LE RADICI CRISTIANE E ALCUNE CONSEGUENZE

La commissione del consiglio regionale del Veneto “Statuto e regolamento” ha partorito il progetto del nuovo statuto regionale. L'art. 3 del testo è intitolato “Identità della Regione”. Esso indica le “radici cristiane” accanto alla “laicità delle sue istituzioni”. Vi è un'evidente contraddizione, perché la laicità delle istituzioni non ha radici cristiane. L'arroganza o l'ignoranza cattolica non riconosce una civiltà nel Veneto precedente il cristianesimo. I cristiani distrussero i templi pagani, rubandone le pietre e le colonne, ma i turisti che visitano Verona trovano ampia memoria della civiltà romana, che si sovrappose a precedenti civiltà. La commissione regionale, il 12 ed il 13 luglio, ascolterà il parere dei rappresentanti degli enti locali, delle associazioni di categoria, dei sindacati, ecc. Finora non è giunto l'invito all'UAAR per l'audizione, che potrebbe ricordare che il giorno dopo (il 14 luglio) rappresenta un fatto storico che qualche radice non cristiana ha messo anche nel Veneto.

Il gruppo consiliare della Lega Nord di Bussolengo ha presentato al consiglio comunale del 24 aprile 04 una mozione alquanto singolare avente per oggetto "la presenza del Crocifisso nelle aule delle scuole di questo comune" che impegna il "sindaco e la giunta a svolgere un'accurata indagine presso gli istituti di questo comune, verificando la presenza di situazioni anomale in riferimento alla presenza dei crocifissi nelle aule; a coinvolgere i Presidenti dei Consigli di Istituto per assicurare la presenza dei Crocifissi in ogni aula scolastica e al loro ripristino, ove siano stati rimossi, nonché ad una riflessione da svolgere in ambito scolastico, sui valori sopra richiamati, insiti nella nostra tradizione".
Il sindaco di Bussolengo, Alviano Mazzi, è pure della Lega Nord. Staremo a vedere se saprà resistere a questa carica dei crocifissi.

Qualcuno potrebbe pensare che tutti questi continui richiami alle radici cristiane siano esclusivamente un fatto simbolico, ma in realtà essi servono come principale motivazione per ottenere altri più reali scopi.

Per quanto riguarda il primo caso, chi ha letto le istruzioni per la denuncia dei redditi avrà visto che per tutto il territorio nazionale l'aliquota dell'addizionale regionale è dello 0,90 per cento. Alcune regioni, con proprio provvedimento hanno deliberato una maggiorazione dell'aliquota. Si è particolarmente distinta la regione Veneto che ha stabilito tre aliquote maggiorate: 1,20, 1,30 e 1,40 per cento. La regione può, così, distribuire risorse ad ampia mano alle organizzazioni cattoliche, alcune serie, alcune meno serie ed altre per niente serie. L'associazione integralista cattolica "Famiglia e civiltà", formata da pochissimi individui e che nel passato ha goduto dell'appoggio di comune e provincia, ha dato il via ad un ciclo di conferenze con il finanziamento della regione Veneto. La prima ha avuto per tema: La famiglia patriarcale nella storia del Veneto, relatore Nicola Cavedini.

Nel secondo caso, l'oratorio della parrocchia di Cristo risorto, a Bussolengo, ha ricevuto per molti anni, e riceve, finanziamenti per migliaia di euro da parte del comune, grazie ai quali si è ingrandito e migliorato. Da qualche mese però, nella rete di recinzione, a causa delle intemperie e dei vari lavori che si sono susseguiti, si sono aperti dei varchi, che vengono notoriamente attraversati da ragazzini, per andare a giocare nei campetti di pallavolo senza passare dai caseggiati. Ci sarebbe molto da discutere sul fatto, che nonostante i massicci contributi pubblici, la fruizione dei campi da gioco e degli altri servizi siano subordinati all'iscrizione al circolo ANSPI (a pagamento), ma ciò nonostante il parroco corre ai ripari e sta attendendo i permessi dovuti per costruire una cancellata di recinzione in ferro. La spesa prevista è intorno ai 30.000 euro, e per questo il sacerdote sollecita le offerte dei fedeli; egli però è fiducioso: "Per questa spesa speriamo anche di ricevere anche un concorso del comune".
Analogamente, nel vicino comune di Sommacampagna, si è deciso il restauro del campanile. La spesa è di circa 70.000 euro più Iva. Rilevanti i contributi di Comune e Provincia. Il Comune si accolla ben metà della spesa.

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