÈ PIANGI?”.

Nel Vangelo troviamo delle domande di Gesù che ci sembrano senza senso, ad esempio Gesù chiede ai malati “Vuoi essere guarito?”: figuriamoci se un malato non lo vuole! Qui, Gesù, chiede a Maria “Perché piangi?”. È evidente che una donna innamorata come Maria piange il suo Gesù morto e oltraggiato anche nella tomba!

Ma queste domande apparentemente inutili fanno parte della pedagogia di Gesù. Egli vuoi far riflettere, vuole che ci rendiamo conto fino in fondo del bisogno che abbiamo di Lui e tutto questo per portarci alla fede vera e potersi poi pienamente manifestare. Proviamo ad esempio a rispondere ad alcune “domande inutili” che ogni Gesù può farci: “Perché preghi?”, “Perché fai la carità?”, “Quando chiedi perdono, vuoi veramente essere perdonato?”, “Credi davvero?”

 

 

GIOVEDI’ 23 LUGLIO

Tra i santi ricordati oggi: Santa Brigida, patrona d’Europa; Sant’Olimpio; Santa Cunegonda.

Una scheggia di preghiera:

 

TU SEI LA MIA VITA, ALTRO IO NON HO.

 

HANNO DETTO: Tenete ben presente, o fratelli, che non soltanto della vostra vita, ma di quella del mondo intero dovrete, un giorno, rendere conto. (Giovanni Crisostomo)

SAGGEZZA POPOLARE: In ogni uomo c'è qualcosa di prezioso che nessun altro ha. Onora ogni uomo per quello che è nascosto in lui, per quello che lui solo ha. (Proverbio Arabo)

UN ANEDDOTO: Il maestro ha appena terminato di fare una bella lezione sulla prudenza. Subito, un alunno che aveva seguito con attenzione domandò: “Signor maestro, è sempre importante essere prudenti?”. L'insegnante rispose: “È sempre importante. Ma più importante ancora è sapere quando la prudenza è paura che cammina sulla punta dei piedi”

PAROLA DI DIO: Gal 2,19-20; Sal 33; Gv 15,1-8

 

Vangelo Gv 15,1-8

Dal vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.  Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da sé stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli». Parola del Signore

 

“RIMANETE IN ME E IO IN VOI”

La nostra azione scaturisce da ciò che siamo: solo uniti al Figlio siamo figli e possiamo portare frutti di amore fraterno. È talmente importante dimorare in lui che, se non c’è, siamo rami secchi, già morti. L’azione vera scaturisce dalla contemplazione: nasce da un cuore che conosce e ama. Se non si conosce, si sbaglia nel fare; se non si ama, non si ha la forza per fare. Non dimorare in lui, vita di ciò che esiste, equivale a essere già morti. Ogni nostra attività è inconcludente, non dà vita, perché centrata su noi stessi che riceviamo e non fabbrichiamo vita. Dimorare in lui significa che le sue parole dimorano in noi. Non è sufficiente accettare Gesù come persona; bisogna accettare anche il suo messaggio, con tutte le sue parole. Accogliere una persona vuol dire anche accettare il suo mondo, la sua storia. Dimorare in lui, accettarlo e amarlo, significa avere il suo stesso modo di pensare e, quindi, di agire. Da qui, al cuore della nostra vita, possiamo ripartire per vivere nell’amore ogni luogo che abitiamo.

 

 

VENERDI’ 24 LUGLIO

Tra i santi ricordati oggi: Santa Cristina; Sant’Agostino Fangi.

Una scheggia di preghiera:

 

CHE LA TUA GRAZIA NON PASSI VANAMENTE PER NOI.

 

HANNO DETTO: La vita è come l'acqua del mare: agitata, sgradevole a bersi; ma sorregge coloro che remano. (Renè Bazin)

SAGGEZZA POPOLARE: Un uomo veramente ricco è quello i cui figli gli corrono tra le braccia quando ha le mani vuote. (Proverbio Nepalese)

UN ANEDDOTO: Un giorno un intervistatore domandò a Dio: “Perché ci hai creati con due orecchie ed una bocca sola?”. Dio rispose immediatamente: “Il motivo è chiaro: per ricordarvi sempre che è da saggi sentire due e parlare uno!”.

Parola di Dio: Ger 3,14-17; Sal da Ger 31,10-13; Mt 13,18-23

 

Vangelo Mt 13,18-23

Dal vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno». Parola del Signore

 

"VOI DUNQUE ASCOLTATE LA PARABOLA DEL SEMINATORE.".

Una prima cosa mi colpisce: il seminatore non sono io, non siamo noi, il seminatore è Dio che nella sua immensa bontà e sapienza semina dove e quando vuole. Posso fidarmi di Lui.  Lui sa quello che fa. Quindi concludo che è inutile il nostro preoccuparci troppo, quasi che l’evangelizzazione dipendesse unicamente da noi, dalle nostre prediche o dai nostri piani pastorali. Seconda cosa: il seme non siamo noi. Il seme è ancora Lui, è Gesù che come il chicco di frumento muore per rinascere e portare il suo frutto, è la parola potente di Gesù che ha in sé tutta l’esplosività da “poter cambiare i cuori di pietra in cuori di carne, capaci di amare”.

L’unica cosa che noi possiamo e dobbiamo essere è “la terra buona”. La terra in sé non ha molto da fare. Suo compito è accogliere, ricevere il seme e donare al seme le sue proprietà, affinché il seme possa trasformarsi in pianta. Non pensiamo di essere noi a salvarci o a salvare il mondo. Impariamo invece ad accogliere tutto ciò che Dio gratuitamente ci dona, lasciamoci lavorare da Dio, offriamo al seme le nostre proprietà e le nostre povertà, lasciamoci trasformare. In un primo tempo ci sembrerà, forse, di perdere qualcosa, ci sembrerà di concludere poco, ma guadagneremo il frutto.

Non è forse bello sentirsi amati così? Dio si serve della mia povertà, del mio essere terra per far nascere in me il seme del Figlio di Dio! Non sarà forse questo stesso pensiero ad aver accompagnato Maria nei suoi nove mesi di gravidanza?

 

 

SABATO 25 LUGLIO

Tra i santi ricordati oggi: San Giacomo; San Cristoforo.

Una scheggia di preghiera:

 

UNA COSA SOLA CON TE, O SIGNORE.

 

HANNO DETTO: Ci sono due gridi nell'uomo: il grido dell'angelo e il grido della bestia. Il grido dell'angelo è la preghiera, il grido della bestia è il peccato. (Santo Curato d’Ars)

SAGGEZZA POPOLARE: Gli uomini hanno perfezionato tutto, tranne gli uomini. (Proverbio Americano)

UN ANEDDOTO: Il grande generale giapponese Oda Nobunaga (1534-1582) decise di attaccare anche se aveva solo un soldato per ogni dieci soldati nemici. Era sicuro della vittoria, ma non lo erano i suoi soldati. Marciando verso il campo di battaglia, si fermò in un santuario scintoista. Dopo aver pregato, Nobunaga uscì e disse: “Ora getterò in aria una moneta. Testa, vinceremo. Croce, perderemo”. Gettò in aria la moneta. Venne testa. I soldati si caricarono talmente di entusiasmo che vinsero la battaglia. Il giorno dopo un assistente disse al generale: “Nessuno può cambiare il destino”. “Giustissimo”, rispose mostrandogli una moneta che aveva testa su entrambe le parti.

PAROLA DI DIO nella festa di San Giacomo: 2Cor. 4,7-15; Sal. 125; Mt. 20,20-28

 

Vangelo Mt 20,20-28

Dal vangelo secondo Matteo

In quel tempo, si avvicinò a Gesù la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di’ che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato». Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dominano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti». Parola del Signore

 

“LA MADRE DEI FIGLI DI ZEBEDEO DISSE A GESÙ: DÌ CHE QUESTI MIEI FIGLI SIEDANO UNO ALLA TUA DESTRA E UNO ALLA TUA SINISTRA NEL TUO REGNO”

Oggi, festa di S. Giacomo, il Vangelo ci riporta la richiesta di sua madre a Gesù. Questa madre desidera che i propri figli siano vicini a Gesù. Non sappiamo se il suo desiderio fosse dettato da amore per Gesù e per i propri figli o da voler “sistemare” i figli in un luogo di potere, certo è che ogni cristiano ha giustamente il desiderio di “stare vicino” al maestro, godendo la sua amicizia. Ma questo è possibile solo ad una condizione: essere disposti e pronti a condividerne la vita in tutti i suoi aspetti, in tutti i suoi momenti, anche i più dolorosi. Qui è la fonte della vera amicizia con Gesù, del vero misticismo. Seguire Gesù non è una corsa verso una carriera, non è un conquistarsi un posto migliore in Paradiso, è trovare l’amico che ama, è condividere la sua esperienza, è fare come Lui la volontà del Padre. Se questa madre avesse saputo che alla destra e alla sinistra di Gesù in croce sarebbero finiti altri due crocifissi, avrebbe continuato ad insistere nella sua richiesta? Eppure solo diventando “piccoli”, “servi” si può essere vicini a Gesù sia nella prova che nella gloria.

 

 

DOMENICA 26 LUGLIO: 17^ DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO ANNO A

Tra i santi ricordati oggi: Santi Gioacchino ed Anna; Santa Bartolomea Capitanio.

Una scheggia di preghiera:

 

VENGA IL TUO REGNO, SIGNORE GESU'.

 

HANNO DETTO: Le grandi anime sono come le nuvole: raccolgono per riversare. (Kalidasa)

SAGGEZZA POPOLARE: Un uomo non può essere capace di fare tutto, però sa sempre fare qualcosa. (Proverbio Cinese)

UN ANEDDOTO: Un giorno alcuni curiosi andarono al convento e domandarono all'abate chi fosse il più grande di tutti i frati. “È forse il monaco Agatone che fa miracoli?”. “È frate Eligio che splende per la sua saggezza?”. E, via via, ad elencare tutti i possibili candidati. L'abate lasciò dire e poi parlò: “Non ve ne siete accorti, ma tra noi c'è un monaco che fa semplicemente il fornaio ogni giorno: fa il pane per tutti noi con molto amore e cerca di farne per tutti i poveri che passano e così serve i fratelli e cerca di servire Dio. Nessuno si è mai accorto di lui in monastero, ma lui è il più grande”.

PAROLA DI DIO: 1Re 3,5.7-12; Sal 118; Rm 8,28-30; Mt 13,44-52

 

Vangelo Mt 13, 44-52

Dal vangelo secondo Matteo

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra. Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche». Parola del Signore

 

“IL REGNO DEI CIELI È SIMILE AD UN TESORO NASCOSTO NEL CAMPO”.

Ci si può chiedere come mai, dopo duemila anni di cristianesimo, ci siano ancora tante persone, o che non lo conoscono o che lo rifiutano. Perché il Regno di Dio e i suoi doni non sono costringenti, ma vanno cercati. Dio non costringe nessuno alla fede. Dio non ti obbliga con delle evidenze tali davanti alle quali non puoi non dire che si. Dio si fa cercare, si fa trovare, ti chiede fiducia, ti coinvolge nel suo Regno, ti chiede di rinunciare ad altro. Si sono scritti migliaia di libri sull’elettricità, la sua natura, i suoi effetti, il suo impiego. Potreste costruire una biblioteca su questo argomento, ma questo non potrà accendere la più debole lampadina, azionare il minimo motore. Per fare questo, occorre applicare le nozioni che questi libri danno, allacciarsi alla rete di distribuzione, collegare gli apparecchi. Se non lo cerchi, se non lo consideri un tesoro, se non ti dai da fare per viverlo, il Regno continuerà ad essere un tesoro, ma nascosto nel campo.

 

 

LUNEDI’ 27 LUGLIO

Tra i santi ricordati oggi: San Giorgio di Cordoba; Santa Liliosa.

Una scheggia di preghiera:

 

SEMINA E FA' CRESCERE, SIGNORE, NEL NOSTRO CUORE PICCOLI SEMI D'AMORE.

 

HANNO DETTO: L'uomo ha bisogno solo di tre metri di terra. L'uomo? no, il cadavere. L'uomo ha bisogno dell'intero globo terrestre. (A. Cechov)

SAGGEZZA POPOLARE: Una briciola d'oro non può comprare una briciola di tempo (Proverbio Cinese)

UN ANEDDOTO: San Pietro, il grande guardiano del paradiso, stava smistando, come sempre, le anime che si presentano al suo cospetto. Qualcuna viene mandata in purgatorio, altre all'inferno, moltissime in paradiso. Solo quando gli si presenta un medico se la sbriga subito. Gli indica una porticina laterale: “Lei passi da quella parte! Quello è l'ingresso dei fornitori...”.

PAROLA DI DIO: Ger 13,1-11; Sal da Dt 32,18-21; Mt 13,31-35

 

Vangelo Mt 13,31-35

Dal vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami». Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata». Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Aprirò la mia bocca con parabole, proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo». Parola del Signore

 

"IL REGNO DEI CIELI È SIMILE A UN GRANELLO DI SENAPE".

Chiedevano a San Francesco: "Come mai Dio ha scelto te per far nascere un movimento evangelico così importante nella Chiesa?". "Perché uno più piccolo, povero e stolto di me non lo poteva trovare". "Che cosa può venir di buono da un contadino trapiantato in città che corre dietro a ragazzi sbandati per radunarli a giocare e pregare la domenica?" Eppure il piccolo seme buttato nel cuore di don Bosco è diventato pianta grande (anzi, tutto è andato bene in mezzo alle prove, i guai veri sono cominciati quando l'idea è diventata una istituzione) "Che cosa sono due stanzette per curare i malati poveri di Torino?" Eppure le due stanzette del Cottolengo che si fidava della Provvidenza sono diventate la cittadella dell'amore. La stessa cosa è successa con la 'Casa della sofferenza' di Padre Pio. Dio non si è ancora stancato di seminare piccoli granelli di senapa nella speranza di veder crescere arbusti dove gli uccelli del cielo trovino riparo. Prova a pensare alla tua vita: Se ci credi, un piccolo gesto d'amore può creare un sorriso e un sorriso a volte salva dalla tristezza e dalla malattia della solitudine; un sacrificio per star zitto può salvare da un litigio in famiglia, un'ora del tuo tempo donato può essere un grande sollievo quanti piccoli semi puoi davvero buttare nella speranza!

 

 

MARTEDI’ 28 LUGLIO

Tra i santi ricordati oggi: Sant’Innocenzo I, Papa; Santa Serena.

Una scheggia di preghiera:

 

SIGNORE, NON SO, MA MI FIDO E MI AFFIDO.

 

HANNO DETTO: La grandezza non consiste nell'essere questo o quello, ma nell'essere se stessi; e questo ciascuno lo può, se lo vuole (Kierkegaard)

SAGGEZZA POPOLARE: Chi risparmia i minuti, guadagna le ore.

UN ANEDDOTO: C'era una volta un millepiedi che passava le giornate tutto felice. Un giorno incontrò un rospo che gli domandò: “Quando ti metti a camminare qual è la prima gamba che muovi?». Il millepiedi rimase pensieroso, in uno stato di tale confusione, bloccato nel fosso a riflettere su quale fosse il metodo più corretto per camminare.

PAROLA DI DIO: Ger 14,17b-22; Sal 78; Mt 13,36-43

 

Vangelo Mt 13,36-43

Dal vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!». Parola del Signore

 

“SPIEGACI LA PARABOLA DELLA ZIZZANIA”.

Perché tanta cattiveria nel mondo? Se Dio esistesse veramente perché l’avrebbe permessa? perché la tollererebbe? Eppure Dio non solo la permette, la tollera, ma impedisce ai suoi servi troppo zelanti di sterminare i malvagi con il pretesto di far scomparire il male. Il dolore, la cattiveria, il male sono misteri ed è assurdo allora volerceli spiegare per filo e per segno. Di una cosa sola siamo certi per fede, che Dio è più forte del male, che non può essere connivente con esso, che, se lo permette e chiede a noi, come a suo Figlio di passare attraverso la croce del dolore e della cattiveria degli uomini, un motivo ci sarà. Come reagire davanti al male? Cercare in tutte le maniere di allontanarlo da noi come nemico di Dio e nostro; invocare la forza di Dio che può vincere il male e trasformarlo; fidarci di Dio anche nel momento del buio: se Dio aspetta a vincerlo non è di certo per la gioia sadica di vederci soffrire ma perché, nella sua sapienza, saprà Lui che anche attraverso la sofferenza e il male può nascere amore e salvezza.

 

 

MERCOLEDI’ 29 LUGLIO

Tra i santi ricordati oggi: Santa Marta; Sant’Ademaro; San Guglielmo Pinchon.

Una scheggia di preghiera:

 

TU, GESU' SEI LA RISURREZIONE E LA VITA; CHI CREDE IN TE NON MORIRA' IN ETERNO.

 

HANNO DETTO: L'uomo è un essere dotato di due estremità: una su cui sedere, una con cui pensare. Il successo o il fallimento dipendono da quella usata di più. (R. Kirkpatrick)

SAGGEZZA POPOLARE: Non ci sono frutti così duri, che il tempo non maturi.

UN ANEDDOTO: Tre uomini incontrarono nella foresta un leone affamato e rischiavano d'essere sbranati. Il primo disse: “Il nostro destino è segnato. È finita: Il leone ci divorerà! Era un fatalista. Il secondo esclamò: “Chiediamo a Dio di salvarci in fretta!”. Era un pio. Il terzo osservò: “Perché importunare Dio? Egli ci ha dato la testa, le gambe, le braccia: arrampichiamoci su quell'albero!”. Era un credente intelligente che amava Dio e non voleva disturbarlo.

PAROLA DI DIO: 1Gv 4,7-16; Sal 33; Gv 11,19-27 opp Lc 10,38-42

 

Vangelo Gv 11,19-27

Dal vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo». Parola del Signore

 

GLI DISSE MARTA: “SIGNORE, SE TU FOSSI STATO QUI, MIO FRATELLO NON SAREBBE MORTO”.

Una recente inchiesta dice che meno del 60 per cento di coloro che si dicono credenti crede alla risurrezione dopo la morte, rimane dunque già un gran passo la fede di Marta che addolorata per le morte del fratello, in una società che allora meno di oggi credeva alla risurrezione dei morti, afferma di credere alla “risurrezione dell’ultimo giorno”. Non abbiamo prove materiali della nostra futura risurrezione. Gesù stesso nel racconto di Lazzaro e del ricco dice che se anche un morto ci apparisse vivo sarebbe ugualmente difficile credere alla vita che continua oltre la morte. L’unico modo per avere questa fede è abbandonarsi ad una fiducia illimitata in Gesù che dice: “Io sono la risurrezione e la vita, chi crede in me non morirà in eterno”. È il figlio di Dio che ci ha detto questo. È Lui che ha dimostrato di dare la vita ai morti. È Lui che risorto da morte è vivente per sempre. In Lui, con gioia, credo alla risurrezione dei morti.

 

 

GIOVEDI’ 30 LUGLIO

Tra i santi ricordati oggi: San Pietro Crisologo; Santa Donatella, martire; San Capreolo.

Una scheggia di preghiera:

 

TU CHE FAI NUOVE TUTTE LE COSE, RENDICI NUOVI CON TE.

 

HANNO DETTO: Gli uomini si distinguono fra loro anche in questo: alcuni prima pensano, poi parlano e quindi agiscono, altri, invece, prima parlano, poi agiscono e infine pensano. (L.N. Tolstoj)

SAGGEZZA POPOLARE: La troppa umiltà vien dalla superbia.

UN ANEDDOTO: Un giorno un maestro stava tentando di spiegare ai suoi allievi il modo in cui gli uomini reagiscono alle parole. Ad un tratto, un ragazzo si alzò e protestò dicendo:” Non sono d'accordo che le parole abbiano un effetto di questa portata su di noi!”. L'insegnante rispose: “Siediti, razza di deficiente!”. L'alunno divenne livido di rabbia e disse: “Lei si definisce una persona saggia, un maestro ed usa questi termini: dovrebbe vergognarsi di sé stesso!”. Il maestro, allora, rispose: “Perdonami. Mi sono lasciato trasportare. Non volevo. Chiedo scusa!”. Il ragazzo si calmò. A questo punto il maestro concluse: “Sono bastate poche parole per scatenare una tempesta dentro di te e ne sono bastate poche altre per farti calmare nuovamente, non è vero?”.

PAROLA DI DIO: Ger 18,1-6; Sal 145; Mt 13,47-53

 

Vangelo Mt 13,47-53

Dal vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse alla folla: “Il regno dei cieli è simile anche a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva e poi, sedutisi, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Avete capito tutte queste cose?”. Gli risposero: “Sì”. Ed egli disse loro: “Per questo ogni scriba divenuto discepolo del regno dei cieli è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche”. Terminate queste parabole, Gesù partì di là. Parola del Signore

 

“OGNI SCRIBA DIVENUTO DISCEPOLO DEL REGNO DEI CIELI È SIMILE AD UN PADRONE DI CASA CHE ESTRAE DAL SUO TESORO COSE NUOVE E COSE ANTICHE”.

Ho vissuto, nella mia gioventù, gli anni in cui si pensava che per rinnovare società, politica, Chiesa, bisognasse prima di tutto far “pulizia generale”, buttare via storia, tradizioni, usi. È un po’ come se un albero dicesse: “Le mie radici sono sottoterra, mi tengono vincolato al terreno, non fioriscono, non servono a niente: tagliamole!”. L’albero senza radici non sta in piedi. Gesù è molto equilibrato. Lui è la vera novità della storia, ma nasce in un popolo concreto, parla la lingua del suo tempo, rinnova la storia ma non la rinnega, vive le tradizioni del suo popolo ma le vivifica con uno spirito nuovo. Il cristiano, come Gesù, è un rivoluzionario ma non un distruttore o un detrattore del passato. Come per l’albero: è vero che le radici non fanno né foglie né frutti, è vero che esse sembrano vincolarci al terreno, ma è anche vero che senza di esse siamo destinati a insterilire e a morire.

 

 

VENERDI’ 31 LUGLIO

Tra i santi ricordati oggi: Sant’Ignazio di Loyola; San Fabio; San Giustino de Jacobis.

Una scheggia di preghiera:

 

DONACI SIGNORE DI RICONSCERTI, SEGUIRTI ED AMARTI.

 

HANNO DETTO: Perché l'uomo venne creato l'ultimo giorno? Perché se l'orgoglio lo prende, gli si possa dire nella orazione: la zanzara fu prima di te. (Talmud)

SAGGEZZA POPOLARE: Le api lavorano nell'oscurità; il pensiero lavora nel silenzio; la virtù lavora nel nascondimento.

UN ANEDDOTO: Uno sceicco arabo un giorno chiamò il consigliere più fidato perché gli raccontasse cosa si diceva di lui nel paese. Il consigliere rispose: “Signore, cosa preferite? Una risposta che vi piaccia o la verità?”. Lo sceicco: “La Verità, la Verità, per dolorosa che sia” “Ve lo dirò, se in cambio promettete di darmi il premio che chiederò”. “Va bene!”, rispose lo sceicco: “Chiedi quello che Vuoi, perché la Verità non ha prezzo!”. Allora il consigliere disse: “Mi basta un premio molto piccolo. Datemi un cavallo per fuggire non appena avrò finito di dirvi la Verità”.

PAROLA DI DIO: Ger 26,1-9; Sal 68; Mt 13,54-58

 

Vangelo Mt 13,54-58

Dal vangelo secondo Matteo

In quel tempo Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi. Parola del Signore

 

“MA GESU’ DISSE LORO: UN PROFETA NON È DISPREZZATO SE NON NELLA SUA PATRIA E IN CASA SUA”.

Gesù, il Salvatore, non è stato riconosciuto dai suoi contemporanei, ma, oggi, è riconosciuto così come Egli è dai cristiani?

Spesso la Chiesa, il cinema, la letteratura ci hanno presentato la figura di Gesù, e noi, guidati anche da mode imperanti, abbiamo scelto quel modello che più confaceva al modo comune di interpretarlo. Hai mai provato a rileggere per conto tuo i Vangeli, dimenticando per un momento tutto quello che ti hanno detto su di essi, dimenticando luoghi comuni e mode, per scoprire chi sia Gesù? Ti assicuro, per esperienza personale, troverai tante sorprese, tanti dubbi, tanti interrogativi, tanti aspetti completamente nuovi della persona del Cristo, ti sentirai forse spaesato come d’altra parte lo furono i contemporanei di Cristo, ma nello stesso tempo, come gli apostoli ti metterai al suo seguito non più per trovare solo una facile soluzione ai tuoi problemi vitali ma per riscoprire un po’ più da vicino Dio, con tutti i problemi che suscita per un piccolo uomo entrare a contatto con il mistero più grande di tutta la creazione.

     
     

 

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