Tomas Locatelli nasce a Bergamo il nove Giugno dell'anno 1976. A differenza di molti altri campioni, già giovanissimo ha assaporato i primi sapori della serie A con la squadra della sua città, l'Atalanta.. Il primo anno è avaro con lui che non colleziona nessuna presenza, ma è nel secondo che disputa la sua prima partita ufficiale proprio contro l'Udinese il due Aprile del '94, quando lui non aveva ancora compiuto diciott'anni; non segna e la gara finisce sull'uno a uno. Susseguono altre tre presenze e nessun gol. Corre l'anno '93/94, stagione in cui la squadra Lombarda retrocede nella serie cadetta e l'allenatore Guidolin viene esonerato. Il campionato 94/95 è l'unico episodio di serie B per il fantasista bergamasco, che finora si è presentato come seconda punta, ma rappresenta anche l'anno della sua ascesa. Gioca ventinove partite e segna anche un gol. L'anno dopo viene acquistato dal Milan. Qui ha modo di conoscere e lavorare con tantissimi campioni fra cui il suo idolo e conterraneo Donadoni. Tomas ricorda un po' con amarezza questa breve parentesi di un anno e mezzo, non solo per aver disputato solamente 5 gare a stagione, ma anche per aver avuto a che fare con giocatori, più grandi di lui, che gli facevano pesare l'età. Non nasconde però di aver appreso molto da calciatori e uomini come Franco Baresi e Roberto Baggio e che forse, l'esperienza in un grande club lo ha fatto crescere calcisticamente (in questi anni trova ruolo a centrocampo), ma anche come persona. Tuttavia, per quanto possa aver contribuito, vince uno scudetto nel 1996 sotto la guida di Capello che lo lancia in coppa Italia contro il nostro Bologna che passa ai rigori. Non fa in tempo a concludersi l'anno successivo che viene visto ed acquistato dall'Udinese. Scende in campo per 12 volte, ma l'allenatore Zaccheroni non lo prevede tra le tre punte. L'anno dopo ritrova il "suo" mister: Francesco Guidolin (che lui chiama Checco, ma solo quando si vince). Il tecnico di Castelfranco Veneto cerca un modulo per la sua squadra e un giocatore adatto che possa servire palloni alle due punte. Tomas si offre nel ruolo di trequartista ed è da li che ha il via la sua esplosione: gioca regolarmente e diventa un punto fermo del gioco Guidoliniano. Incanta con la sua fantasia, le sue finezze e il suo sinistro. E' il campionato della consacrazione che lo mette sotto i riflettori dei grandi club. Sarebbe continuato se a fine stagione Guidolin, a causa di diverse incomprensioni avute con la società friulana, non se ne fosse andato. A succedergli è Luigi De Canio, uomo di poche parole e molti fatti, che preferì Fiore a lui; chi dice per scelta tecnica, chi per condizione fisica. Senza dubbio quest'ultimo anno ad Udine non è stato dei più felici: una serie di piccoli infortuni gli ha impedito di presentarsi in campo con regolarità. Sotto consiglio dell'allenatore Guidolin, Tomas, dopo una lunga e faticosa trattativa, è arrivato sotto le due torri per venti miliardi. Ora, il trequartista ventiquattrenne si appresta motivatissimo ad affrontare una nuova stagione, questa volta indossando la maglia rossoblù e speriamo ancora per un bel po' di tempo!
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