ANCORA UNA MESSA

Lunedì 16 gennaio ci sarà l'inaugurazione dell'anno accademico 05/06 dell'università di Verona. Ci era giunta notizia che quest'anno sarebbe stata interrotta una deleteria consuetudine, ma i clericali sono riusciti ad imporsi ancora una volta. Martedì 10 gennaio abbiamo recapitato la seguente lettera al prof. Alessandro Mazzucco, rettore dell'università.

Egregio Professore,
abbiamo visto l'invito per l'inaugurazione dell'anno accademico 2005-2006 dell'Università di Verona. Formuliamo a Lei, a tutti i Docenti, a tutti i dipendenti ed a tutti gli studenti dell'Università i migliori auguri per un proficuo anno di lavoro e di studio.
Interessante e stimolante il tema scelto per la prolusione: La sfida di Prometeo e la bioetica laica.
Riteniamo che la laicità debba essere un valore fondamentale sia della ricerca sia della convivenza civile, senza dogmi, senza pregiudizi ideologici, senza voler imporre agli altri le nostre credenze religiose o convinzioni filosofiche. L'Università, come lo Stato, la Regione, la Provincia ed il Comune, è di tutti, indipendentemente dalle concezioni religiose di ciascun appartenente. Non dovrebbero esserci privilegi per nessuna confessione religiosa. Lo Stato da decenni non ha più una sua religione ufficiale, come non dovrebbe averla una Università di questo Stato. Stato (e Università) non dovrebbe mai farsi strumento di una confessione religiosa. Sarebbe discriminante nei confronti di coloro che a quella confessione non sono mai appartenuti o hanno scelto di non farvi più parte.
Abbiamo notato che il programma dell'inaugurazione dell'anno accademico avrà inizio con una Sua relazione alle ore 10,30, ma abbiamo altresì notato, con rammarico, che allegato al programma c'era un cartoncino intestato all'Università di Verona (con tanto di logo) nel quale di informava che “S.E. Mons. Padre FLAVIO ROBERTO CARRARO, Vescovo di Verona, presiederà la Santa Messa, alle ore 9,00, nella Chiesa Parrocchiale di San Paolo, Via dell'Artigliere.” Siamo di fronte ad un privilegio concesso alla chiesa cattolica, che non ha alcuna giustificazione laica e, quindi, razionale. Ci si potrà opporre che c'è una giustificazione nella tradizione, ma non certo nella tradizione che si rifà al Rettore Terzian. E' una tradizione di poco tempo, che risale al Suo predecessore, notoriamente legato a certi settori clericali. Molti Docenti laici hanno votato Lei come Rettore, pensando di ristabilire un minimo di decenza laica all'Università di Verona. Non intendiamo, con questo, far pesare il consenso laico che Lei ha avuto. Intendiamo invitarLa, per il futuro, a resistere alle pressioni clericali che in questa città si fanno spesso sentire pesantemente e trasversalmente.



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