Le miniere

 

 

 

 

Le regioni sud orientali della Sardegna, che hanno avuto un importane passato minerario, hanno oggi in attività le sole miniere di Silius. Dopo l’estrazione dell’argento nel Sarrabus e dell’antimonio nel Gerrei è ancora quest’ultima regione ad essere protagonista con il lavoro svolto in uno dei più importanti giacimenti europei di fluorite.

Conosciuto e debolmente lavorato all’inizio del secolo, il giacimento di fluorite e di barite di Silius ha iniziato ad assumere un ruolo di maggior importanza nel dopoguerra, per affermarsi definitivamente negli anni Sessanta. È quindi, rispetto alle altre miniere dell’isola, tra le più giovani, ma la sua giovane vita è messa in difficoltà da un andamento non favorevole del mercato del fluoro e da una situazione giacimentologica e tecnica che richiederebbe notevoli investimenti per riportare la miniera a una maggiore competitività.

Il giacimento, infatti, viene ancora coltivato con il vecchio sistema del pozzo verticale, denominato San Gabriele, che taglia i vari livelli, occorrerebbe la realizzazione di una moderna rampa per consentire l’utilizzo di mezzi meccanici di maggiori dimensioni tali da far aumentare le produzioni. Si ha quindi una miniera ancora ricca ma inadeguatamente sfruttata.

Gli impianti di trattamento sono stati realizzati nei pressi di Assemini, facilmente riconoscibili per i bianchi monti di materiale sterile che li circondano. All’interno sono presenti diverse sezioni per la flottazione della fluorite e della barite, ma anche della galena, presente quale minerale secondario de giacimento.

Il villaggio della miniera di Silius, che di fatto è divisa in due miniere distinte, Gennas Tres Montis (G.T.M.) e Muscadroxiu, non presenta particolari caratteristiche architettoniche, la maggior parte delle case sono prefabbricate in legno e lamiera, e ospitano un gruppo di minatori polacchi.

Alcuni anni fa, la Mineraria Silius S.p.A., concessionaria delle miniere, per superare le difficoltà economiche che rischiavano di portarla alla chiusura, è stata affiancata dalla Regione Sardegna, nel tentativo di continuare l’attività produttiva, una delle poche presenti nell’isolata regione del Gerrei.

 

 

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