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Si riparla di concertazione. D'Alema a tutto campo. di Ignazio Mazzoli
La concertazione - L’occasione, per parlare nuovamente di concertazione, è il convegno dei giovani industriali, a Capri. Ieri, il presidente della Confindustria, Antonio D’Amato, ha detto di preferire un “dialogo senza veti”, vale a dire le riforme senza l’accordo con i sindacati e ha raccolto la sfida del governo ribadendo che le sue aspettative “sono alte”. La Confindustria si aspetta soprattutto dalla maggioranza misure forti sulle pensioni e sulla disciplina dei licenziamenti. In pratica c’è stata un’apertura di credito della Confindustria al governo (“Il libro bianco sul lavoro è ancora timido – hanno detto gli industriali – ma è un punto di partenza”). Il che ha fatto dire al segretario della Cgil, Cofferati: “L’obiettivo degli imprenditori è ottenere licenziamenti facili. C’è un evidente collateralismo con la linea del governo”. Ma, per Cofferati, anche gli strali della Cisl, da parte del suo segretario, Savino Pezzotta: “Il dialogo è la strada per arrivare alla concertazione ma quest’ultima ha molti assassini”. Pezzotta non nomina Cofferati ma a lui si riferisce quando parla di chi si è autoescluso dalle trattative sindacali.

L’intervista di D’Alema all’Unità. – Il presidente dei Ds si sofferma soprattutto sulla necessità di votare “Sì” al referendum di oggi. “Gli appelli alla diserzione in massa – afferma D’Alema – portano solo alla sconfitta della democrazia”. Bisogna votare sì – dice il presidente della Quercia – perché la devolution significa spostare poteri, risorse, funzioni verso le Regioni più ricche del Paese. E la vittoria del sì serve anche ad arginare il rischio che si affermi questa visione distorta del federalismo”. Quanto al referendum abrogativo che i Ds hanno in animo di chiedere per la legge sulle rogatorie internazionali, D’Alema dice che sì, ci sarà. Perché il provvedimento approvato è “un’amnistia mirata per gli amici degli amici, che provoca un grave danno a tutto il Paese. Siamo di fronte a qualcosa di inaudito…”. D’Alema si occupa del conflitto di interessi: “L’authority non risolve proprio niente – sostiene il presidente dei Ds – Tra il possesso delle Tv private e il controllo della Tv pubblica si mina la libertà di informazione. Ci si può anche illudere che questi comportamenti non emozionino più di tanto gli italiani. Ma, intanto, per questi deliri di onnipotenza – afferma D’Alema – l’Italia è già sotto osservazione sul piano internazionale”.

Per concludere, parla della crisi internazionale: “Questo terrorismo – dichiara D’Alema – è un pericolo per l’umanità intera e bisogna combatterlo con l’intelligence, con le leggi, con la politica, con l’azione umanitaria e con le armi”. Ancora sul prossimo congresso della Quercia: “La linea politica e il segretario dipendono dal voto degli iscritti nelle sezioni. Scelgano chi vogliono – afferma il presidente – ma scelgano. Se siamo in tanti il congresso sarà più forte”.