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Resistenza spirituale della convinzione cristiana nella Germania nazista.
Il caso dei Testimoni di Geova

Rivista: Journal of Church and State, Spring 1999

 di Gabriele Yonan 

E' possibile leggere l'articolo in inglese 
dal sito ufficiale dell'encyclopaedia Britannica o dal sito yehovah.to

 


RESISTENZA SPIRITUALE DELLA CONVINZIONE CRISTIANA NELLA GERMANIA NAZISTA.  IL CASO DEI TESTIMONI DI GEOVA

Rivista: Journal of Church and State, Spring 1999 

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 TESTIMONI DI GEOVA COME MODERNI RAPPRESENTANTI 
DELLA TRADIZIONE CHILIASTICA 


La radice della parola greca chiliasmus è “chilioi”, che significa “mille”, e che nella terminologia cristiana si riferisce al regno millenario di Gesù Cristo durante il Millennio. basandosi sulla Rivelazione di Giovanni nella Bibbia (20:1-10) e influenzati dai pensieri apocalittici giudaici, molti primi cristiani adottarono un paradigma premilleniale, aspettandosi che Gesù, immediatamente prima della fine del mondo, avrebbe dato inizio a un regno millenario di pace e giustizia. Sarebbe stata la ricreazione del Paradiso sulla terra per mezzo della restaurazione della natura al suo originale e primitivo stato. Le caratteristiche del pensiero chiliastico premilleniale sono:

* l’idea escatologica di un mondo unito

* l’età presente vista come un tempo di prova e tribolazione che precede il regno millenario, e, 

* egalitarismo, o uguaglianza nella veniente società mondiale. 

Secondo le prospettive chiliastiche, in seguito al ristabilimento delle condizioni originali non ci sarebbero più state differenze di rango od ordine. Il nuovo paradiso terrestre sarebbe stato contrassegnato dall’assenza di guerre, inimicizie, conflitti, necessità, sofferenze e malattie. Perché tale condizione divenisse realtà, doveva esserci prima uno “spazzamento” una tabula rasa, resa possibile dalla battaglia di Armaghedon (n1). Coloro che sarebbero stati disprezzati, ma saldi, avrebbero costituito il popolo scelto da Dio – i paria sarebbero emersi come veri eletti.

Le idee chiliastiche dei primi cristiani erano in armonia con le aspettazioni giudaiche, secondo le quali il dramma della salvezza sarebbe stato decretato su scala mondiale per essere visto e sperimentato da tutti gli esseri umani. Nella storia ci sono state varianti delle aspettative chiliastiche, ma sono primariamente apparse nei periodi di oppressione delle minoranze cristiane. Simili fenomeni sono presenti anche in altre religioni come il primitivo movimento Shia in Islam.

L’utopia chiliastica è per lo più scomparsa sotto la spinta dell’illuminismo e del secolarismo. Ma alcuni dei suoi elementi si possono trovare nei movimenti utopici socio-rivoluzionari e in vari movimenti religiosi del XIX secolo. In Nord America e Gran Bretagna emersero diversi gruppi religiosi che focalizzando il loro credo sulle parti apocalittiche della Bibbia, formarono i nuovi movimenti chiliastici. Tra questi vi furono gli Apostolici Cattolici (Henry Drummond, 1786-1860, ed Edward Irving, 1792-1834); gli Avventisti (William Miller, 1782-1849, ed Ellen G. White 1827-1915); e la Chiesa di Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, o Mormoni (Joseph Smith, 1805-1844).

Uno degli ultimi gruppi meglio conosciuti fra le comunità chiliastiche del XIX secolo furono i Seri Studenti Biblici, poi noti come Testimoni di Geova, la cui formazione risale agli anni ’70 del secolo scorso. Tipico delle aspettazioni chiliastiche dei Testimoni di Geova è un concetto deterministico della storia e un concetto lineare del tempo che terminerà con la distruzione dell’Anticristo e la vittoria apocalittica illuminata dalla Seconda Venuta di Gesù Cristo (n2).

CHI SONO I TESTIMONI DI GEOVA? 

I Testimoni di Geova sono una denominazione cristiana indipendente i cui insegnamenti escatologici fanno riferimento al “Regno” di Dio. Questo Regno è inteso come un governo celeste di Dio, che sotto l’amministrazione di Gesù Cristo libererà il genere umano dai problemi attraverso il suo pacifico regno sulla terra. Questa denominazione può definirsi chiliastica in quanto è caratterizzata dall’attesa del regno millenario di Gesù Cristo – il suo millennio. Questa comunità cristiana, che ebbe inizio in America nell’ultimo terzo del secolo XIX, sorse dalla diffusa convinzione di un imminente ritorno di Cristo (parousia) e il ristabilimento della Nuova Gerusalemme. Secondo le convinzioni dei Testimoni di Geova, prima dell’alba del regno di Dio sulla terra deve aver luogo la battaglia di Armaghedon durante la quale Dio stesso distruggerà il potere della malvagità.

Intorno al 1870, l’imprenditore americano Charles Taze, Russell (1852-1916), raccolse intorno a sé un piccolo gruppo di persone che erano interessate allo studio della Bibbia con il nome di “Seri Studenti Biblici”, essi lessero la Bibbia con speciale attenzione ai suoi insegnamenti sugli ultimi giorni. Dal 1879 cominciarono a pubblicare la “Zion's Watch Tower” e solo un anno dopo fu fondata la Watch Tower Bible and Tract Society. Fin dal 1909 questa società ha avuto la sua sede mondiale a Brooklyn, New York. Nel 1931 questo gruppo prese il nome “Testimoni di Geova”. Questo uso del nome ebraico di Dio era basato sul passo del Vecchio Testamento in Isaia 43:10,12. Il nome di Geova appare quasi 7.000 volte nei libri ebraici della Bibbia sotto forma del Tetragramma (che significa “quattro caratteri”) JHVH. I Testimoni di Geova si considerano parte della tradizione biblica dei testimoni, in particolare quelli del Nuovo Testamento e indicano determinate scritture che esemplificano le parole di Gesù a Ponzio Pilato: “Per questo fine sono nato, e per questa causa sono venuto nel monto, per rendere testimonianza alla verità” (Giov. 18:37).

In Germania i Testimoni di Geova sono attivi fin dal 1896, ed erano conosciuti fin dal 1931 come “Ernste Bibelforscher” (Seri Studenti Biblici). La loro religione conta ora in Germania circa 192.000 membri in più di 2.000 congregazioni locali. In tutto il mondo sono ora oltre cinque milioni, praticamente in ogni paese del mondo.Il loro principale mezzo di comunicazione è la rivista Torre di Guardia con una tiratura di oltre 22 milioni di copia per edizione. Nel 1996 alla loro annuale commemorazione della morte di Cristo sono stati presenti complessivamente più di 14 milioni di persone.

PERSECUZIONE RELIGIOSA NELLA STORIA 


Se c’è stato un gruppo religioso che ha rifiutato senza compromessi lo Stato Nazional-Socialista guidato da Hitler in Germania sono stati i Testimoni di Geova. Con circa 25.000 membri nel 1933, i Testimoni di Geova furono banditi in quell’anno, ma approssimativamente la metà dei suoi membri continuò “l’attività di predicazione” in clandestinità. I Testimoni di Geova rifiutavano di salutare dicendo “Heil Hitler”, rifiutavano di partecipare alle sue processioni, rifiutavano di cantare l’inno nazionale e l’Horst Wessel Lied, e soprattutto rifiutavano il servizio militare, il saluto alla bandiera e tutte le attività connesse con il sistema militare dominante. Per questo furono aspramente perseguitati fin dall’inizio del regine Nazional-Socialista. Circa diecimila testimoni furono incarcerati. Questo piccolo gruppo di cristiani cercarono con campagne di volantinaggio su larga scala negli anni 1936 e ’37 di aprire gli occhi del popolo tedesco al carattere criminale del regime dello stato Nazista, difendendo così i loro interessi religiosi contro tale ingiusto regime. La loro resistenza portò, invece, alla morte di 1.200 membri della congregazione.

La persecuzione dei testimoni da parte del Terzo Reich appartiene alla tradizione delle persecuzioni religiose della storia. Alla stessa tradizione appartengono le persecuzioni dei primi cristiani nel politeistico impero romano e in Persia sotto Sasanide che stabili lo zoroastrismo come religione di stato. In seguito vennero le persecuzioni dei cristiani che si opponevano alle dottrine dei primi concili della chiesa imperiale (Ariani, Nestoriani, Monofisiti). Più tardi ci fu la persecuzione degli ebrei in Europa nel tardo Medio Evo e l’espulsione dalla Spagna nel XV secolo durante l’inquisizione spagnola.Diverse sette cristiane soffrirono persecuzioni prima e dopo la Riforma protestante, inclusi i Bogomili, Waldeniani, Albigesi, Battisti, Unitariani, Mennoniti, Quaccheri e Metodisti. Molti di tali gruppi emigrarono nel Nuovo Mondo per ottenere libertà religiosa fin dall’inizio del XVII secolo. 

RICAPITOLAZIONE: LA RESISTENZA DEI TESTIMONI 


Durante il regime nazista i Testimoni di Geova furono un gruppo virtualmente unanime nella loro resistenza al nazismo. “Degli oltre 20.000 Testimoni di Geova [in Germania] nel 1933”, notò uno studioso, “quasi uno su due fu arrestato, un totale di 6.019 furono imprigionati o messi nei campi di concentramento, e sono stati registrati 8.917 casi di imprigionamento. Duemila uomini e donne furono messi nei campi di concentramento 253 furono condannati a morte e 203 sentenze furono effettivamente eseguite.(n3) La posizione esemplare dei Testimoni di Geova è stata riconosciuta e onorata da importanti rappresentanti della chiesa tedesca e di altri paesi. Hanns Lilje vescovo della Chiesa Evangelica Luterana per lo stato di Hannover, scrisse immediatamente dopo la guerra il suo libro di memorie che “nessun gruppo cristiano poteva in alcun modo avvicinarsi al numero dei testimoni di sangue dei Testimoni di Geova (n4). Il teologo protestante Kurt Hutten che rivitalizzò il “Centro Apologetico della Chiesa Protestante in Germania” sotto il nuovo nome di “Evangelische Zentrale fur Weltanschauungsfragen” a Stoccarda ricordò il dramma dei Testimoni di Geova nel suo libro Seher, Grubler, Enthusiasten:

 I Testimoni di Geova furono banditi e crudelmente perseguitati dallo stato Nazista già nel 1933. In numerosi tribunali furono loro comminate pesanti sentenze. Migliaia di loro erano in prigione perché avevano continuato la loro attività, avevano rifiutato il servizio militare e per altre ragioni. Testimonianze di sopravvissuti dei campi di concentramento confermano la loro determinazione a non fare compromesso e la loro attitudine coraggiosa; quando veniva offerta loro la possibilità di essere liberi in cambio della abiura dei loro principi rifiutavano accettando le conseguenze. Circa mille subirono la condanna a morte, altri mille morirono in prigione e in campo di concentramento; membri dei Testimoni di Geova furono condannati a oltre 20.000 anni di prigione (n5). 


E nel 1989 il giurista canadese William Kaplan dell’Università di Ottawa diede la sua opinione: “Il coraggio dei Testimoni di Geova che sopportarono la repressione e combatterono per ciò che credevano è un testamento dello spirito umano” (n6) 

IL FALLIMENTO DELLE MAGGIORI CHIESE DURANTE IL REGIME NAZISTA 


Poco dopo la fine della guerra nel 1945 la Chiesa Protestante tedesca fece una dichiarazione pubblica cosiddetta: Nurberger “Schuldbekenntnis” (“Confessione” di Norimberga) relativa ai suoi fallimenti durante il Nazional-Socialismo. Questa confessione includeva la tacita accettazione e il condono delle persecuzioni, specialmente degli Ebrei, che risultarono nel maggior genocidio di massa della storia e nella enorme distruzione recata da Hitler a tutto il mondo. Queste atrocità produssero 45 milioni di morti e devastazioni in tutta Europa. 

Il protestantesimo e il cattolicesimo avevano fatto compromesso con il regime nazista da due diversi punti di vista. Il protestantesimo aveva influenzato la Germania principalmente attraverso il governo imperiale e la Prussia di Bismarck. Poiché la repubblica di Weimar aveva introdotto un processo di secolarizzazione--il riconoscimento di altre denominazioni come paritarie e il rigetto del concetto di setta (1919)—incontro la disapprovazione di alcuni elementi all’interno della chiesa. La chiesa protestante sperava in una restaurazione dei suoi privilegi per mezzo di un nuovo potere politico e nazionale. Molti ecclesiastici protestanti videro in Hitler un “uomo mandato da Dio”—un uomo che avrebbe favorito la nascita di una nuova Germania Protestante.

La Chiesa cattolica aveva sofferto successive perdite di potere un Germania dopo la caduta di Bismarck e del suo partito il Zentrum-spartei. Per questo motivo il partito cattolico sostenne la Repubblica di emergenza di Weimar dopo la Prima Guerra Mondiale. Prima del 1933 aveva disapprovato il partito Nazional-Socialista. Ai cattolici era proibito far parte del partito Nazista, e l’ideologia della supremazia della razza ariana era condannata dalla chiesa. Ma ben presto, quando Hitler conquistò il potere il 30 Gennaio 1933, la chiesa cambiò opinione. Il 24 Marzo 1933 i vescovi cattolici scrissero una enciclica con la quale incoraggiavano tutti i Cattolici tedeschi a essere leali alle “giuste autorità”, adempiere i doveri quali cittadini, trattenendosi da attività sediziose e illegali. Ai cattolici tedeschi era ora permesso di indossare le uniformi militari, quando attendevano alle funzioni religiose. Rappresentanti della Chiesa celebrarono questo come “il tempo dell’adempimento” e richiamarono ad una felice e pronta cooperazione con il nuovo stato totalitario.

Ben presto dopo ciò, il 20 Luglio 1933 il Reichsregierung di Hitler e il Vaticano conclusero il loro concordato, un accordo di una speciale protezione, che garantisse i diritti della Chiesa Cattolica di avere le sue proprie scuole, ordini religiosi, e altre istituzioni in Germania. In cambio di ciò la Chiesa doveva fare il suo proprio partito politico, il Zentrum e votare a favore dello Speciale Atto di Potere del Marzo 1933. Il 28 Marzo del 1933, i vescovi cattolici parlarono apertamente a favore di Hitler e della sua leadership il partito NSDAP, e incoraggiarono “lealtà verso la giusta autorità”. Dopo la stipula del concordato il cardinale Faulhaber scrisse a Hitler: “Questa stretta di mano con il papato [è] un grande gesto di una incommensurabile benedizione .... Possa Dio proteggere il nostro Reichsklanzer per il nostro popolo”(n7). La Chiesa cattolica riteneva di assicurarsi un futuro, facendo un accordo con il nuovo partito al potere. Questo fu un errore, poiché Hitler non aveva alcuna intenzione di mantenere quegli accordi.

Ciò che fece la chiesa protestante fu anche peggiore. La chiesa tenne il suo sinodo nazionale il 27 Settembre 1933, nel quale il Rev. Ludwig Muller fu eletto vescovo della nazione. Il suo discorso rifletteva l’adozione della ideologia totalitaria di Hitler:

"Come ha fatto per ogni altro popolo, cos’ l’Iddio eterno ha dato anche al nostro popolo la sua legge innata. Questa si è materializzata nel nostro Führer Adolf Hitler .... Questa legge ci parla attraverso la storia del nostro popolo come è cresciuta dal sangue e dalla terra .... da questa comunione dei cristiani tedeschi nello stato nazionalsocialista di Adolf Hitler sorgerà la Chiesa Nazionale Cristiana Tedesca, che includerà tutte le nazioni. Una nazione! Un Dio! Un governo! Una Chiesa!(n8)"

 L’espulsione dei cristiani protestanti del “sangue straniero” (Cristianizzati Ebrei) e la rimozione di “tutti gli elementi non tedeschi dal servizio e dalla confessione della chiesa”, stimolò lo sviluppo di un movimento all’interno della chiese che prese il nome di “Deutsche Christen” (Cristiani tedeschi), che includeva all’incirca 600.000 membri nella Chiesa Protestante tedesca, e ricevette notevole sostegno. I Dutsche Christen, che furono attivi fin dall’autunno del 1932, sotto la guida di ecclesiastici nazionalsocialisti, ottenne il 70% dei voti nelle elezioni della chiesa nel Luglio 1933

 Quando divenne infine chiaro che nemmeno il concordato con la chiesa cattolica tedesca, avrebbe ottenuto la auspicata protezione nello stato totalitario Nazista nel 1937 una nuova enciclica papale “con bruciante angoscia” (“Mit brennender Sorge”), ammonì così le preannunciate corti di giustizia:

"Con bruciante angoscia e crescente preoccupazione abbiamo osservato per qualche tempo le sofferenze della chiesa e le crescenti tribolazioni degli uomini e donne di questo paese che gli sono rimasti leali in parole e azioni. Coloro che separano le razze, i popoli, gli stati i governi formali, le persone al potere o altri elementi fondamentali della società umana che con diritto reclamano per sé una posizione importante e onorevole entro la disposizione terrena dei reami di tali valori terreni ed elevano se stessi alla più alta norma di tutto, includendo valori religiosi in una adorazione simile a quella dovuta a Dio, queste persone distorcono e falsificano la disposizione di cose data e comandata da Dio.(n9). "

Sono due i punti in cui questa enciclica critica l’ideologia razzista dei Nazisti. Comunque non è diretta verso le persecuzioni e le campagne antisemite degli ebrei, ma piuttosto contro la superiorità della razza germanica, il che non è in armonia con l’intendimento cristiano delle Sacre Scritture, specialmente del Vecchio Testamento. Mentre gli ebrei e le altre vittime non vengono neppure menzionate, il Papa ora critica l’ideologia razzista dei nazisti. L’enciclica fu letta in tutte le chiese cattoliche, ma ebbe scarsa eco fra i vescovi cattolici tedeschi. Solo due vescovi, Konrad Graf Preysing a Berlino e Clemens August Graf von Galen a Monaco reclamarono, invano, una politica della chiesa più rigorosa.   


LA CHIESA CONFESSIONALE – RESISTENZA PER I SUOI SCOPI

 La “Bekennende Kirche” o Chiesa Confessionale, come movimento di opposizione all’interno della Chiesa tedesca protestante fece una dichiarazione nel Maggio 1934 che funse da protesta contro l’interferenza dello stato nella vita religiosa della nazione:

" Il declino della confessione e quindi la Chiesa Protestante tedesca deve resistere sia nella fede che nell’unità. Il Sinodo Confessionale resisterà ai tentativi di rompere l’unità della Chiesa Protestante Tedesca per mezzo di falsi insegnamenti o con l’uso della forza e metodi impuri. L’unità della Chiesa Protestante Tedesca può aver luogo soltanto per mezzo della Parola di Dio e nella fede nello Spirito Santo. Rigettiamo il falso insegnamento che lo stato oltre e sopra il suo precipuo compito, sia il solo e unico controllore della vita umana adempiendo così anche il ruolo della Chiesa.(n10)."

Il 20 Ottobre 1934 la Dichiarazione di Barnem fu seguita dal Sinodo Confessionale di Dalhem. I loro testi rendono evidente che la loro principale preoccupazione era primariamente a proposito della “Reichskirche” (Chiesa del Reich), l’unità della Chiesa e la purezza dei suoi insegnamenti. Non si trova nemmeno una parola sugli attacchi antisemiti contro gli Ebrei, l’oppressione dei Testimoni di Geova, i comunisti, i socialisti, o altri gruppi perseguitati, migliaia dei quali erano già confinati in prigione e in campi di concentramento, né una parola sugli ebrei che erano stati costretti a emigrare. Una resistenza critica si riscontrò solo in pochi individui isolati che non potevano contare sul sostegno dei loro capi religiosi. Una minoranza criticò l’unificazione delle 28 chiese indipendenti protestanti per fare una “Reichskirche” sotto un “Reichsbischof”. Un piccolo gruppo composto perlopiù dai membri della seconda leadership preliminare della Chiesa Confessionale si azzardò ad andare oltre questa disputa interna alla chiesa. La protesta da parte della Chiesa Confessionale non può essere ignorata, ma deve essere valutata obiettivamente. Le ricerche hanno dimostrato la sua diversità è unicità nella resistenza al nazismo, sia come attitudine che come azione.(n11) 

Quei gruppi protestanti che appartenevano alla Chiesa Confessionale nel 1935 fecero molti sermoni dal pulpito contro “l’ideologia della razza e dei popoli”, ma i fedeli venivano perlopiù invitati all’obbedienza verso le autorità secolari. Solo un giornale scritto dall’“ala radicale” della Chiesa Confessionale, non confermato dall’intera Chiesa, era una condanna dell’antisemitismo, delle azione della Gestapo, e dell’esistenza dei campi di concentramento.Ci furono proteste contro il neo paganesimo tedesco e l’ideologia di una religione nazionale, specificamente alla deificazione di Hitler: Per questo motivo 500 ecclesiastici trascorsero breve tempo in prigione.

 Lo studioso di antisemitismo, Wolfgang Benz, espresse la seguente opinione nel suo studio Resistance Under National Socialism (resistenza sotto il Nazionalsocialismo): “Né quando le leggi di Norimberga (?) nel Settembre del 1935 privarono gli Ebrei tedeschi dei loro diritti civili, né durante la repressione del Novembre 1938 (la Notte dei Cristalli del 9 Novembre 1938), le chiese, come pubbliche istituzioni, protestarono unitariamente e con forza.(n12). Nell’insieme, durante l’itero periodo nazista, solo circa 900 cristiani Protestanti (incluso clero e laicato) furono arrestati e condannati per la loro resistenza basata sulla fede. Trascorsero tempo in prigione e in campi di concentramento e dodici condanne a morte furono eseguite per ragioni religiose. Notevole, in questo piccolo gruppo, fu la figura sempre attiva del ministro e teologo Martin Niemoeller (1892-1984), una figura di spicco della Chiesa Confessionale. Nell’autunno del 1933, quando fu introdotto nelle chiese il cosiddetto “Paragrafo Ariano”, egli fondò il "Pfarrernotbund,", un’organizzazione per assistere i membri del clero, che venne in aiuto di oltre 6.000 ministri quello stesso anno. Nel 1937 egli fu mandato in un campo di concentramento, dove resto sino alla fine del regime nazista. Qui fu testimone della capacità di ripresa dei Testimoni di Geova. Nel suo libro scritto poco dopo la fine della guerra egli ricorda:

"Noi cristiani di oggi siamo svergognati da una cosiddetta setta come gli Studenti Biblici (Testimoni di Geova), che in numero di migliaia hanno affrontato i campi di concentramento e sono morti perché hanno rifiutato di servire sotto le armi e hanno declinato di sparare ad altri esseri umani. Sottoquesto aspetto e molti altri, dovrebbe esser chiaro che, proprio noi, la Chiesa e i Cristiani, dovremmo essere chiamati a fare penitenza e a pentirci, se vogliamo continuare predicare la Parola di Dio e a rappresentare la sua causa!(n13) "

La grande maggioranza delle Chiese Evangeliche Cristiane sostennero il movimento nazionalsocialista in Germania. Gruppi di resistenza politici e religiosi, come i comunisti, i socialisti, il Pfarrernotbund, e la Chiesa confessionale combattevano primariamente per i propri interessi, la loro propria esistenza, e la ricerca del proprio potere. La conclusione definitiva che si può trarre è quella che Wolfgang Benz dichiara sul suo giornale “Widerstand” o “Resistenza”: 

"La Chiesa Confessionale non ha mai opposto resistenza in senso politico, con l’intenzione di rovesciare il regine nazionalsocialista. Combatteva primariamente per l’integrità della sua struttura organizzativa, e poi per l’indipendenza dei suoi insegnamento clericali, secondo i quali i comandamenti cristiani non potevano essere soggetti all’ideologia nazionalsocialista"

 INTERPRETAZIONE E VALUTAZIONE DELLA RESISTENZA 
 RELIGIOSA DEI TESTIMONI 

Un modello interpretativo religioso si può trovare nelle dottrine escatologiche dei Testimoni di Geova. Essi vedevano nel Reich di Hitler l’avanzamento di Satana e dei suoi eserciti demonici. La loro resistenza faceva parte della lotta di Geova con Satana e loro si consideravano apostoli di Geova, nonché testimoni e discepoli. Dio aveva dato loro la missione di resistere al nazismo. L’apocalisse (La Rivelazione di Giovanni), aveva già predetto la battaglia contro la malvagità, e ora essi vedevano nella lotta contro la Guerra e il Nazismo, l’adempimento della profezia biblica. Non consideravano la loro persecuzione come giustizia divina, ma come la finale battaglia di Armaghedon prima del preavvisato regno millenario. Era la lotta dei giusti contro l’Anticristo e contro il “suo” proclamato regno millenario di tenebre.

Un’altra sfida da Satana per questi fondamentalisti biblici dei Testimoni era l’offerta di firmare una dichiarazione di abiura della loro fede, in cambio della libertà dai campi di concentramento. Tale offerta appariva loro come le tre tentazioni di Gesù da parte di Satana nel Nuovo Testamento, dove Satana chiese: “Se mi riconosci e rigetti Geova, potrai continuare a vivere nel mondo terreno, se no, resterai in mio potere”.(n15).

 A differenza degli ebrei, che erano il popolo scelto di Dio in virtù del vecchio patto, i Testimoni di Geova si consideravano scelti poiché avevano accettato la vera fede con un atto di volontà, che serviva da terreno per il nuovo patto. In vista di tale “scelta”, vediamo la differenza tra l’interpretazione della loro persecuzione da parte dei Testimoni e l’opinione degli ebrei sull’Olocausto come sfida che non era possibile capire e ineluttabile punizione divina. Il giudizio dei Testimoni sull’irragionevole ambizione di Hitler e dichiarata con molta eloquenza da Franz Zurcher, una esponente di spicco dei Testimoni di Geova in Svizzera, che pubblicò una documentazione sulla Germania nazista nel 1938:

"Questi empi elementi (la dittatura hitleriana), che avevano rigettato Cristo e la Bibbia, si volsero ora contro il protestantesimo e il cattolicesimo, poiché si sentivano ancora forti abbastanza. Chi non riesce a vedere l’ovvio percorso del fascismo nella storia mondiale, non riconosce lo spirito che animava Roma o Berlino, ovvero una gigantesca crociata contro il cristianesimo, che i dittatori continueranno a perpetrare sino alla completa fine. Tutte le pubblicazioni scritte da questi autonominati crociati contro gli ebrei e i cristiani, sono dedicate alla lotta. La loro mira è di glorificare la violenza, giustificare l’errore contro la pacifica giustizia, condonando la brutale persecuzione contro i cristiani.(n16)"

Questo terrore significava esattamente per i Testimoni l’inizio della fine.

 Dalle rauche voci di quei crudeli “Ubermenschen”, percepiamo le urla del potere delle tenebre, degli spiriti impuri, che secondo il libro di Rivelazione avrebbero strappato via le nazioni da Dio e da Cristo, spingendoli giù fin nella buia valle di Armaghedon....(n17) 

J. F. Rutherford, il presidente americano della Società Torre di Guardia, il 9 Febbraio 1934, scrisse una lettera al Reichskanzler (Cancelliere del Reich) Adolf Hitler, che esordiva con queste parole: 

"Signor Cancelliere, 

Questa lettera è sia una amichevole notifica che un ammonimento circa cose che sono della massima importanza per la vostra prosperità. Noterete che è nel vostro personale interesse leggere molto attentamente il contenuto di questa lettera. Durante gli scorsi dieci anni sia i gerarchi che la gente comune in Germania ha conosciuto, attraverso una estesa distribuzione di letteratura, che il Regno di Dio è già venuto e che il suo re Gesù Cristo stabilirà un giusto governo per la terra per la benedizione di tutte le genti. L’ammonimento si riferisce al fatto che tutti coloro che resistono contro Dio e il suo Regno, saranno distrutti ad Armaghedon. Il Suo governo ha trascurato tale ammonimento.(n18) "

Questa lettera è un documento chiave, poiché evidenzia il programma e le successive azioni dei Testimoni di Geova durante il Terzo Reich. La leadership tedesca della Soc. Torre di Guardia sapeva della lettera, non altrettanto i membri dell’organizzazione in generale. La ripetuta menzione della veniente battaglia della fine, uno dei principi fondamentali dei Testimoni di Geova, rendeva loro evidente cosa potevano aspettarsi. Il fatto che il messaggio fosse personalmente indirizzato a Hitler, rendeva evidente che poteva essere considerato come figura centrale, l’Anticristo dell’apocalisse.

 In contrasto con gli ebrei la persecuzione, le sofferenze e l’attiva ma non-violenta lotta dei Testimoni di Geova aveva un significato. La loro fede sopravvisse al dominio nazista con perfetta integrità morale. Il Testimone tedesco Franz Kusserow (1882-1950), che fu imprigionato dai nazisti per sette anni e quattro mesi, e fu liberato solo nel 1945, scrisse poco dopo la fine della guerra al giudice nazista del tribunale della famiglia, che lo aveva privato della custodia di tre dei suoi figli: 

"Così due opposti credi religiosi e ideologici si fronteggiavano. Da un lato l’idea Nazional-Socialista costruita su leggi imperfette, fatte da persone imperfette; dall’altro la fede di persone lealmente dedicate a Dio sulla base delle Sue perfette leggi. A quale ideologia sarebbe logicamente andata la vittoria finale? Bene il Nazional-Socialismo è già distrutto. Coloro che ne parlavano in termini roboanti e gloriosi, vengono ora stigmatizzati come codardi e criminali. Essi furono i legislatori che bollarono lo studio delle Sacre Scritture come un crimine e chiusero in prigione e in campi di concentramento uomini fedeli a Dio, solo perché agivano obbedendo alle Sue leggi e direttive. Quale fede vincerà? La risposta delle Sacre Scritture è: “La fede che ha conquistato il mondo”.(n19)"

LA DICHIARAZIONE DEL 25 GIUGNO 1933: UNA ANALISI TESTUALE 

Solo pochi mesi dopo l’ascesa al potere di Hitler, le attività dei Testimoni di Geova furono bandite nei vari stati del Reich (Bavaria e Sassonia) sulla base dell’ordine datato 28 Febbraio 1933, per “la prevenzione di atti comunisti, dannosi per lo stato” e per “la restaurazione dell’ordine e la sicurezza pubbliche”. Tra il 24 e il 29 Aprile la stamperia della Società Torre di Guardia a Magdeburgo (Prussia) fu confiscata dalla polizia tedesca e dalla SA. La confisca fu temporaneamente sospesa, ma per la fine di Giugno, le premesse erano ancora di una completa chiusura—questa volta permanente. Poche settimane più tardi, 25 carichi di camion di Bibbie e trattati biblici della Società Torre di Guardia, furono bruciati pubblicamente dai Nazionalsocialisti. 

Mentre la situazione dei Testimoni di Geova continuava a farsi più buia (il 14 Giugno 1933 anche la Prussia mise al bando le loro attività), la Società Torre di Guardia decise, con l’accordo della filiale tedesca di tenere una grande assemblea a Berlino-Wilmersdorf. I settemila delegati presenti adottarono una Dichiarazione che denunciava le false accuse di sedizione e dava enfasi alla neutralità politica dei Testimoni di Geova. La risoluzione fu indirizzata al Reichskanzler Adolf Hitler, sotto forma di petizione, appello. Le chiese tedesche di oggi sostengono che questa Dichiarazione rappresenta un tentativo da parte dei Testimoni, di cercare il favore di Hitler e dello stato nazista e che includeva dichiarazioni antisemite. Esse sostengono che fu solo dopo il fallimento di questo tentativo che i Testimoni di Geova resistettero al regime nazista. L’accusa raggiunge il suo apice quando esprime il pensiero che l’Ufficio Americano della Torre di Guardia e il suo presidente, J. F. Rutherford, avrebbe scientemente sacrificato i Testimoni di Geova tedeschi spingendoli su una strada che avrebbe inevitabilmente condotto al martirio. Una testuale analisi del documento in esame indica che tali accuse sono errate.

 I passi citati dalla Dichiarazione danno l’impressione che essa sia primariamente una giustificazione, un’apertura verso il sistema nazista, influenzata da attitudini anti-ebraiche. Ciò, comunque, rappresenta una falsificazione dei fatti. Da un punto di vista secolare il documento fu un “sermone”, indirizzato al Reichskanzler Hitler, stesso. Fu una chiara dissociazione dal potere di questo mondo, ma dava per scontato che persino Hitler aveva buone intenzioni, anche lui aveva preteso fare ciò che era bene. Dichiarava altresì che se si fosse provato che le cose non stavano così, allora il Reichskanzler e Fuhrer del popolo tedesco, sarebbe appartenuto al regno di Satana. Hitler sarebbe diventato un nemico di Geova e dei suoi Testimoni. Queste chiare affermazioni, lasciavano al Reichskanzler la possibilità di trarre due sole conclusioni: o la Dichiarazione era il prodotto dell’immaginazione collettiva di qualche forsennato gruppo religioso, oppure, nella sua folle fermezza era la dichiarazione di guerra di un Davide contro un Golia.

Mentre la potente Chiesa Cattolica Romana aveva stretto un cordiale accordo con il dittatore, sotto forma del concordato, qui una piccola frazione di cristiani soffiava la tromba di Gerico esigendo, con lo stile del sermone e in tutta sincerità, che Hitler si sottomesse completamente alla volontà di Geova. In cambio la chiesa (TdG) promise di mantenere la sua neutralità, come faceva in tutti gli altri stati. E benché si rivolgesse a Hitler in termini gentili e neutrali, questo piccolo gruppo non esitò a chiamare il suo compagno di affari, la Chiesa Cattolica Romana, uno strumento del “grande nemico, Satana”.

I Testimoni rifiutavano le accuse che loro fossero sostenuti dagli Ebrei o dai Bolscevichi – accuse di “strumento di Satana”, furono sussurrate all’orecchio del cancelliere dalle “chiese” ufficiali. E certamente le chiese stabilite avevano a lungo fatto pressione per un bando ufficiale su questa “settaria”, ma oltremodo zelante denominazione cristiana. Sotto la Repubblica di Weimar, tali tentativi erano stati neutralizzati. Poiché i Testimoni di Geova, riconoscevano solo un governo, il Regno di Dio, alcuni li hanno considerati sovversivi. Ma nulla poteva essere più lontano dalla verità. A imitazione degli apostoli di Gesù, “essi non sono parte del mondo” (Giov. 17:16) Sono politicamente neutrali. In quanto leali a Dio, essi rispettano le leggi dei rispettivi governi umani. Sono invero esemplari nelle loro “soggezione alle autorità superiori” (Rom. 13:1). Non hanno mai incitato alla rivolte contro nessun governo umano! C’è, comunque un limite che non può essere varcato in nessuna circostanza. È il limite tra il dovere di un Testimone verso l’uomo e quello verso Dio. Essi si sforzano di rendere a Cesare quello che è di Cesare, ma a Dio quello che è di Dio (Matt. 22:21).

 Il brano della Dichiarazione che oggi le Chiese citano estrapolandolo dal contesto, non può correttamente definirsi antisemita o antiebraico: piuttosto essi sono antiamericani o persino anti-mondo. La polemica contro la potenza mondiale Anglo-Americana con i sue grandi imprese commerciali, sostenute dai “commercianti” ebrei, deve essere considerata nel suo contesto complessivo, e giudicando la versione tedesca delle Dichiarazione, bisogna tenere a mente che si tratta di una traduzione dall’originale Americano. I Testimoni di Geova non sono addestrati a sottoporsi a nessun governo umano. Mantengono una “stretta neutralità”. Una tale posizione non lascia spazio per “ingraziarsi i favori di Hitler”. Si noti pure che la Dichiarazione non si rivolge e lui chiamandolo “Führer”, né si conclude con il saluto “Heil Hitler, come invece fanno la maggioranza dei documenti di quel periodo redatti dalle chiese e autorità secolari. Riassumendo la Dichiarazione del 25 Giugno 1933, dimostra i seguenti principi: 

1. Rifiuto dell’accusa che i Testimoni fossero da Ebrei o comunisti; 

2. Affermazione della loro assoluta neutralità politica, in quanto la loro attività era esclusivamente religiosa; 

3. Opposizione alla Chiesa (Cattolica), vista come istituzione politica; e, 

4. La proclamazione di essere veri adoratori di Gesù Cristo e suoi discepoli. 

Ogni argomento veniva sostenuto da dichiarazioni tratte dalla Bibbia come sola guida e autorità per le attività dei Testimoni. È pure interessante notare la loro affermazione che “non hanno critiche verso nessun onesto insegnante religioso”, ciò che criticano è “l’errata influenza religiosa nelle questioni politiche delle nazioni”. Non può nemmeno esser detto che essi criticassero gli insegnamenti delle altre chiese: “Noi [Testimoni di Geova] non obiettiamo, né cerchiamo di ostacolare nessuno a insegnare o credere in ciò che preferisce”. 

Le vedute anticlericali dei Testimoni erano, tuttavia molto chiare. Esplicitamente facevano menzione della Chiesa Cattolica e dei Gesuiti, quali loro nemici. Piuttosto ingenuamente avvertivano che “la loro fratellanza americana li aveva molto assistiti nella loro opera in Germania”, ma che la secolarizzazione delle chiese in America non aveva giustificazione. E pare che la loro considerazione della Lega delle nazioni fosse condivisa da Hitler, non perché fossero con lui d’accordo, ma per la loro propria opinione del mondo. Secondo un ex ufficiale nazista, il fatto che i Testimoni includessero le loro profezie sulla fine del mondo nella Dichiarazione, quale punto centrale, in un momento in cui Hitler stesso stava sforzandosi di costruire il suo proprio millennio, può essere equivalso, ai suoi occhi, a un invito alla lotta.

L’assenza dell’influenza del vocabolario antisemita dell’epoca si nota dal fatto che la Dichiarazione, cita liberamente e senza imbarazzo versetti del Vecchi Testamento, includendo il termine “Sion”. La Dichiarazione raggiunge il suo apice affermando che poiché i Testimoni di Geova si sono posti al fianco di Dio, tutti coloro che li combattono, sono destinati a soccombere: “Ma in quanto a noi, serviremo Geova per sempre”. Qualora Hitler avesse letto personalmente tale Dichiarazione, il solo risultato potrebbe essere stato uno dei suoi storici accessi d’ira. Secondo i Testimoni, riferisce un aneddoto che dopo aver letto la Dichiarazione Hitler abbia esclamato: “Questa genia deve essere sterminata dalla Germania”.(n20)

Quando si osserva l’intero testo della Dichiarazione del 25 Giugno 1933 e la lettera a Hitler nel contesto della storia dei Testimoni di Geova durante il periodo del Nazional-socialismo in Germania nonché la storia dell’intera loro resistenza religiosa e della loro posizione durante l’Olocausto, allora il testo non si presenta come una “dichiarazione antisemita” o un tentativo di “ingraziarsi il favore di Hitler”. Queste accuse provenienti da moderni circoli ecclesiastici, sono deliberate manipolazioni e falsificazioni della storia, apparentemente motivate dalla colpa da parte delle chiese del loro coinvolgimento nelle persecuzioni o mancanza [di azione a favore dei perseguitati].

Al tempo dell’assemblea del 1933 e anche dopo, governi, statisti e diplomatici da tutti i paesi negoziavano liberamente con Hitler, mostrandogli rispetto e riverenza. Persino nel 1936, mentre migliaia erano messi nei campi di concentramento (coi Testimoni di Geova tra i primi) gli internazionali Giochi Olimpici furono tenuti sotto l’emblema della svastica.

È possibile vedere la Dichiarazione come assurda o ridicola dal punto di vista secolare, con il suo giudizio completamente irreale rispetto alla situazione politica. Sembra questo essere il caso di quei critici dei circoli ecclesiali che tentano di trovare pecche strategiche nella resistenza dei Testimoni facendo riferimento al fatto che la Società Torre di Guardia era sotto la leadership americana. Questa valutazione è esclusivamente secolare, che mostra più quale sia la situazione, anche interna, alle chiese, di quanto non contribuisca all’accertamento della verità. Le chiese ufficiali erano, e sono così profondamente integrate nell’estabilishment politico e sociale dello stato che le rende parte integrante del mondo secolare. Come istituzioni religiose nel periodo del regime nazista, esse non furono in grado di seguire i comandi biblici in modo letterale, né di motivare la maggioranza dei fedeli a farlo. Solo pochi singoli appartenenti a queste due grandi Chiese, agendo autonomamente, furono eccezioni in una generalità di membri indifferenti o collaborativi.   

CONCLUSIONE 

La veduta del mondo sui Testimoni di Geova non si conforma alla logica della “razionale mente umana”, se mai, l’ovvia conclusione sarebbe che non si poteva resistere alla dittatura hitleriana, e una resistenza non violenta da parte di un piccolo gruppo religioso, lo avrebbe condotto all’annientamento. Fu la “logica della fede assoluta” di questo piccolo gruppo fondamentalista che rese possibile questa resistenza basata sulla fede. È sorprendente che le chiese di tutte le denominazioni, stiano oggi forzando tutta la comunità religiosa a farsi avanti e a giustificare la loro resistenza di quel tempo, quando irrefutabili evidenze dimostrano che questo gruppo religioso ha dimostrato una risolutezza unica e dovette fare straordinari sacrifici. La resistenza dei Testimoni di Geova ha provato due cose: primo, la dimensione del gruppo non era fondamentale per resistere ai nazisti; e secondo, che una resistenza pacifica sotto forma di rifiuto di cooperazione, era possibile – a prezzo della propria vita. Queste sono le risposte da dare alle successive generazioni che chiedono: “Perché non avete fatto nulla?”

Come hanno dimostrato pubblicazioni del recente passato, la ricerca di queste vittime dimenticate delle persecuzioni naziste è appena cominciata. Per le chiese stabilite Cattolica e Protestante, ciò significa una rinnovata sfida, non solo dover fare i conti con i loro fallimenti passati, ma anche riconciliare tali fallimenti con la loro pretesa di servire Gesù Cristo. Osservando il video documentario “Testimoni di Geova, fermi contro l’assalto nazista” (1996) salta all’occhio una cosa: non vi furono direttive dall’Ufficio Centrale della Società Torre di Guardia. Le direttive vennero dalle Sacre Scritture, sia del Vecchio che del Nuovo Testamento.

I Testimoni di Geova possono risolutamente affermare di aver resistito al “malvagio”. In senso letterale hanno adempiuto la loro propria affermazione di essere veri seguaci di Gesù Cristo mentre le due chiese maggiori, per loro stessa ammissione, hanno miseramente fallito. Sei decenni dopo, è ora tempo di mostrare rispetto nel nome del cristianesimo. Senza l’esempio di questo fedele gruppo cristiano sotto l’oppressione della dittatura nazionalsocialista, dovremmo – dopo Auschwitz e l’Olocausto – dubitare della possibilità di adempiere gli insegnamenti cristiani di Gesù.



(n1) Armageddon or Harmageddon: Greek version of Hebrew "Hat Meghiddon," Mountain of Megidde, mentioned one time only in the Bible, in Revelation 16:15: "And they gathered them together to the place called in Hebrew, Armageddon."

(n2) Bryan Wilson, Sects and Society (London: Heinemann, 1961); Norman Cohn, Das Ringen um das Tausendjahrige Reich. Revolutionarer Messianismus im Mittelalter und sein Fortleben in den modernen totalitaren Bewegungen (Munchen-Bern: Franke, 1961).

(n3) Deutscher Zweig e V., ed., Jahrbuch der Zeugen Jehovas 1974 (Wiesbaden: Wachtturm Bibel und Tractat-Gesellschaft, 1974), 212.

(n4) Hanns Lilje, Im finstern Tag (Nurnberg: Latare-Verlag, 1947), 47.

(n5) Kurt Hutten, Seher, Grubler, Enthusiasten (Stuttgart: Quell-Verlag, 1954), 69.

(n6) William Kaplan, State and Salvation: The Jehovah's Witnesses and Their Fight for Civil Rights (Toronto: University of Toronto Press, 1989), 12.

(n7) John Weiss, Ideology of Death: Why the Holocaust Happened in Germany (Chicago, Ill.: Ivan R. Dee, 1996), 314.

(n8) Georg Denzler and Volker Fabricius, Die Kirchen im Dritten Reich (Frankfurt: Fischer Taschenbuch Verlag, 1984).

(n9) Simon Hirt, ed., Das Christliche Deutschland 1933 bis 1945 (Freiburg-Breisgau: Verlag Heider & Co., 1946), 5.

(n10) Barmen Erklarung (Declaration), 31 May 1934; Denzler and Fabricius, eds., Die Kirchen.

(n11) Archivbericht No.7, EK Berlin-Brandenburg, Widerstand in Berlin von 1933-1945, 26.

(n12) Wolfgang Benz, Widerstand im Nationalsozialismus (Bonn: Bundeszentrale fur politische Bildung, 1994).

(n13) Martin Niemoller, "Ach Gott vom Himmel sieh darein. Sechs Predigten," (Munche: Chr. Kaiser Verlag, 1946), 27-28.

(n14) Benz, Widerstand im Nationalsozialismus, 20.

(n15) Matt. 4: 8, 9: And he said to Him, "All these things I will give You if You will fall down and worship me."

(n16) Franz Zurcher, Kreuzzug gegen das Christentum (Zurich: Europa Verlag, 1938), 71.

(n17) Ibid., 71.

(n18) Ibid., 185-86.

(n19) Letter given to me by his daughter Annemarie Kusserow; Franz Kusserow to Dr. Ishording, 3 December 1945, Salzkotten 19.

(n20) Karl R.A. Wittig, Statutory Declaration, doc. no. 778/13 November 1947 by notary Otto Ludwig, Frankfurt am Main (quot. Der Wachtturm, Wiesbaden: Wachtturm Bibelund Traktat-Gesellschaft, 1 October 1955), 590 f.

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 di Gabriele Yonan 

Gabriele Yonan (B.A., Humboldt University, Berlin; M.A., University of Osnabruck; Ph.D., University of Haifa) è redattrice e consigliere presso l’Istituto della Max Planck Society for Promoting Science and Education, Berlin, Germany. I libri pubblicati comprendono Assyrians Today: Culture, Language and National Movement of Aramaic-speaking Christians in the Middle East, Assyrians and German Diplomacy--New Light on the Holocaust: Documents of the Foreign Office, and Jehovah's Witnesses: Victims of Two Totalitarian Systems (forthcoming 1999). Le sue specializzazioni includono religioni non tradizionali, libertà religiosa, assistenza ai rifugiati e l’Olocausto.   


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