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CARLO LWANGA E COMPAGNI  -  Martiri dell’Uganda

 

Memoria liturgica il 3 Giugno

 

 

L’Uganda è un paese dell’interno dell’Africa e in quella parte dell’Africa più nera, verso il 1880, giunsero i cosiddetti Padri Bianchi del Cardinale Lavigerie. La loro missione ebbe uno straordinario successo, anche per il favore col quale erano stati accolti dal Re negro. Ma alla morte di quel Re, il nuovo Sovrano non si mostrò ugualmente favorevole ai Padri Bianchi, per due ragioni: una morale e l’altra commerciale. Il nuovo Re aveva spiccata tendenza al vizio e la presenza dei missionari gli era di continuo rimprovero. Inoltre i Padri Bianchi si erano dimostrati contrari alla tratta degli schiavi, mentre il nuovo sovrano dell’Uganda si proponeva ottimi affari nella vendita dei suoi più robusti e giganteschi sudditi. L’evangelizzazione comunque si avviava, con l’arrivo di altri missionari, ed alcuni africani domandavano di essere istruiti; tra costoro dei giovani che servivano a corte in qualità di paggi, capeggiati da Giuseppe Mukasa, uno dei primi ad essere battezzato. Il ministro del re che si chiamava Katikkiro, scatenò allora la sua offensiva. Si giunse ad un punto che, verso il 1885, i Padri Bianchi furono costretti a sloggiare dall’Uganda. Ma restarono coloro che essi avevano convertito al Cristianesimo e battezzato. Mukasa fu condannato a morte. Costui, avviandosi all’esecuzione, disse a chi voleva legargli le mani: “ Se devo morire per la mia fede, pensate davvero che possa cercare di fuggire? Un cristiano che muore per Dio non ha paura della morte”. Questo esempio provocò un gran numero di conversioni e in una settimana si registrarono più di cento battesimi. Tra i nuovi battezzati, c’era Carlo Lwanga, capo di una squadra di paggi.

E furono quei paggi, tutti cristiani e tutti d’irreprensibile condotta, a suscitare il risentimento del nuovo Re, il quale emanò un ordine così concepito: “Pena la morte a tutti coloro che pregano”. I primi a disobbedire furono proprio i paggi con il loro capo Carlo Lwanga, al quale furono bruciati i piedi i fuoco lento. Anche i paggi vennero adagiati sui carboni ardenti, e lo stupore della Corte fu altissimo, non udendo uscire dalle loro bocche né urla di dolore né imprecazioni di odio. Mentre venivano arrostiti, s’udiva il sussurro delle voci. I giovani paggi cristiani, nonostante l’ordine del Re, seguitavano a pregare. Il loro numero salì a venti. E dopo di loro Matteo Murumba ebbe le mani e i piedi tagliati; Andrea Kagoua venne decapitato, lamari Muzei, il vecchio, fu affogato in uno stagno. Si verificò allora la sentenza di Tertulliano, che nei primi anni della Chiesa perseguitata aveva scritto: “il sangue dei Martiri è seme di nuovi cristiani”. Infatti, dopo la persecuzione del 1886, l’Uganda conobbe una fioritura di Cristianesimo come forse in nessun altro paese dell’Africa. Nel 1920 il papa dichiarò “beati” i ventidue martiri dell’Uganda e Pio XI, nel 1934, proclamò Carlo Lwanga leader della gioventù africana. Infine i martiri furono canonizzati, nel 1964, e la loro festa fissata al 3 giugno. Chiediamo loro di intercedere presso Dio, non solo per la loro patria, ma per tutta l’Africa, affinché essa sia sempre più fedele al Cristo.

 

 

PREGHIAMO CON LA LITURGIA DELLA FESTA

O Dio, che nel sangue dei martiri hai posto il seme di nuovi cristiani, concedi che il mistico campo della Chiesa, fecondato dal sacrificio di San Carlo Lwanga e dei suoi compagni, produca una messe sempre più abbondante, a gloria del tuo nome. Per il nostro Signore Gesù Cristo….

 

PAROLA DI DIO OFFERTA DALLA CELEBRAZIONE LITURGICA

 

1^ Lettura Sap 3, 1-9

Dal libro della Sapienza

Le anime dei giusti, invece, sono nelle mani di Dio, nessun tormento le toccherà. Agli occhi degli stolti parve che morissero; la loro fine fu ritenuta una sciagura, la loro partenza da noi una rovina, ma essi sono nella pace. Anche se agli occhi degli uomini subiscono castighi, la loro speranza è piena di immortalità. Per una breve pena riceveranno grandi benefici, perché Dio li ha provati e li ha trovati degni di sé: li ha saggiati come oro nel crogiuolo e li ha graditi come un olocausto. Nel giorno del loro giudizio risplenderanno; come scintille nella stoppia, correranno qua e là. Governeranno le nazioni, avranno potere sui popoli e il Signore regnerà per sempre su di loro. Quanti confidano in lui comprenderanno la verità; coloro che gli sono fedeli vivranno presso di lui nell'amore, perché grazia e misericordia sono riservate ai suoi eletti. Parola di Dio

 

Salmo 125 “Chi semina nel pianto, raccoglie nella gioia”

 

Quando il Signore ricondusse i prigionieri di Sion, ci sembrava di sognare.

Allora la nostra bocca si aprì al sorriso, la nostra lingua si sciolse in canti di gioia. R

 

Allora si diceva tra i popoli: “Il Signore ha fatto grandi cose per loro “.

Grandi cose ha fatto il Signore per noi, ci ha colmati di gioia. R

 

Riconduci, Signore, i nostri prigionieri, come i torrenti del Negheb.

Chi semina nelle lacrime mieterà con giubilo. R

 

Nell'andare, se ne va e piange, portando la semente da gettare,

ma nel tornare, viene con giubilo, portando i suoi covoni. R

 

 

Vangelo Mt 10, 28-33

Dal vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l'anima e il corpo nella Geenna. Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure neanche uno di essi cadrà a terra senza che il Padre vostro lo voglia. Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati; non abbiate dunque timore: voi valete più di molti passeri! Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli”. Parola del Signore

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