Il problema delle nuove droghe

Negli ultimi tempi siamo stati bersagliati da incontri, convegni, libri, inchieste e quant' altro per sviscerare l' ultima emergenza: le droghe sintetiche, più spesso denominate nuove droghe, anche se di nuovo non hanno proprio niente visto che già in passato venivano prodotte in laboratorio.
Che senso ha, allora, presentare un Documento dal titolo scanzonato e il sottotitolo provocatorio?
Il nostro intento è quello di tenere alta l' attenzione sulla drammaticità di un fenomeno che da oltre trent' anni non accenna a ridursi: la diffusione delle droghe. Nessuno più parla di quanti giovani muoiono per droga - pi ù di 1000 ogni anno - e di quanto l' eroina e la cocaina continuino ad essere le sostanze più diffuse. Dopo il clamore degli anni 80 la nostra società ha rimosso questo problema, facendo finta che non esista, che tutto vada bene, che il consumo di droghe non sia il sintomo più evidente del profondo malessere che vivono i giovani (quante volte lo abbiamo detto!).
Molti, soprattutto quelli che fanno tendenza, in più di un' occasione si sono stracciate le vesti pur di sostenere il diritto di ciascun individuo a drogarsi, a consumare sostanze cosiddette leggere (tanto fanno meno male di una sigaretta!), alimentando non solo la cultura della liceità, sulla quale può essere piacevole disquisire in un bel salotto tra benpensanti, ma anche quella dello sballo, che è quella che più tenta gli adolescenti alle prese con le incertezze e le inquietudini tipiche della loro età. Gli stessi genitori, alla fin fine, sono confusi, non sanno a chi rivolgersi, oscillano tra autoritarismo e lassismo, e poiché il problema/pericolo potrebbe riguardare i loro figli preferiscono non pensarci e ripetersi: "Tanto a mio figlio non succederà mai ...". "Forse...", aggiungeva qualche anno fa un' ottima campagna di sensibilizzazione contro l ' uso di droghe.
Da qualche anno il fenomeno è diventato ancora più complesso, da quando sul mercato sono state lanciate le "droghe sintetiche". Qualcuno descrivendone le caratteristiche le definisce il prodotto perfetto: gli spacciatori non hanno più bisogno di ricorrere a pericolosi traffici internazionali, basta trasform are un piccolo garage in laboratorio chimico; si prendono per via orale, evitando tracce sul corpo; possono essere nascoste facilmente e hanno un prezzo alla portata di tutti; la produzione consente un' ampia tipologia di offerta a seconda dei gusti e delle esigenze dei consumatori.
A differenza delle droghe tradizionali (eroina e cocaina), quelle sintetiche - spesso assunte insieme all' alcool e ad altre sostanze - sono potenzialmente delle bombe ad orologeria dalle conseguenze inimmaginabili perché possono ledere il sistema celebrare, anche in maniera irreversibile, e il recupero, se va bene, diviene ancor più lungo e più complesso. Va inoltre considerato che i consumatori di droghe sintetiche e leggere, sono accomunati dal non sentirsi tossici; ma è proprio questa la trappola che questi tipi di droghe tendono loro: lasciare la consapevolezza che ci si può fermare in qualsiasi momento e senza consugenze: "Tanto lo fanno tutti..."
Per questo motivo ritieniamo opportuno "salire sopra i tetti" e rivolgerci inanzittutto ai genitori, che sono i primi responsabili dell' educazione dei figli, e al mondo della scuola per il ruolo rilevante che può svolgere. Ci rivolgiamo anche ai rappresentanti istituzionali affinché prendano coscienza della gravità del fenomeno - che non è nuovo, ma in continua evoluzione e rapida espansione - affinché dispongano risorse per una forte azione preventiva-promozionale della persona e di accompagnamento-sostegno per i soggetti più deboli.
La Federazione Italiana Comunità Terapeutiche ha elaborato il Documento "Così fan tutti" per offrire il suo contributo con la speranza che si superi l' atteggiamento attendistico e di riduzione dei danni, affinché anche per i consumatori di droghe sintetiche, poliassuntori o di sostanze leggere si possa fare molto e bene.
Bianca Costa Bozzo
Presidente FICT

   Centri Associati alla FICT  

Federazione Italiana Comunità Terapeutiche

Contro la droga: unire i giovani del mondo

Messaggio del segretario generale delle nazioni unite in occasione
della giornata internazionale contro l’abuso ed
il traffico illecito di sostanze stupefacenti il 26 giugno 1998

Quest’anno il tema della Giornata Internazionale contro l'Abuso ed il Traffico Illecito di Sostanze Stupefacenti è un appello per unire i giovani del mondo. Per quanto noi lavoriamo per realizzare l’obiettivo delle Nazioni Unite di creare nel ventunesimo secolo un mondo libero dalla droga, sono i giovani che hanno la chiave del problema.
Il desiderio dei giovani di fare nuove esperienze è essenziale per la sopravvivenza dell’umanità. La loro curiosità innata nei confronti del mondo dà vita a nuove generazioni di pensatori, artisti, scienziati e leader mondiali. Ma è proprio questa curiosità innata che viene sfruttata in modo mortale dai trafficanti di droga. Anche se la maggior parte dei giovani non ne fanno uso, essi sono tuttavia vulnerabili di fronte all’immagine della droga come qualcosa di artistico o "alla moda". Ciò è del tutto sbagliato. Noi dobbiamo, dunque, aiutare i giovani a capire che non c'è nulla di affascinante nel far uso di droghe: uno sguardo a qualsiasi consumatore abituale di droga o alla vita di un qualunque drogato ti diranno che le droghe non portano ad una vita migliore.
Mi addolora sapere di giovani che pensano di aver trovato un amico nella droga dopo essersi allontanati dalle loro famiglie a dopo essersi sentiti in qualche modo persi nel mondo. Tuttavia, i giovani impegnati nella lotta contro la droga hanno salvato migliaia di coetanei, guidandoli verso una via di uscita al fine di riacquistare un senso di sicurezza e di appartenenza ed un rinnovato amore per la vita.
All’inizio di questo mese, i leader politici si sono riuniti a New York in occasione della Sessione Speciale dell’Assemblea Generale sul Problema Mondiale della Droga. Essi hanno assunto l’impegno di mobilitare i loro Governi e la società civile affinché lottino per eliminare, o quanto meno ridurre in modo significativo, sia lo spaccio che il consumo degli stupefacenti entro il 2008.
Inoltre durante la Sessione Speciale dell’Assemblea Generale, i giovani hanno avuto l’opportunità di confrontarsi su come in futuro si possa raggiungere un mondo libero dalla droga. I giovani rappresentanti dei fora sulla prevenzione dell’abuso di sostanze stupefacenti, riunitisi questa primavera a Parigi, Francia e a Banff, Canada, hanno sottoposto alla mia attenzione un progetto di Carta della Gioventù per un Ventunesimo secolo senza droga, e una guida alle strategie di prevenzione per i giovani del mondo dal titolo La Visione da Banff. Come richiesto dagli autori, ho diffuso entrambi i documenti ai leader di tutti gli Stati membri.
La Visione da Banff, frutto del lavoro di circa 200 giovani provenienti da 24 paesi impegnati in prima linea nella lotta per il controllo della droga, afferma: "Desideriamo che i nostri leader si uniscano a noi nell’intraprendere azioni concrete per la prevenzione dell’abuso di sostanze stupefacenti fra i giovani... Le nazioni possono non solo aiutarsi a vicenda per affrontare la tossicodipendenza e porre fine alle violazioni dei diritti umani provocate dal traffico della droga, ma anche per offrire ai giovani l’opportunità di partecipare ai programmi sulla prevenzione dell’abuso degli stupefacenti".
È questo lo spirito che rende il tema odierno così importante. Dobbiamo pertanto trarre il massimo beneficio da questa iniziativa e riconoscere che da ciò dipende il nostro futuro.

Kofi Annan

ECSTASY!

Uno scoglio.
Perché questo argomento? Si tratta di uno scoglio educativo.
V’incappano ragazzi, genitori, educatori.
La situazione si sta aggravando. Un gruppo sempre più numeroso di ragazzi adolescenti ne fa uso. E si sa che, un ragazzo, dopo aver assunto questa droga per un anno, non riuscì più a dormire per tre mesi.

La discoteca.
Nelle discoteche gira la droga. Gli adolescenti ne sono protagonisti.
Lo si sa, lo si dice, lo si scrive.
Ma non per questo tutti i ragazzi che frequentano le discoteche, sono drogati e drogati di ecstasy.
Konan Sanson è un d.j. di grande esperienza, come animatore di divertimento musicale è presente in tutte le più grandi discoteche del mondo. Da alcuni anni vede il problema da vicino. In prima persona. Non come consumatore, ma come persona responsabile che ha salvato vite umane e ha portato a casa loro ragazzi e ragazzine disfatte, a rischio di morte. Beccandosi denunce, quasi fosse "il colpevole".
Il suo pensiero è riferito agli adulti, ai genitori, non ai ragazzi che sono perfettamente consapevoli di quel che fanno, ma non sempre prendono responsabilità sulle conseguenze delle loro scelte.

L’integratore.
Che cosa è l’ecstasy? Per spiegarsi, Konan usa la parola "integratore".
Nasce all’inizio degli anni ‘60, ma si viene a conoscerla all’inizio degli anni ‘80, come cura dimagrante, perché dava degli stimoli alla persona obesa, facendola muovere di più e quindi invitava a smaltire i grassi. Gli effetti negativi hanno fatto subito distogliere da quest’uso.
Fu poi usata nella guerra del Vietnam. Arrivò quindi in Italia nelle discoteche con lungo periodo di apertura. L’Italia ne ha fatto l’uso più massiccio. E il consumo più pazzo!
Il gran successo è dipeso dal fatto d’essere un potente stimolante. Un integratore. Ti permette di fare tutto ciò che vuoi, cambiando la personalità. Chi è timido supera subito il problema. Una persona non ha più bisogno di nient’altro per sentirsi felice.
Un ragazzo o una ragazza non inizia mai a drogarsi, perché è una moda, anche se a volte la compagnia può aiutare a provare. Lo fa perché lo vuole. Ha i suoi motivi.
E non è corretto affermare che l’escstasy si trova solo in discoteca. Si trova anche davanti alle scuole, in parrocchia, in piazza... e si consuma in casa.

Tipi di ecstasy.
- MDMA, prodotto di sintesi chimica: metilene di ossidi-metametadina, è tagliato con acidi, anfetamina, atropina e caffeina, che hanno un effetto più devastante, perché dura da 8 a 12 ore.
- MDA, con effetti devastanti, e può anche uccidere.
Costa solo 50.000 lire e si compra dai broker, che sono sempre minorenni e quando vengono presi dalla polizia non possono essere perseguiti penalmente. Sono rimandati a casa dai loro genitori, che molto spesso si limitano a fare un rimprovero

Effetti e danni.
La persona corre rischi seri quando assume la sostanza.
L’Mdma viene assunta dai ragazzi prima di andare in discoteca, perché l’effetto arriva dopo un’ora circa e così chi la prende arriva già tutto bello pimpante.
I più grossi traffici vengono fatti al di fuori della discoteca, e i genitori non si accorgono perché scambiano le pasticche per banali aspirine.
Le pasticche possono essere di tre tipi: marroncina, come le M&M’S, rosata e bianca. La marroncina è quella più potente.
Per sapere se la pasticca è droga, basta metterla in un po’ di candeggina: se la candeggina si colora, è droga. Oppure prenderne un pezzettino e metterlo sotto la lingua: è droga se si sente un forte bruciore e poi una sensazione come l’anestesia del dentista.
Quando si assume un’ecstasy, dopo 10 minuti circa, comincia l’aumento della temperatura corporea e anche il cuore comincia a battere e dà tachicardia e la pressione sanguigna comincia a crescere. C’è una pressione continua con alti e bassi, come un martello, ma i ragazzi sono talmente presi dalla musica e dagli amici che non se ne accorgono. Provoca quindi un vizio cardiaco.
Poi comincia una respirazione affannosa e faticosa, che può provocare degli enfisemi polmonari.
L’effetto pieno avviene dopo circa un’ora.
La persona che assume questa droga si sente forte come un toro e può ballare per ore ed ore senza accorgersi della stanchezza e sudando moltissimo, tanto da perdere tutti i sali minerali nel giro di mezz’ora. Questo fenomeno è favorito pure dalle temperature altissime che possono formarsi in discoteca.

La personalità di una droga.
Ma non colpisce solo organi fisici. Altera profondamente la personalità. Bisogna pensare che per smaltire l’ecstasy ci vogliono anni. E può provocare danni irreparabili sul sistema neurovegetativo, riproduttivo e vascolare.
La sudorazione aumenta in base anche alla temperatura del corpo, oltre i 42 gradi. Ci possono allora essere casi di meningite. Ecco perché è molto importante bere acqua e non superalcolici. Questo consiglio lo si dà a tutti coloro che vanno in discoteca.
L’alcol ricarica la forza devastante della droga, che raddoppia la sua potenza.
Ci sono poi i conati di vomito, dovuti all’alcol, ma l’ecstasy toglie l’effetto alcol e ti fa sentire perfetto. Quando però finisce il principio attivo dell’ecstasy, resta solo l’effetto dell’alcol.
E’ per questo che succedono tanti incidenti mortali sulle strade. Cessato l’effetto ecstasy, in quel momento sei ubriaco fradicio. Perdi completamente tutte le forze e crolli per terra. Di colpo. Ogni percezione è sovvertita. Se sei alla guida è una catastrofe.

In delirio.
L’ecstasy provoca inoltre nausee, vomito e allucinazioni visive e uditive, perché sei completamente alterato.
Quelle audiovisive sono le peggiori, perché metti insieme la musica con delle cose incredibili, con una forte forza fisica.
La cosa più grave è che provoca delirio di onnipotenza. Non si ha paura di niente, ci si sente "super". Per questo molti ragazzi che hanno problemi di socialità, trovano nella pasticca la soluzione a tutti i loro problemi relazionali.
C’è un’alterazione della persona. Il cervello mette in moto una serie di dati che non sono più quelli reali e tendono a prevalere sulla ragione della persona. C’è gente che senza la droga non sa più divertirsi, ma sotto l’effetto della droga recupera una parlantina favolosa. Quindi questa gente crea ogni settimana una rincorsa a procurarsi la droga per la settimana successiva.
I neurotrasmettitori vengono alterati e la persona diventa un malato. E’ alterato anche il sistema di informazioni al cervello. Quindi la persona non si accorge di fare dei movimenti strani: è come un computer-robot che va in tilt.
Tutti i tabù vengono eliminati e anche la persona più timida si sente forte. Una persona che è sotto la droga deve essere ascoltata, perché all’improvviso può diventare pericolosa, in quanto non si rende conto della sua situazione.

Passaporto per l’infezione.
Il peggior pericolo oggi è l’Aids. Da evitare, ovvio. Ora l’ecstasy toglie e distrugge tutto il sistema immunitario (e non è solo questa sostanza a produrre tali effetti di immuno-deficienza!).
Se vuoi diventare una calamita per tutti i virus e per tutte le malattie circolanti, consuma l’ecstasy, questo "splendido integratore!". Anche l’ironia serve!
Ma potrebbe essere anche solo la prima e unica pasticca a essere fatale, di fronte a qualsiasi infezione. Con l’ecstasy, il "furbo" pensa di far fuori anche i virus.
E allora serve poco pure l’ironia. Per una sera di gloria, può formarsi il dramma che dura per il resto della vita.
Lo spinello è pur sempre una cosa naturale, al confronto dell’ecstasy, che è una droga chimica e crea un’istantanea dipendenza psicologica.
La testa non funziona più.
Ma ti resta la voglia di sperimentarla ancora.
L’ecstasy non è una droga leggera o ricreazionale, come si dice sbagliando. Ci si diverte poco, quando manca la testa e a far girare il cuore è una sostanza.
L’ecstasy è pure il primo passo per altre "curiosità" dalle conseguenze devastanti.
L’ecstasy ha una personalità chimica brutale che si sostituisce a ogni altra personalità.
Chi sbatte in questo scoglio, rischia di infrangere per sempre la sua identità.

     

Giovani traditi dall'ecstasy

di Carlo Climati
md3416@mclink.it
La discoteca rappresenta una risposta a un sano e comprensibile desiderio dei giovani: quello di riunirsi per trascorrere qualche ora ballando, incontrando altri amici.
Questo è il punto di partenza, che accomuna tanti ragazzi. E fino a qui, non ci sarebbe nulla di male. Ma il punto d'arrivo, a volte, è ben diverso. Si inizia con un semplice desiderio di ballare, e si finisce con il consumare droga o morire in automobile, sulla strada del ritorno a casa.
Ciò significa che qualcosa non funziona. La voglia di divertimento dei ragazzi viene tradita dai "burattinai" di turno. Ovvero: da chi gestisce le discoteche e si arricchisce sulla pelle dei giovani, creando ambienti pericolosi e facendo finta di non vedere ciò che accade nei propri locali.
Nell'oscurità della notte, infatti, si nasconde un grande nemico. Un traditore che si presenta con un volto simpatico, innocuo, amichevole. Si chiama "ecstasy". E' la nuova droga che miete vittime in molte discoteche, in ogni parte del mondo.
L'ecstasy è una pillola colorata, venduta in molti locali da ballo. E' il principale strumento di autodistruzione delle nuove generazioni, sempre associato al suono assordante e martellante della musica da discoteca.
Si ingerisce con facilità e non desta le preoccupazioni di altri tipi di droga (come, ad esempio, il rischio di contrarre l'Aids).
Chi consuma l'ecstasy crede di assumere dei "superpoteri", come certi personaggi dei fumetti. In realtà, l'unico vero potere ce l'ha la droga, ed è quello di rendere lentamente schiavi.
Il prezzo che si paga, ingerendo certe pastiglie, è altissimo. L'ecstasy produce un'eccitazione del tutto innaturale e una perdita di consapevolezza delle reazioni del proprio corpo.
Il rischio mortale è legato al possibile colpo di calore, dovuto all'eccessiva attività fisica e all'aumento critico della temperatura corporea.
Il vero dramma è che i giovani non sono assolutamente consapevoli delle terribili conseguenze di questo nuovo tipo di droga. Non a caso, l'ecstasy viene offerta sotto forma di pastiglie che hanno un'apparenza simpatica, accattivante, affascinante.
Alcune pillole raffigurano disegni che si ispirano ai personaggi dei fumetti e dei cartoni animati. Ad esempio: Superman, Batman, Snoopy, Popeye (Braccio di Ferro), Fred e Barney (i due protagonisti della serie "Flintstones"), Mammolo, Dotto (i nani di Biancaneve) e altri.
Ci sono, poi, immagini di animali (colomba, cane, gatto, passerotto, bulldog, rondine, toro, cavallo), o simboli grafici di marche di automobili e sigarette. Altre volte, le pillole vengono semplicemente definite con nomi di donna, di gruppi rock o con parole che fanno riferimento al sesso.
Naturalmente, non tutte le discoteche sono uguali e non bisogna cadere nell'errore di generalizzare. Ma al tempo stesso, non si devono chiudere gli occhi di fronte alla realtà. Alcuni problemi esistono e non si possono nascondere.
La notte sembra essersi trasformata in un enorme palcoscenico in cui, spesso e volentieri, è di scena lo spettacolo del cattivo gusto. Lo specchio perfetto di questa tendenza è racchiuso nei biglietti che pubblicizzano alcune feste in discoteca.
Si tratta di cartoncini colorati, di varie dimensioni, che vengono distribuiti gratuitamente ai ragazzi per invitarli a partecipare a un particolare evento. Molti di questi biglietti d'invito non si limitano soltanto a fare pubblicità a discoteche, ma raffigurano immagini con contenuto violento e brutale. Proviamo ad osservarne alcuni.
Il più impressionante è certamente quello che ospita la foto di due bambini, deformata al computer, con una grande scritta in lingua inglese: "Father I wanna kill you" (Padre, io voglio ucciderti). Altrettanto agghiacciante è il cartoncino pubblicitario in cui spicca l'immagine di un teschio con gli occhi infuocati e i denti da vampiro. Intorno al cranio c'è una corona di spine. Sullo sfondo, si vedono alcuni uomini incappucciati che bruciano delle croci.
Un altro biglietto raffigura un condannato a morte sulla sedia elettrica. Sotto, c'è una scritta beffarda: "Elettroshock for your minds" (Elettroschock per le vostre menti).
Spesso si trovano disegni o simboli tipici del mondo del satanismo. Ad esempio, un cartoncino raffigura un demone, con le corna, che sta per avventarsi su una donna nuda. Un altro mostra l'immagine di un uomo urlante che sovrasta una stella a cinque punte in un cerchio.
Si tratta di un simbolo che viene utilizzato nei riti satanici o di stregoneria. La festa pubblicizzata, non a caso, si chiama "Inferno".
La stessa stella compare sul petto di un bambino circondato dalle tombe di un cimitero, in un biglietto che pubblicizza una festa di Capodanno. Intorno ci sono delle scritte dal sapore enigmatico: "L'anno vecchio è morto. ma quello nuovo è così malato.". E ancora: "Buon anno nuovo e buona malattia a tutti".
Scritte di questo genere, strane e inquietanti, si possono trovare spesso sui cartoncini d'invito di alcune discoteche. Ecco, ad esempio, che cosa si legge su un biglietto che pubblicizza una festa intitolata "Mater tenebrarum" (dal latino "Madre delle tenebre"): "Ella sfida Iddio. Ella è anche la madre delle follie; l'ispiratrice dei suicidi. Molto si affondano le radici del suo potere; ma ristretto è il numero di coloro su cui domina. Poiché ella può avvicinare solo coloro in cui una natura profonda è stata sconvolta da un'intima convulsione; coloro in cui il cuore trema e il cervello vacilla sotto i colpi combinati di tempeste interne ed esterne".
Se questi sono i biglietti d'invito, possiamo ben immaginare che cosa troveranno i ragazzi nelle feste che vengono pubblicizzate. Sicuramente, non un ambiente positivo.
A peggiorare la situazione, poi, sono i modelli di vita proposti da certi cantanti, molto ascoltati dai giovani, che esaltano il culto della droga in canzoni, concerti ed interviste. Così facendo, finiscono per incoraggiare l'idea di una droga "simpatica", accettabile, con cui sarebbe possibile convivere senza problemi.
Non meravigliamoci, allora, se esiste l'ecstasy in discoteca. La non-cultura delle pillole colorate è figlia di certi "cattivi maestri", che tradiscono i sogni e le speranze dei ragazzi.
Fortunatamente, nel mondo della musica, stanno aumentando sempre di più le testimonianze di artisti che abbandonano la droga e diventano modelli positivi per i giovani. Un caso significativo è quello di Roberto Bignoli, cantautore portatore di handicap, protagonista di una storia bellissima, raccontata nella videocassetta "Una voce per la speranza" (Edizioni Messaggero S. Antonio di Padova - Pater TV).
Roberto ha vissuto da bambino l'esperienza della povertà e della malattia, per passare successivamente a quella della droga e del carcere. Ma poi è arrivata la luce. La fede ha cambiato radicalmente la sua vita, indicandogli una strada nuova.


Oggi Roberto Bignoli è uno dei più noti e apprezzati cantautori di ispirazione cristiana. Sposato con Paola, è papà di due bellissime bimbe: Mariastella e Mariachiara. Nel dicembre 2001 ha ricevuto a Washington il premio "Unity Awards", come migliore artista cristiano internazionale.
L'infanzia di Roberto è stata drammatica. Figlio di una ragazza madre, si è ammalato di poliomielite e ha vissuto per anni in vari istituti. "Nella mia gioventù - racconta Roberto - provavo una profonda sensazione di rabbia. E l'ho sfogata attraverso l'esperienza della droga, che mi ha condotto anche in carcere. Sono stati anni difficili, in cui mi illudevo di trovare la felicità fuggendo dal mondo. Poi, col passar del tempo, ho capito che tutto questo era un inganno. La droga non può e non potrà mai essere una risposta, una soluzione ai propri problemi. E' ciò che cerco di comunicare, oggi, ai tanti giovani che cercano un'evasione nell'ecstasy. Vorrei invitarli a usare la testa e a capire che la vita non può essere sprecata in questo modo. Deve diventare, invece, una stupenda occasione per fare del bene e aprirsi agli altri".

Carlo Climati
Tel. 06 88642549
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