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Padova, domenica 17 giugno 2001, S. Ranieri

CAMPOSAMPIERO VIGONZA

La Lami chiude, a casa i 34 operai
Ultima speranza nel ricorso
contro l'azienda di Perarolo



di Giusy Andreoli
VIGONZA. Licenziati i 34 operai della Lami carpenterie metalliche di Perarolo. Nei giorni scorsi è arrivata ad ognuno di loro una «raccomandata a mano» sottoscritta (a macchina) dal liquidatore: Loreto Fulchir. La lettera è stata rifiutata, ma era comunque un «preavviso».
La proprietà farà recapitare una seconda volta la lettera a mezzo posta. Pronta la disponibilità dei 34 a un eventuale riassorbimento. L'altra mattina gli operai si sono presentati ugualmente nella fabbrica di via Julia dove da due mesi fanno solo atto di presenza pur percependo regolarmente la paga, ma non hanno trovato i cartellini da timbrare. Così si sono riuniti in assemblea all'esterno dell'edificio decidendo di continuare la battaglia in parallelo al ricorso che hanno promosso contro la Lami, che non riconoscono come datore di lavoro in quanto si ritengono ancora dipendenti Elektromec.
L'ultima udienza in Tribunale a Padova, il 25 maggio, è stata aggiornata al 3 luglio. Nel frattempo gli operai riscuoteranno l'assegno di mobilità, in media un milione e 400 mila mensili. Nessun accordo fra le parti, per ora: troppo bassa l'offerta della Lami (17 milioni lordi), secondo i lavoratori. Accanto agli operai in lotta, Rifondazione comunista che lamenta «l'indifferenza dei politici a tutti i livelli e la latitanza sindacale. Il sindaco di Vigonza non ha dato nessun tipo di risposta alla nostra lettera - dice Gino Bortolozzo - un atto grave dal punto di vista sociale e politico. A Vigonza la disoccupazione avanza, basta vedere cosa sta succedendo con i lavoratori delle cooperative Giotto e Solidarietà. Si sta sostituendo il lavoro buono con quello precario con l'abbassamento di diritti e salari».
Prc propone un comitato di lotta contro tutti i licenziamenti; sulla Lami presenterà un'interrogazione in consiglio regionale. I Ds hanno investito della questione i consiglieri veneti e i parlamentari.