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CASIMIRO

 

Santo, Principe Patrono della Lituania memoria liturgica il 4 Marzo

 

Nacque il 3 ottobre 1458 nel castello reale di Cracovia, terzo dei tredici figli di Casimiro IV Jagellonide, re di Polonia e granduca di Lituania, e di Elisabetta, figlia dell'Imperatore Alberto Il d’Asburgo. Casimiro, appena tredicenne, fu designato al trono d’Ungheria, ma dopo il fallimento della campagna militare del 1471 contro Mattia Corvino, da molti già riconosciuto re d’Ungheria, dovette ritirarsi. Casimiro, di temperamento allegro e ricco di rare doti, studiò e imparò con grande facilità. Si interessò anche alla vita pubblica: dal diciassettesimo anno d’età fu quasi continuamente al fianco del padre, accompagnandolo nei viaggi in Lituania, paese d’origine degli Jagellonidi, o sostituendolo nelle varie mansioni amministrative. Raccogliamo che cosa dice di lui un autore a lui contemporaneo: “La carità quasi incredibile, certamente non simulata ma sincera, di cui ardeva verso Dio Onnipotente per opera di quello Spirito divino, era talmente diffusa nel cuore di Casimiro, tanto traboccava e dalle profondità del cuore tanto si riversava sul prossimo, che nulla gli era più gradito, nulla più desiderato che donare ai poveri di Cristo, ai pellegrini, ai malati, ai prigionieri, ai perseguitati non solo i propri beni, ma tutto se stesso. Per le vedove, gli orfani, gli oppressi fu non solo un protettore, non solo un difensore, ma un padre, un figlio, un fratello. E qui sarebbe necessario scrivere una lunga storia se si volessero descrivere i singoli atti di carità e di grande amore che in lui fiorirono verso Dio e verso gli uomini. In che misura poi egli praticò la giustizia e abbracciò la temperanza, di quanta prudenza fu dotato e da quale fortezza e costanza d’animo fu sostenuto, soprattutto in quell’età più libera nella quale gli uomini di solito sono più inconsiderati e per natura più inclini al male, è difficile dire o pensare. Ogni giorno persuadeva il padre a praticare la giustizia nel governo del regno e dei popoli a lui sottomessi. E mai tralasciò di riprendere con umiltà il re se talvolta, per incuria o per debolezza umana, qualcosa veniva trascurato nel governo. Difendeva ed abbracciava come sue le cause dei poveri e dei miserabili, per cui dal popolo veniva chiamato difensore dei poveri. E benché fosse figlio del re e nobile per la dignità della nascita, mai si mostrava superiore nel tratto e nella conversazione con qualsiasi persona, per quanto umile e di bassa condizione. Volle sempre essere considerato fra i miti ed i poveri di spirito, ai quali appartiene il regno dei cieli, piuttosto che fra i potenti e i grandi di questo secolo. Non desiderò il supremo potere, né mai lo volle accettare quando gli fu offerto dal padre, temendo che il suo animo fosse ferito dagli stimoli delle ricchezze, che il nostro Signore Gesù Cristo ha chiamato spine, o fosse contaminato dal contagio delle cose terrene. Tutti i suoi domestici e segretari, uomini insigni e ottimi, dei quali alcuni sono ancora viventi e che lo conobbero intimamente, asseriscono e testimoniano che egli visse vergine fino alla fine e vergine chiuse il suo ultimo giorno.” La giornata terrena di Casimiro, però, è stata breve. La sua fibra, già delicata di natura, non resistette all’attacco della tisi. Dopo una breve malattia egli si spense, all’età di soli venticinque anni, il 4 marzo 1484 nel castello di Gardinas (Grodno), in Lituania.

 

PREGHIAMO CON LA LITURGIA DELLA FESTA

Dio onnipotente che ci chiami a servirti per regnare con te, fa che per l’intercessione di San Casimiro, viviamo costantemente al tuo servizio nella santità e nella giustizia. Per il nostro Signore Gesù Cristo….