8 Febbraio 1713 
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Mercoledì, 8 Febbraio 1713   

Il parroco presenzia al rogo della vacca dal collo negro

Un esempio  di come la morte improvvisa di un bovino poteva portare, nel rispetto delle severe norme in materia, alla formazione di un processo con tutte le conseguenze del caso. Le chiacchiere circolavano in fretta e il degan di Monte Novo sotto la Vicaria di Arquà, Battista Bordin, s'era visto costretto a notificare a Bartolo Zanon di aver appreso della morte, avvenuta il primo febbraio, di una vacca, quella negra al collo. Avvertito dal suo collega Antonio Celadin, che aveva visto Zanon intento a scannarla, era corso sul posto nel pomeriggio in tempo per sorprendere il boaro mentre, appiccata la carcassa ad un arbore, principiava a levarli la pelle, senza attendere la revisione dello stesso degan. Nel corso del processo, sollecitamente istruito a Padova, venivano raccolte alcune testimonianze. Dopodichè i Provveditori sentenziavano che l'intero animale doveva essere bruciato alla presenza del parroco di Battaglia. Trovandosi don Antonio Gentili ancora convalescente per un'indisposizione , il curato don Anastasio Damiani lo sostituiva nell'assistere alla distruzione sul fuoco dei quarti d'animale, provvedendo subito a darne comunicazione scritta in cui garantiva di aver visto di persona abbruciare tutta la carne, compresa la pelle, e di aver assistito alla sepoltura dei resti combusti in aperta campagna; tutto secondo regole. Mai avrebbe pensato il sacerdote di dover un giorno presenziare in veste religiosa a tal genere di profana funzione.

Il Commento: Non c'è dubbio anche all'epoca c'era una "vacca pazza", ma a differenza di oggi   sapevano bene come procedere.