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NOTIZIE sulla BIBLIOTECA SICULO-SEMITICA
"Michele Amari"(1806-1889)
IL PROGETTO "BIBLIOTECA SICULO-ARABO-SEMITICA M.AMARI(1806-1889)"
("UN PONTE ANTICO TRA LE DUE SPONDE DEL MEDITERRANEO )
Lappello di intellettuali siciliani come Francesco Renda,affinchè
si creino ponti culturali tra la Sicilia e il Mediterraneo, appare ben presente
nel progetto che qui presentiamo di dar vita a una BIBLIOTECA di STUDI SICULO-SEMITICI,progetto
che trova tuttavia origini illustri e lontane.
Lidea infatti di realizzare una Biblioteca "siculo-semitica"ha
origine negli studi orientalisti e in Sicilia lidea si concretizza tra
il 1844 e il 1846,per la volontà e limpegno di Michele Amari,illustre
storico e arabista,uomo del Risorgimento,Ministro della Pubblica Istruzione
nei primi anni dellunità dItalia.
Amari,nel tumultuoso periodo in cui avvia le sue ricerche a Parigi per la stesura
de la "Storia dei Mussulmani in Sicilia",raccoglie attorno a sé esuli
compatrioti e studiosi di esotismo orientale,con cui avvia un progetto di conoscenza
del mondo arabo(e semitico più in generale).
Egli stesso nella prefazione alla prima edizione del volume(1854)non manca di
segnalare lAssociazione di quanti partecipano al suo progetto storiografico
per la valorizzazione delle testimonianze arabe e orientaliste in Sicilia sulle
orme dello studioso illuminista Rosario Gregorio,autore di una prima raccolta
di scritti denominati "siculo-cufici"(1790).
Qualche anno dopo prende corpo il progetto di una collana editoriale che raccolga
la documentazione sulla presenza araba in Sicilia chiamandola BIBLIOTECA SICULO-ARABA(1880).
Questa esperienza editoriale,da cui trae ispirazione il progetto che qui si
presenta,segna un passaggio decisivo nei rapporti culturali tra la Sicilia e
il mondo arabo-semitico,poiché pone avvio a un programma di pubblicazioni documentarie
che negli intenti dei promotori avrebbe dovuto favorire la realizzazione di
un "ponte"culturale tra le due sponde del mediterraneo.
Dopo i primi anni di collaborazione con la Loescher di Torino(1880-86),i rapporti
si interrompono e vengono ripresi dalla Brokhaus di Lipsia(1887)che pubblica
le "appendici"alla Biblioteca fino al 1889.
Alla morte di Amari nel 1889 ,leredità morale e scientifica della "Biblioteca"passa
agli allievi Tommasini e Schiaparelli,a cui saranno affidate le sorti della
pubblicazione dei materiali e delle epigrafi inedite,oltre gli appunti per la
II a edizione della Storia dei Mussulmani in Sicilia(che tuttavia verrà pubblicata
solo nel 1932 dallillustre arabista Nallino,dopo la cessazione del contenzioso
con la Loescher nel 1912).
Il progetto iniziale dellAmari era quello di costituire un gruppo omogeneo
di studiosi italiani e non che si dedicasse alla storia antica e medievale della
Sicilia, con riferimento alla dimensione mediterranea della stessa.La collaborazione
con larcheologo A.Salinas contribuisce a dare agli studi amariani quella
caratteristica di "mediterraneità" aperta alle discipline semitistiche(vedere
il carteggio Amari-Salinas)
Costituire una "Società" di intelletti piuttosto che una "accademia"
di nomi altisonanti(come invece avveniva nel XVIII sec.)appare evidente nelle
corrispondenze di Amari scritte agli amici di quel tempo,e in linea con una
tendenza anglosassone che vedeva il costituirsi dei Club più per orientamenti
e scelte intellettuali che per tesseramento o vita associativa(siamo del periodo
aureo del Positivismo).
Daltra parte gli studi storici di Amari incontrano frequentemente la SEMITISTICA,disciplina
di studi linguistici che tuttavia allora restava vincolata alle discipline orientaliste,come
dimostrano gli interventi al IV congresso internazionale degli Orientalisti
svoltosi a Firenze nel 1878.Ai tempi di Amari non esisteva una distinzione specifica
tra "arabismo" e "semitismo"o tra "orientalismo"e
"Semitismo".Lo stesso archeologo panfenicista Movers,alla fine del
XIX sec.non si mosse mai da una prospettiva semitista ovvero da una prospettiva
che vedesse culturalmente unitaria la civilizzazione dei Fenicio-Punici,degli
Ebrei,dei Siro-aramaici e degli Arabi(come si è iniziato a fare dal XX sec.)
.Lidea di costituire unarea di studi "siculo-semitici"nei
termini in cui essa si sviluppò a Malta nel 1881(la famosa XIRKA XEMJA )fu ipotizzata
da Amari solo negli ultimi anni della sua vita, ma restò sempre un "progetto"anche
nei suoi allievi più stretti(Tommasini,Schiaparelli e poi anche Nallino)malgrado
si sia poi ampiamente diffusa la ricerca nel settore linguistico "semitistico",(tranne
che nella parentesi nazionalista-fascista )..
La "scelta"degli studi di semitistica oggi,attraversa materie come
la Glottologia,ma anche lAntropologia Culturale,la Storiografia,la Storia
dellArte,la Letteratura Comparata e lArcheologia,.Studi molto avanzati
sono stati condotti in Israele,in Egitto e Marocco,negli USA, e in Francia(dove
appunto Amari si forma culturalmente negli anni dellesilio).In senso ampio
la Semitistica mira essenzialmente a rivalutare lapporto delle genti semitiche
allo sviluppo delle culture.(G.Gsell).
La continuità ideale del "progetto"Amari di scrivere una storia complessiva
delle genti semitiche in Sicilia e valorizzare gli studi di settore,resta un
impegno da portare avanti oggi nel quadro più aggiornato del concetto di "semitistica".
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