La storia di Marceddì


Il borgo di Marceddì ha una storia molto antica che risale addirittura al sesto millennio avanti Cristo. I popoli neolitici che, secondo alcune fonti imbarcavano dall'Asia e secondo altre dal Nord Africa, si volevano aggiudicare l'ossidiana e le terre della Pianura del Campidano. Esiste una leggenda che parla di Marcelliano, un comandante romano che si stanziò nel borgo di Marceddì dove gli venne dedicato il porto, lo stagno e in seguito il borgo. Purtroppo, dopo aver liberato la Sardegna dalla dominazione vandalica, morì e l'isola venne nuovamente sottomessa dai vandali. A "Sa Punta", presso Marceddì, uno studioso trovò tracce di una officina ossidianica; questo fa pensare che molti anni fa in questa zona fosse attivo lo scambio di merci con l'ossidiana. Invece studi più recenti dimostrano che in questa zona c'era un insediamento abitativo. Sbarcavano di frequente anche Fenici e Punici intorno all'anno 1000 a.C. questi erano interessati soprattutto alla pescosità degli stagni di Marceddì. Si pensa che dei Francesi siano sbarcati nel porto di Marceddì nel 1522; pare che una grossa squadra di galee avesse riparato nella costa per il cattivo tempo e fosse pronta a scendere per depredare gli abitanti.I consoli di Oristano, prevedendo tutto ciò, condussero, capitanati da Pontis, molti drappelli di campidanesi a Terralba e dopo una feroce battaglia, nella quale rimasero uccisi numerosi francesi, i sardi ebbero la meglio ed i nemici dovettero frettolosamente tornare alle loro abitazioni. Nel 1527 ci fu un altro attacco, questa volta ad opera dei Barbareschi, capitanati da un certo Scacciadiavolo, ma questo sbarco fu fatale agli abitanti vicini, infatti Terralba ed Arcidano furono completamente distrutte. Nel 1563 Drugutte sbarcò in varie parti dell'isola, compreso il litorale di Oristano.Nel porto di Marcelliano ci fu uno scontro fra la gente della nave ed una comitiva di 50 persone circa proveniente da Oristano.Gli oristanesi si erano recati nelle selve di Ercolento per la caccia. Discendendo dalla montagna videro un gran numero di barbari che si metteva in marcia per assalire i paesi vicini.Così aspettaro nascosti che la prima flotta si avvicinasse gli si avventarono contro.La flotta non seppe opporre resistenza e si disperse. Nelle battaglie che seguirono, gli oristanesi, riuscirono ad uccidere diversi nemici, ma furono battuti a causa di una grande inferiorità numerica. Si pensa che Drugutte ed i suoi seguaci siano andati a Terralba per depredarla di quel poco che era rimasto. La città in seguito fu rasa al suolo e dopo vent'anni non rimase più niente. Marceddì era difesa dalla Torre Vecchia, dalla Torre dei Corsari e dalla Torre Nuova costruite nel 1500 con lo scopo di avvistare in tempo i battelli nemici. Qui, sicuramente, esisteva già un piccolo villaggio. Nel 1700 Marceddì veniva infatti chiamata "Corru e Prama" che stava ad indicare il gruppo di case da Punta Caserma sino alla Torre.
Sonia Floris
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