Approfondimenti

 

La stregoneria

 

La vicenda della caccia alle streghe esplose nei secoli XV e XVI e tramontò tra la fine del Seicento e la prima metà del Settecento.Tuttavia la magia nera e la stregoneria non sono un patrimonio esclusivo dell'età moderna ma si presentano come una costante significativa della società umana. Da sempre esistono sortilegi, forme di fattucchieria e, più in generale, una visione magica del mondo.
Le culture antiche spesso non facevano distinzione tra magia, scienza e religione: tutti potevano essere mezzi validi per comprendere e controllare l'universo. Solo successivamente queste funzioni, a poco a poco, si differenziarono fra di loro.

Negli idiomi moderni, i termini con cui si designano streghe e stregoni hanno un'origine assai varia:
in italiano collegabile al latino strix (letteralmente, un uccello notturno: la strige o barbagianni); In francese sorcier/sorcíère deriva dal latino sortilegus/sortilega, che originariamente indicava coloro che traevano le sortes o, più in generale, i "divinatori"; In inglese, invece, wizard/witch deriva dal sassone wicca/wicce, ossia "saggio/saggia.a" o "sapiente", mentre sorcer/sorceress, prestito del francese, si ricollega all'etimologia originaria, indicando gli indovini. In tedesco Hexer/Hexe, al pari di wizard/witch, ha nell'etimo un significato sapienziale.

Poiché l'evoluzione delle parole è saldamente legata alla storia dei fenomeni che designano, è facile capire che l'identificazione della stregoneria come concetto separato rispetto ad altri aspetti del mondo "magico" è un percorso tutt'altro che lineare. Tale complessità semantica rispecchia l'eterogeneità della stregoneria e della "caccia alle streghe" quali si conobbero in Europa fra Quattro e Settecento. Sulla genesi del fenomeno pesarono alcuni fattori di tipo sociale. Com'è noto, nel Trecento una grave crisi coinvolse il pontificato, mentre le carestie e le epidemie flagellavano la popolazione. Con l'acutizzarsi dei disagi crebbero le paure collettive, e montò una crescente diffidenza verso quei gruppi - eretici, lebbrosi, omosessuali, ebrei - che per condizione fisica, sociale, economica o culturale apparivano "marginali".

Il passo per giungere alle accuse di stregoneria - possibile sul piano giuridico dal momento che la magia costituiva un crimine, equiparato dai canonisti all'eresia - appariva breve.

 

I trattati di demonologia ricorrono alle Sacre Scritture - in cui si condannano a più riprese la divinazione e il maleficio - per giustificare in modo incontrovertibile la necessità di perseguire la stregoneria. La condanna biblica per coloro che si allettavano col demonio era la morte: "Non lasciar vivere i malefici", recita un passo dell'Esodo.

 

Quando invece si parla di stregoneria in situazioni nelle quali la cultura europea non è presente, o comunque non è dominante, è importante tener conto di una fondamentale premessa: la stregoneria vera e propria è circoscrivibile a un ambito (quello europeo) e a un periodo (grosso modo compreso fra il tardo Medioevo e il Settecento) che ne fanno un fenomeno storico ben preciso, caratterizzato soprattutto dalla connotazione diabolica, per ovvi motivi assente in culture non cristiane.

Diverso è il discorso per la magia in generale, o per forme di magia particolari quali il maleficio, che si riscontrano invece in un alto numero di società e di epoche; il maleficio è una componente importante anche nella stregoneria europea, ma i due concetti non sono del tutto sovrapponibili.

Quando gli antropologi parlano di stregoneria in Africa o in America latina non si riferiscono a fenomeni paragonabili alla "caccia alle streghe" sperimentata in Europa, ma più in generale a pratiche di magia malefica solo parzialmente equiparabili alla "nostra". 

 

 

 

 


La "caccia alle streghe"

 

Non è possibile dare una definizione della stregoneria accettabile da tutti e in ogni epoca. 
In Europa tra il XV e il XVII secolo il questo termine indicò "un culto organizzato dal demonio" fondato sul "patto che una creatura umana si voleva che avesse stretto con il diavolo, in seguito al quale essa abbandonava la fede e il culto del Dio cristiano per seguire il dio del male - il demonio, appunto - ed entrare nella schiera dei suoi seguaci". 
A questo punto la magia nera diventa eresia ed è perseguibile dalla chiesa.

Tutto poteva partire da un'accusa, anche anonima. 
Bastava una ciocca di capelli, uno spillone o un pugno di terra trovato in casa della presunta vittima, e il maleficio era provato.
Si cercava poi il "marchio", un segno di varia grandezza o un punto insensibile che si credeva il demonio avesse impresso sul corpo del suo seguace per indicarne il possesso. Alla tortura, poi, era spesso affidato l'incarico di convincere i sospettati (in maggioranza donne) a confessare i loro delitti.
Streghe e stregoni si radunavano di notte, generalmente in luoghi solitari, nei campi e sui monti. Talvolta arrivavano volando, dopo essersi spalmati il corpo di unguenti, a cavallo di bastoni o di manici di scopa; talvolta invece in groppa ad animali, o trasformati in animali essi stessi. Coloro che venivano ai raduni per la prima volta dovevano rinunciare alla fede cristiana, profanare i sacramenti e prestare omaggio al diavolo, presente in forma umana oppure (più spesso) in forma animale o semi-animale. Seguivano banchetti, danza, orge sessuali. Prima di tornare alle proprie case streghe e stregoni ricevevano unguenti malefici, confezionati con grasso di bambino e altri ingredienti.

Carlo Ginzburg, Storia notturna. Una decifrazione del sabba.,Torino, Einaudi, 1995


Italia

In Italia furono celebrati alcuni fra i primi processi per stregoneria; tuttavia, e nonostante l'alto numero di procedimenti giuridici svoltisi fra i secoli XV e XVII, le condanne al rogo risultano relativamente poche. Fanno eccezione le vallate alpine, una delle zone europee in cui le persecuzioni - concentrate soprattutto nel Seicento - furono più feroci. 

Se l'Italia ha un luogo "privilegiato" nella storia della stregoneria, questo è senz'altro Benevento, meta usuale del "volo magico" e del sabba delle streghe. La tradizione "magica" della città è antica; in epoca precristiana era infatti sede di un culto alla dea Iside; ma è soprattutto nei secoli altomedievali che si pongono le basi per decifrare il "rnito" beneventano.
Le notizie intorno a Benevento come luogo di diabolici incontri notturni risalgono al secondo decennio del Quattrocento; ne accenna il predicatore Bernardino da Siena durante il Corso senese del 1427, pur senza parlare esplicitamente di streghe.
Più interessante la testimonianza offerta dagli atti del processo contro una certa Matteuccia da Todi, accusata di essere "pubblica incantatrice, fattucchiera, maliarda e strega". Oltre a confessare l'assassinio di numerosi bambini, Matteuccia afferma che con altre streghe si recava presso il Noce di Benevento servendosi di una formula magica che rimarrà famosa:

"Unguento, unguento
mandame a la noce de Benivento,
supra aqua et supra ad vento
et supra ad omne maltempo"

 

Germania

I fattori che hanno maggiormente pesato sulla storia della stregoneria in Germania sono due: l'affermarsi della Riforma, con il conseguente conflitto tra cattolici e protestanti, e la frammentazione del potere politico. Entrambi hanno avuto un ruolo negativo, finendo con l'incrementare la "caccia alle streghe".

Lutero e Calvino non si soffermano mai a lungo sul fenomeno stregonico; tuttavia, nei loro scritti e nel loro pensiero Satana ha un ruolo centrale. Anche se nessuno dei due riformatori ha elaborato una demonologia innovativa, il diavolo è a loro avviso una presenza costante e attiva nel mondo, e la lotta contro il suo potere assume talvolta caratteri che rasentano l'ossessività. Di conseguenza, essendo le streghe emissarie del diavolo e complici dei suoi misfatti, nel mondo riformato si ponevano le premesse per una "caccia" intensa e determinata.

Inoltre, la compresenza in molte aree germaniche di gruppi cattolici e riformati creava frequenti situazioni di tensione, e l'accusa di stregoneria poteva essere la conseguenza - più o meno cosciente - di tali conflitti, spingendo membri di una comunità a scagliare accuse contro gli esponenti dell'altra.
Inoltre la scarsa forza del potere centrale faceva sì che ogni città potesse comportarsi verso il problema con un certo grado di autonomia, e soprattutto con la quasi assoluta certezza di non dover poi render conto del proprio operato in caso di abusi, che furono commessi numerosi nel corso di selvagge "cacce alle streghe".

C'è un luogo in particolare che nell'immaginario comune si lega alla stregoneria tedesca: è il Blocksberg (l'attuale Brocken), la cima principale della catena dello Harz, a est di Altenau, dove secondo la tradizione si riunivano le streghe nella notte di Valpurga. Probabilmente, tali credenze affondano le radici nell'antica mitologia germanica: le streghe avrebbero, per così dire, "sostituito" le Valchirie (ossia le seguaci di Odino, guardiane del mondo infero e accompagnatrici delle anime dei defunti, che in alcune notti si voleva vagassero in corteo sulla terra) per il diffondersi della demonologia inquisitoriale, che copriva le tradizioni locali sotto il velo uniformante delle proprie teorie. Come per il Noce di Benevento in Italia, molte streghe tedesche confessavano di essersi recate in volo sul Blocksberg e di avervi celebrato il sabba.


Francia

Il nesso con l'eresia appare evidente in uno degli episodi più significativi della "caccia alle streghe" francese, la cosiddetta vauderie d'Arras dove, agli inizi della seconda metà del Quattrocento, un eremita era stato condannato per stregoneria e, prima di morire, aveva confessato di aver avuto dei complici. Arrestati e sottoposti a tortura, anche questi finirono per confessare lo stesso crimine, denunciando a loro volta altre persone.
La "caccia" cominciò dunque a profilarsi in tutta la sua drammaticità, coinvolgendo un numero sempre più alto di imputati. Chiamati "valdesi" (vaudois) come gli eretici del passato, essi venivano accusati di formare una setta criminale al servizio del demonio, che incontravano nel corso di riunioni notturne alle quali giungevano in volo, a cavallo di piccoli bastoni, dopo essersi cosparsi di unguento magico. Durante il sabba rinnegavano la fede cristiana e prendevano l'impegno di commettere ogni genere di nefandezza, come diffondere epidemie o rendere infecondi i campi e sterili gli uomini e le donne. 



Spagna

A lungo la Spagna è stata perseguitata da una leggenda "nera": culla dell'Inquisizione, sarebbe stata per questo sede privilegiata di efferatezze contro ebrei e streghe. In realtà, analisi più accurate e mondate degli antichi pregiudizi hanno dimostrato come fu proprio l'organizzazione inquisitoriale a salvare il paese dalle esplosioni incontrollate di violenza che altrove condussero i poteri periferici, privi di riferimenti "centrali" a esercitare la giustizia con abusi e dispotismo.

La Spagna, pur non esente dalla mania antistregonica, registrò un uso giudiziario della tortura assai moderato e un numero di vittime molto basso, se paragonato all'Europa centro-settentrionale: i tribunali erano infatti piuttosto restii a comminare la pena capitale, preferendo generalmente condanne più blande. Inoltre, le accuse erano sempre più simili a quelle tradizionali di magia, piuttosto che di stregoneria per così dire "moderna", cioè corredata di patti e omaggi demoniaci, volo magico, sacrifici di bambini e altro.

Isole britanniche 

L'Inghilterra conobbe il suo periodo peggiore nel quarto decennio del Seicento - cioè, non casualmente, negli anni dell'intollerante e cruenta rivoluzione di Cromwell - a causa della terribile "caccia" scatenata da Matthew Hopkins, il Witch Finder General: in questa occasione le esecuzioni furono centinaia.

Le persecuzioni di quegli anni si distinsero non soltanto per la particolare crudeltà con cui furono condotte, ma anche perché introdussero nei procedimenti inquisitoriali elementi demonologici simili a quelli continentali, in altre occasioni praticamente assenti dal panorama inglese.

Nelle lande più remote di Scozia e Irlanda, dove le antiche credenze avevano tenacemente resistito, emergono tracce di miti celtici: vi si narra di creature simili agli elfi, esseri che popolano il mondo infero. La demonizzazione di queste figure condotta nel corso di secoli di cristianizzazione non ne aveva occultato del tutto la memoria, come si evince dalle testimonianze rese da streghe e stregoni nel corso di numerosi processi.


Stati Uniti

Il New England della fine del Seicento difficilmente può essere considerato un luogo extraeuropeo, dati i forti legami culturali che i coloni conservavano con la propria terra d'origine. Tuttavia, è anche vero che la stregoneria vi assunse caratteri suoi propri, che gli conferivano un segno per certi versi differenziante, come mostra il caso di Salem; tali elementi sono l'ingresso, sia pur marginale, di personaggi latori di una cultura "altra" rispetto a quella europea (in questo caso due schiavi di origine caraibica), e il particolare tipo di comunità - chiusa, ossessionata da preoccupazioni demoniache - che i puritani avevano creato nel New England; difatti, in altre regioni americane la "caccia alle streghe" fu pressoché assente. A scatenare il caso contribuì molto lo smodato interesse che percorreva la comunità - già colpita da forti tensioni socio-economiche - per i trattati in materia di stregoneria e di possessione. Intorno al 1691 alcune ragazzine avevano tentato esperimenti di divinazione; successivamente erano state colte da turbe e strane visioni, che gli adulti interpretarono come causate da malefici; dietro indicazione delle stesse giovani vennero incarcerate tre donne. Ma i fenomeni non cessarono con i primi arresti, e anzi le denunce finirono per coinvolgere oltre un centinaio di persone. Molte furono le condanne a morte, interrotte solo dall'interessamento alla vicenda di alcuni pastori che - mossi da considerazioni giuridiche sull'inadeguatezza dei procedimenti osservati - misero fine alle persecuzioni.

Nel 1999 il successo del film The Blair Which Project di Dan Myrick & Eduardo Sanchez ha risollevato l'interesse per una leggenda di fine Settecento: la strega di Blair
Questa la cronologia: febbraio 1785 - nel villaggio di Blair, Elly Kedward è accusata di aver adescato alcuni bambini per usarne il sangue. Processata, è giudicata rea di stregoneria e bandita dal villaggio durante un inverno particolarmente rigido e pertanto ritenuta morta. Quello stesso inverno tutti gli accusatori di Elly Kedward, insieme a metà dei bambini, scompaiono misteriosamente. Gli abitanti di Blair credono sia la maledizione della strega e abbandonano la cittadina. Nel 1809 viene pubblicato un libro, "The Blair Witch Cult", che racconta di una città su cui grava la maledizione di una strega. Nel 1941 viene impiccato, dopo un processo sommario, Rustin Parr reo confesso dell'uccisione di diversi bambini scomparsi negli anni precedenti. Parr dichiara di aver commesso gli omicidi per obbedire alla voce di "una vecchia".

Il "Malleus Maleficarum"

Nel 1486,due domenicani, scrissero e pubblicarono quello che ancora oggi resta probabilmente il più noto e citato tra i moltissimi trattati sulla stregoneria: il Malleus maleficarum (il Martello delle streghe), diviso in tre parti. 
Una prima parte afferma la necessità di credere nella setta delle "maleficas", che hanno stretto un patto col demonio, la seconda suggerisce i possibili mezzi di difesa mentre la terza è tutta dedicata alla procedura con cui si devono perseguire i sospetti.
La netta prevalenza femminile tra i perseguitati dall'accusa di stregoneria è l'aspetto più appariscente del fenomeno. Un fatto questo che attesta da sé la violenta misoginia del trattato.


dal Malleus Maleficarum:

"Ma poiché ai giorni nostri la perfidia si riscontra più spesso nelle donne che negli uomini, come l'esperienza ci insegna, noi, cercando di stabilirne meglio la causa, possiamo affermare, completando quello che è stato detto: poiché esse mancano di forze sia nell'anima che nel corpo, non c'è da meravigliarsi se cercano di stregare chi odiano. In quanto all'intelligenza e alla comprensione delle cose spirituali, esse sembrano appartenere ad una, natura diversa da quella degli uomini - è un dato comprovato dall'autorità della ragione e che trova molti esempi nella Scrittura. Terenzio dice: 'Le donne sono da paragonarsi a dei bambini per l'inconsistenza del pensiero". E Lattanzio nelle sue Istituzioni: 'Eccetto Temesti, forse che una sola donna ha appreso la filosofia?". [...]
In realtà la ragione naturale consiste nel fatto che è più carnale dell'uomo: lo si vede dalle sue molte perversioni. D'altra parte c'è come un difetto di origine nella creazione della prima donna, poiché è stata fatta con una costola curva, una di quelle del busto, ritorta e come opposta all'uomo. E da questo difetto deriva che, essendo un animale imperfetto, essa inganna. [...] Ancora lo si è constatato nel caso della prima donna, che per natura aveva una fede più debole; [..] L'etimologia del nome, del resto, lo dimostra: foemina viene da fe [fede] e minus [minore], perché sempre essa ha ed è capace di conservare minore fede. [..]
Infine per quello che riguarda il desiderio carnale del loro corpo: dove provengono tanti degli innumerevoli mali della vita umana? A buon diritto possiamo affermare con Catone l'Uticense: "Se il mondo potesse esistere senza donne, noi non vivremmo lontani dagli dei".

A partire dalla pubblicazione del Malleus il contenuto fondamentale [della costruzione stregonesca] non mutò mai. Non vi furono innovazioni, ma nemmeno alcun declino. Esso [Il Malleus] costituì un mostruoso serbatoio teorico del quale si nutrirono le persecuzioni successive.

Trevor-Roper, Protestantesimo


Le streghe nella letteratura

I racconti sulle streghe offerti dalla letteratura antica sono innumerevoli. Nell'Arte poetica Orazio parla di Lamiae che mangiano i bambini e poi ne restituiscono i corpi apparentemente intatti, ma internamente svuotati. Ovidio racconta nei Fasti di donne-uccello che insidiavano la vita degli uomini e dissanguavano i bambini. Non meno orrifica la magia della Medea di Seneca che "sminuzza le erbe micidiali, spreme la bava velenosa dei serpenti, vi mescola uccelli sinistri ..." , mentre due delle più belle descrizioni delle streghe quali esseei metamorfici ci vengono dal Satyricon di Petronio e dall'Asino d'oro di Apuleio.

Le streghe del Macbeth
Nel calderone delle tre streghe che predigono il futuro a Macbeth viene utilizzato ogni genere di elemento attinto dal mondo naturale, ma anche da cupi sacrifici umani, come vogliono tanto la tradizione antica, quanto quella moderna.
E' interessante notare come Shakespeare colleghi le sue streghe a una natura pagana e non invece a Satana; un dato in cui è forse possibile leggere la sua estraneità rispetto alla demonologia ufficiale.

ACT  1
SCENE  A 

(Thunder and lightning. Enter three Witches)

First Witch When shall we three meet again In thunder, lightning, or in rain?
Second Witch When the hurlyburly's done, When the battle's lost and won.
Third Witch That will be ere the set of sun.
Atto primo
Scena prima.

(Una radura. Tuoni e lampi. Entrano tre streghe.)

Prima strega: Quando ci rivedremo noi tre? Tra tuoni, lampi o raffiche di pioggia?
Seconda strega: Quando il tumulto sarà finito e la battaglia vinta e perduta.
Terza strega: Avverrà prima che il sole tramonti.

Shakespeare, Macbeth
Il Faust
Il tema contrale del Faust, ossia il patto tra uomo e demonio, ha un modello antico nella leggenda greca di Teofilo. La storia di Faust invece - nata forse nel Quattrocento - è stata poi arricchita dalla straordinaria fantasia di Goethe con l'inserimento di temi tratti dal folklore germanico e dalla tradizione classica.La strega di Goethe e una schiava del demonio che rimescola intrugli nel suo calderone, spicca il volo dal camino e vive circondata da gatti mammoni. Nella Notte di Walpurga, invece, Goethe mette in scena l'ascesa al Blocksberg e il sabba che ne segue, illustrato con ironia a Faust da Mefistofele in persona.

Il crogiuolo
La vicenda delle persecuzioni di Salem è testimoniata in tanti lavori (letterali, teatrali e cinematografici) che a quei fatti si sono più o meno liberamente ispirati. Su tutti svetta il dramma teatrale Il crogiuolo, pubblicato da Arthur Miller nel 1953. Il drammaturgo statunitense non ripercorre pedissequamente le vicende di Salem, ma le adatta alle proprie esigenze narrative proponendo Salem come metafora della vita politica e sociale nell'America della guerra fredda, il periodo in cui la coddetta "caccia alle streghe" del senatore J. Mc-Carthy aveva messo sotto accusa la condotta e la fedeltà al Paese del mondo intellettuale.

 

La strega sullo schermo
Di caratura superiore alla media dei film contemporanei è Il settimo sigillo (1956) di Ingmar Bergman dove, in una società medievale sconvolta da guerre, carestie e fanatismo, alla giovane contadina accusata di essere una strega non rimane che invocare Satana.
Roman Polanski in Rosemary's baby  (1968) racconta di una donna posseduta dal demonio, in un'atmosfera allucinante e allusiva di grandissimo effetto mentre, tre anni dopo, riporta in scena le streghe shakespeariane in un feroce Macbeth.


Questi testi sono tratti da: 
Le streghe - Atlanti universali Giunti
Nuove prospettive storiche -1- Editrice la Scuola  (La stregoneria in Europa)

Immagini tratte da: (dall'alto)
San Gerolamo scrivente, Caravaggio, 1606
Le tre streghe,
Fussli, 
Divina Sapienza, Andrea Sacchi,
La Vecchia, Giorgione, 1580-10
Morte di Lucrezia, Guido Cagnacci


Elenco approfondimenti

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I Celti

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