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24 OTTOBRE

 

 

 

NICCOLO’ GIOVANNI BATTISTA OLIVIERI Servo di Dio Fondatore dell’Opera per la Redenzione dei Bambini Etiopi

Era nato a Voltaggio (Alessandria) il 21 febbraio 1792. Fu ordinato sacerdote il 18 Febbraio 1815 e si interessò particolarmente dei poveri, dei diseredati e carcerati, ma soprattutto si rese conto che con la collaborazione di tanti altri sarebbe potuto venire in aiuto a tanti bambini etiopi venduti come schiavi sui mercati egiziani. Rivolgendosi allora a ricchi e nobili di Alessandria e di Torino riuscì con l’aiuto di alcuni collaboratori a riscattarne ben 1233 che poi venivano accolti in varie istituzioni ed aiutati a costruirsi una propria vita indipendente. Morì a Marsiglia il 24 ottobre 1864.

 

 

ANTONIO MARIA CLARET, Santo, Vescovo

Dotato di energia e di senso pratico, Antonio Maria (1807 - 1870) fu un predi­catore infaticabile e uno. Scrittore religioso molto influente nella sua terra natale, la Catalogna, poi nelle Canarie, e infine a Cuba, dove fu arcivescovo di Santiago dal 1859 al 1867. La sua azione a favore degli schiavi neri gli attirò l’odio dei loro oppressori, che attentarono per ben quindici volte alla sua vita.

 

 

GILBERTO, PETRONILLA E PONZIA, Santi

Era un nobile ricco che visse la prima parte della sua vita alla corte di Luigi VII di Francia. Prese parte alla crociata del 1146. Tornato, sentì il desiderio di una vita dedicata a Dio. Ne parlarono Lui, la moglie Petronilla e la figlia Ponzia e decisero di consacrarsi tutti e tre al Signore. Fondarono un monastero femminile ad Auberre dove si ritirarono Petronilla e Ponzia e Gilberto dopo aver vissuto un tempo come eremita eresse un monastero e un ospedale dove si prese cura dei malati. Divenne poi Premostratense nel convento di Dilo. Morì il 6 giugno 1152.

 

 

ARETA, Santo martire

Nel 520 il principe giudeo Du Nuwas riconquistò l’Abissinia cristiana. Non riuscendo a prendere la città di Nagram ne chiese la capitolazione promettendo la vita salva a tutti i cristiani. Cosa che non avvenne e Areta, principe della città e 340 compagni furono decapitati. Altri dati sembrano accertare almeno 4000 martiri.