
Gli Sklero sono un gruppo rumorista bresciano che, al contrario dei m.A.i., afferma che il sistema ha un buco nel cervello che ci diverte anche se è sempre quello.
Gli Sklero sono la seconda band che suona rock col pepe nel culo, dopo i Naftalina.
Gli Sklero sono l'unico (si spera) complesso che nel 2003 suona Non ci spezziamo degli
.
Gli Sklero sono 5 disadattati che il mondo non gli va mica bene così com'è per cui ci ironizzano su.
Formatisi nel lontano 1994, decidono di adottare una formazione fissa solamente nel 2001. Alla voce Paolo «Kapo» Capoferri, alla chitarra Michele «Griso» Grizzi, alla tastiera Lorenzo «Bicci» Bicci: questi sono i membri fondatori del gruppo, ai quali, dopo lunghe selezioni, si sono aggiunti i rivoluzionarî Davide "Moro" Moroni alla batteria e Alessio "Consulenze per l'informatica - Alessio Mineni" Mineni al basso.
Instauratisi di peso all'interno della scena musicale bresciana, gli Sklero propongono al loro pubblico e a tutti coloro che si vogliono avvicinare al loro pensiero rivoluzionario musica contro il sistema, prendendo come anti-modello tutti quegli artisti di spicco nella musica italiana (e non) indegni di essere definiti tali, che invece di raggiungere la fama per i contenuti espressi esprimono contenuti per raggiungere la fama (espressione del meccanismo consumistico e dell'economia globalizzata), diventandone una parodia sarcastica che mette a nudo la poca originalità e che diverte con una caricatura non troppo distante dalla realtà.
Forse è proprio per questo che il grande pubblico a fatica riesce ad avvicinarsi a questo gruppo e alla sua mentalità: gli Sklero propongono «la» realtà nella sua nuda forma, una realtà che nella sua disperazione riesce ancora a farci ridere, ma che l'uomo moderno non può accettare, perché significherebbe accettare i proprî limiti e le proprie mancanze, proprio quelle mancanze che la cultura prettamente industriale e industrializzata occidentale non può accettare.
Ai grandi imprenditori la mentalità di questo gruppo fa paura perché come si sa le cose divertenti fanno ridere, ridere causa una risata, la risata è composta da inspirazione iniziale, risata propriamente detta e momento per riprendersi; il tutto causa uno spreco di tempo e di energie che vengono sottratte all'attività lavorativa, di conseguenza vi è un abbassamento della produzione, di conseguenza un abbassamento delle vendite, di conseguenza un abbassamento delle entrate, di conseguenza un abbassamento degli stipendî, di conseguenza gli operaî scioperano (anche perché non possono fare altro, dato che non li lasciano neanche ridere in santa pace), di conseguenza gli operaî sono occupati a scioperare e non vanno a fare le spese, di conseguenza ulteriore abbassamento delle vendite e delle entrate, eccetera...; alla fine questo circolo vizioso porterebbe al collasso dell'intero sistema economico mondiale.
Non dimentichiamo inoltre i retaggi culturali che pervadono la nostra penisola: chi può dire di essersi definitivamente affrancato dalla concezione secondo la quale la risata è un insulto a Dio stesso? Il Mondo è stato creato da Dio, quindi non può esserci nulla da ridere. Che si tratti di Dio o di Presidenti del Consiglio il percorso logico è il medesimo: ridere per affrancarsi, ridere per avere una vera libertà. Gli Sklero si spingono così a teorizzare una risocrazia, da sostituire agli attuali regimi «democratici» occidentali, ma soprattutto allo strapotere delle lobbies religiose filovaticane e non. Ritroviamo così la tematica del flusso di energia vitale da lasciare scorrere per non cristallizzarsi in esso e morirne, del riso come fattore di cambiamento sovraculturale, di estrema sintesi della disposizione al dinamismo mentale che altro non può essere che una fedeltà alla nostra più intima essenza.
Il messaggio degli Sklero è quindi questo: ognuno di noi ha dei pregi e dei difetti, ma se al largo non ci va la gatta, allora chi cazzo va a metterci lo zampino?