La sensibilità ecologica del clero cattolico a Verona

Dell'ecomostro di don Verzè abbiamo già ampiamente parlato in precedenti pagine di questo sito. Della sensibilità ecologica del clero cattolico e dei loro accoliti comunque, sempre tesi ad assoggettare il territorio ai propri fini ed a riempirlo dei propri simboli, chiunque si può rendere conto anche solo girando per le strade. Uno degli aspetti più brutti è quello delle croci sulle cime di colline e montagne, alcune delle quali generatrici anche di inquinamento luminoso, per esempio quella piazzata sulle Torricelle, che domina la città, o quella enorme di Mazzurega, che, specialmente dopo il tramonto, è visibile da decine di chilometri di distanza. Per non parlare poi dell'inquinamento acustico, che aumenta esponenzialmente ovunque ci sia un campanile.

      

La croce con fari luminosi di Casa Nazareth, sulla collina di Mazzurega

L'Arena del 9 febbraio 06 aveva su sei colonne i seguenti occhiello, titolo e sottotitolo: “Ecco il nuovo progetto di recupero dell’immobile di Veronetta. L’operazione si collega con quella di San Massimo - Seminario, sogno da 25 milioni. Partono i lavori, padre Flavio convoca la città per sabato 18 in Vescovado”. La Curia ha già avuto 1 milione di euro dalla Regione, 3.560.000 euro dallo Stato con la finanziaria, altri 800.000 con l'otto per mille dello Stato. Il francescano continua a battere cassa. La Regione trasforma i campi del seminario di S. Massimo in area fabbricabile.
In Veronetta la Curia vuole ricavare 220 posti auto interrati da vendere in tutto o in parte. 220 per 70.000 euro fa 15.400.000 euro.
Il Comune non ha valutato l'impatto sulla circolazione di tale operazione speculativa. Gli scavi hanno messo in luce resti romani. Sicuramente un opificio di metalli ed altro ancora. Gli archeologi ritengono che si dovrebbe procedere ad ulteriori scavi. La proprietà ha fretta.

Dal verbale della Giunta comunale di Verona del 15/2/06 abbiamo appreso che l'A.P.S.A. (Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica) ed altri hanno presentato un piano urbanistico attuativo dei terreni di loro proprietà siti in Verona, località San Massimo per una superficie di lotto pari a mq. 27.068. All'interno di essi si trova anche 
un'area di circa mq. 1.840 di proprietà del Comune di Verona. Il Piano elaborato dai rappresentanti di Sua Santità B 16 prevede l'individuazione su un'area complessiva d'intervento di mq. 27.068 circa, di cui le parti più significative sono: mq. 3.204 + 544 destinati a strade di P.d.L. e fascia di protezione tangenziale; mq. 1.791 destinati a campo giochi; mq. 1.496 destinati a parcheggio; mq. 19.918 edificabili utili per il calcolo del volume; una volumetria massima edificabile di mc. 59.757 che considerando il volume esistente di mc. 4.015, si riduce a mc. 55.739 di cui mc. 4.062 derivanti dall'area di proprietà comunale; tale volumetria è suddivisa in n. 7 lotti nei quali è prevista nuova edificazione mediante edifici aventi altezze che variano da ml. 11,00-12,00-15,00-18,00. La Giunta comunale ha deliberato di sdemanializzare e declassificare la porzione di strada comunale che ostacolava il progetto della Santa Sede, di sottrarre definitivamente tale area stradale dall'uso pubblico,di aggiornare conseguentemente l'elenco delle strade del Comune di Verona e di adottare il Piano Urbanistico Attuativo dei terreni in loc. San Massimo, di proprietà dell'A.P.S.A. ed altri. 

Dalla cronaca si è appreso che con i soldi dei benefattori di Telepace, don Guido Todeschini aveva acquistato un bosco sopra l'abitato di Cerna. Il terreno era stato poi affidato a Masua della Pace s.r.l. per l'apertura di una cava. Gli abitanti si erano opposti e la Commissione tecnica provinciale per le attività di cava ha respinto la domanda della pia società a responsabilità molto limitata.
La riunione si è infatti svolta il 19 aprile 06 come apprendiamo da quotidiano L'Arena dello stesso giorno. Per la cava Orbie, proposta da Masua della pace s.r.l. sui terreni dell'emittente cattolica, è un ritorno in commissione, a 9 mesi dalla sospensione del giudizio in attesa di un sopralluogo.
Contro la concessione si sta battendo un comitato locale, che denuncia i danni irreparabili che l'aggressione di questa cava produrrebbero al terreno, destinato inizialmente dalla TV della pace a far giocare i bambini, ma poi ritenuto più redditizio affittarlo per le attività estrattive.
Secondo questo comitato, la cava Orbie è un caso emblematico di un clima e di un modo di far politica: le perizie della ditta Masua della pace per ottenere l'autorizzazione allo scavo sono risultate sommarie, e hanno dimostrato gravissime omissioni sul reticolo delle sorgenti, sul vincolo paesaggistico del Rio Mondrago, sulla presenza di camini vulcanici. Tale attività di scavo, incrementerebbe il traffico di camion e l'inquinamento, rapinando la montagna dell'unica ricchezza che le resta: il suo ambiente naturale. Allo smantellamento del bellissimo bosco di Orbie, situato dietro l'edificio di Radiotelepace, il comune aveva già dato parere positivo.

Le antenne di Radiotelepace contribuiscono senza dubbio anche all'inquinamento elettromagnetico. Scorrendo i canali con una semplice radio FM nella nostra provincia, o chiunque l'attraversi in automobile con l'autoradio accesa, noterà facilmente l'enorme potenza del segnale che questa stazione emette, che molto spesso, si sovrappone o disturba le altre radio.


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