Lo scaffale dell'arte  pag. 1
 

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L'arte romantica

Classico e romantico
le due facce della cultura fra XVIII e XIX secolo

I termini classico e romantico si riferiscono a due grandi fasi della storia dell'arte: il classico è legato all'arte del mondo antico, greco-romano, e a quella che veniva considerata la sua rinascita nella cultura umanistica del XV e XVI secolo; il romantico all'arte cristiana del Medioevo e più precisamente al romanico e al gotico.

Il romanticismo fu una vera e propria rivoluzione visiva, letteraria e spirituale. La parola, l'immagine e anche la musica espressero un particolare modo di sentire e di pensare. In reazione al razionalismo illuministico, si imposero il senso della natura spontanea e libera e la valorizzazione dei sentimenti e delle passioni.


Eugène Delacroix (Francia, 1798-1863)
Ragazza orfana al cimitero (1824) (particolare)
Parigi, Musée du Louvre

Eugène Delacroix, pittore ed incisore, fu il   caposcuola della pittura romantica francese

L'Ottocento fu un secolo  di grandi trasformazioni sociali, politiche, filosofiche. Sotto l'impulso della nuova mentalità illuministica, anche nell'arte le tendenze mutarono rapidamente. Durante la rivoluzione francese, che aveva modelli repubblicani, e nel periodo napoleonico, che si riferiva a modelli dell'età imperiale, vi fu un ritorno agli ideali di bellezza dell'antichità greco-romana. In contrapposizione a questa tendenza sorse il romanticismo, che valorizzava l'immaginazione, e i sentimenti, il fantastico e il misterioso. Soprattutto nella pittura il movimento romantico cercò di rompere la tradizione accademica. In Italia nacque la pittura dei macchiaioli. Ma fu in Francia, con la corrente pittorica degli impressionisti,  che si compì una vera e propria rivoluzione nel campo delle arti visive. Abbandonati definitivamente i contenuti religiosi o di esaltazione dei potenti, la pittura si rivolge ai paesaggi, alle cose comuni, alle scene di vita quotidiana. La scoperta e la diffusione della tecnica fotografica spinge però gli artisti ad allontanarsi sempre più dalle esigenze di riprodurre fedelmente la realtà. I pittori si dedicano al colore, che la fotografia non ha ancora. 

Caspar David Friedrich (Germania, 1774-1840)
L'abbazia nel querceto (1809)

Caspar David Friedrich è stato il più importante interprete, in pittura, dello spirito romantico tedesco. 
Friedrich esprime l'alta sublime malinconia, la solitudine, l'angoscia esistenziale dell'uomo di fronte a una natura arcana e simbolica. Il rapporto è quasi sempre di attrazione ma ciò non esclude la separazione, l'incomunicabilità, l'isolamento nostalgico dell'uomo "civile" nei confronti della natura.

 

 

«Perché mai, mi hanno chiesto più volte, come soggetto dei tuoi dipinti scegli la morte, la caducità e il sepolcro? Per vivere eternamente, spesso ci si deve arrendere alla morte»
Caspar David Friedrich 

 

 

Théodore Géricault (Francia,1791-1824)
Studio di un modello
Moscow, Russia, The Pushkin Museum of Fine Art

 

Théodore Géricault (Francia,1791-1824)
La zattera della Medusa (1818-19) - 7,16 x 4,19 m
Parigi, Musée du Louvre

Nel 1816 la fregata "Medusa", che faceva parte di una spedizione diretta in Senegal, si incagliò e l'equipaggio dovette lasciare la nave. Gli ufficiali si imbarcarono sulle scialuppe, mentre 150 uomini e una donna furono imbarcati su una grande zattera e abbandonati a se stessi. Solo tredici giorni dopo furono avvistati da una nave che salvo i quindici superstiti.
Questo è dunque un quadro di storia contemporanea, costruito su un fatto di cronaca che aveva scosso profondamente l'opinione pubblica: il pittore si fa interprete del sentimento popolare. Dopo i tanti quadri che celebravano l'epopea napoleonica, questo ribalta la concezione stessa della storia: non è più eroismo e gloria ma disperazione e morte, non più trionfo ma disastro.

Théodore Géricault (Francia,1791-1824)
Alienata con monomania dell'invidia
Londra, Musée des Beaux-Arts

Géricault  diverge bruscamente dal classicismo e si ricollega a Michelangelo e al Caravaggio, aprendo coraggiosamente il filone del realismo. I temi preferiti da Géricault sono: cavalli in corsa e in battaglia, soldati e combattimenti furiosi, maschere stravolte di pazzi, teste di ghigliottinati. Motivi collaterali: la follia, come dispersione ultima dell'energia al di là della ragione; la morte, come brusca rottura del flusso energetico. 
Realismo per
Géricault è la disfatta dell'ideale, l'inutilità e la negatività della storia, l'ostilità  tra l'uomo e la natura, l'incombere della morte negli atti della vita.

 
I testi di queste pagine sono tratti da:   L'arte moderna - Giulio Carlo Argan - Sansoni per la scuola
La storia dell'arte - M. C. Prette, A. De Giorgis - Giunti 
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