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Sentiero degli invasi dell'Adamello
..........in preparazione..........
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RIFUGIO PRUDENZINI - RIFUGIO GNUTTI - RIFUGIO TONOLINItempo di percorrenza: ...ore dislivelli:
Riporto la descrizione del volume: (Su e giù per le Valli Salarno e Miller con un occhio puntato ai ghiacciai
che precipitano dal Pian di Neve) Il sentiero per il Passo Miller inizia a lato del cartello segnaletico e
risale subito a sinistra il pascolo erboso con grossi massi tra i quali si fanno
strada cespugli di rododendri e di ginepri nani. Il Rifugio Serafino Gnutti è collocato all’imbocco della Val Miller, tributaria orientale della Val Malga, a lato del Lago Miller nelle cui acque azzurre riesce quasi a specchiarsi. E’ stato realizzato nel 1975 dalla sezione di Brescia del CAI, riadattando un vecchio fabbricato dell’ENEL. L’accogliente rifugio dispone di 24 comodi posti letto oltre a 22 sistemati nel sottotetto. E’ dotato di bivacco invernale, ricavato nella piccola cabina elettrica posta a lato del rifugio. Il gestore garantisce l’apertura da metà giugno a metà settembre. Il rifugio è dedicato alla memoria della medaglia d’oro, sottotenente degli alpini, Serafino Gnutti, eroico combattente caduto in Albania nel gennaio 1944. Posizione davvero incantevole quella del rifugio, con vista panoramica sulla Val Miiler che è chiusa sul fondo dalle creste adamelline che sbarrano il vasto ghiacciaio del Pian di Neve. Alcune interessanti vie di arrampicata sono state aperte sul Corno Miller e sulla Punta Alessandro consentendo agli appassionati di godere completamente delle bellezze naturali offerte dalla Val Miller. L’accesso al rifugio avviene dalla Val Malga. Accesso al rifugio Dal Ponte del Guat: Raggiunto in automobile, da Sonico, il Ponte del Guat, stazione di partenza
della funivia dell’ENEL che saliva alla diga del Baitone, si avanza a destra superando
il torrente Remulo. ESCURSIONISMO E ALPINISMOINTORNO AL RIFUGIO Per la sua favorevole posizione, il rifugio offre numerose possibilità escursionistiche e alpinistiche su vette di modesta elevazione e sulle cime dell’acrocoro adamellino che superano i tremila metri. MONTE ADAMELLO m. 3539 Lasciato il rifugio, si avanza lungo la mulattiera che costeggia in alto la
sponda orografica destra del Lago Miller, passando alla base delle pareti del Corno
del Cristallo e della Cima Plem. CIMA PLEM m. 3182 Lasciato il Rifugio Gnutti, si avanza per un tratto lungo il segnavia n.23 per il Passo Adamello per poi abbandonarlo e salire a sinistra lungo il tracciato n.31. Raggiunto il Passo del Cristallo rimontando il ripido pendio di pascolo erboso, si avanza sul versante della Val Miller, stando a monte di una grossa pietraia. Si risale un largo canale, all’inizio di roccette e poi di lastroni inclinati, quindi, per rocce rotte e massi, si giunge in vetta (ore 3.30 escursione impegnativa 1016 m. di dislivello).
CORNI DI CEVO m.2843/2750 Attraversato lo sbarramento del Lago Miller, si sale il ripido pendio in direzione del Coster, quindi, per costoni di pascolo sassoso e scarpate moreniche si avanza in direzione del Passo di Cevo. Raggiunto il passo, andando a sinistra per la cresta di massi granitici, si arriva sul Como Orientale (m. 2843), andando a destra, sul Como Occidentale (m. 2750), (ore 3.00 escursione di media difficoltà 584 m. di dislivello). CORNO DEL CRISTALLO m. 2988 Lasciato il Rifugio Gnutti, si avanza per un tratto lungo il segnavia n. 23 per il Passo Adamello per poi abbandonarlo e salire a sinistra lungo il tracciato n. 31. Raggiunto il Passo del Cristallo risalendo il ripido pendio di pascolo erboso, si avanza in piano, verso sinistra, alla base della cresta. Si rimontano, quindi, alcune facili roccette, superando nel tratto terminale una lastra con numerosi appigli, fino a raggiungere la vetta (ore 2.30 escursione impegnativa 822 m. di dislivello). CORNO MILLER m. 3373 Si segue il medesimo itinerario descritto per salire al monte Adamello, fino al Passo Adamello. DAL RIFUGIO GNUTTI AL RIFUGIO TONOLINI (a mezza costa tra la Val Miller e la Val Malga fino alla Conca del Baitone, in un gioco di colori e di luci) Lasciato il rifugio e passati a lato del fabbricato, dall’aspetto di una minuscola chiesetta, adibito a bivacco invernale, si oltrepassa il ponte e si avanza in piano, verso sinistra, su pascolo erboso. In leggera salita prima e poi a mezza costa, si procede sul costone ai piedi del quale sono collocati i tre fabbricati della Malga Miller. Il sentiero costeggia le pendici meridionali del Corno del Lago, tra fioriture di Rododendro ferrugineo e Genzianelle d’Engadina, passando a lato dei ruderi di alcuni baraccamenti realizzati durante i lavori di costruzione delle dighe. Avanzando si comincia a vedere in basso la Val Malga e il sentiero che sale al Rifugio Gnutti. Lasciata sulla destra una galleria, il sentiero inizia a scendere dolcemente, con tratti lastricati, e, oltrepassato un rivo d’acqua, ci si inoltra tra vegetazione di Ontano verde. Superato un canalone roccioso, si inizia a salire passando alla base delle scoscese pareti del Corno del Lago, dove i tratti più impegnativi sono dotati di cordina metallica. Nelle fessure delle lastre tonalitiche si fanno strada i ricercatissimi fiori di Genepe, le Stelle alpine e la Sassifraga alpina. Dopo alcuni saliscendi su tratti abbastanza strapiombanti, dotati comunque di cordine metalliche nei punti più pericolosi, si raggiunge, superata la gola del torrente Remulo dove il sentiero à gradinato nella roccia, il Passo del Gatto. Oltrepassato il caratteristico passaggio sotto il gradone roccioso, il sentiero rimonta il ripido costone dove sbucano tra i sassi la Carlina bianca e la Linaria alpina e dove si iniziano a vedere, in alto, la diga del Baitone e i relativi fabbricati. La stradina sale dolcemente su pascolo sassoso, compiendo vari tornanti, finchè raggiunge il vasto piazzale antistante la centralina elettrica del Baitone. Da qui, si sale a sinistra tra i fabbricati fino ad arrivare, più in alto, al bivio con il segnavia n. 13, proveniente dalla Val Malga. Proseguendo a destra, tra tappeti di Genzianella d’Engadina e tra i fiori bianchi della Parnassia, si giunge nei pressi del cartello segnaletico e, poco oltre, sulle sponde del Lago Baitone (m. 2281). Si avanza lungo la stradina che costeggia la sponda orografica sinistra del lago, passando a lato della lapide a ricordo di don Ilario Manfredini. Poi, in leggera discesa, si procede su pascolo sassoso; lo sguardo può spaziare a destra sulla cima del Corno del Lago, sul Corno del Cristallo e sulla Cima Plem mentre al centro, sopra un salto roccioso, si staglia il fabbricato del Rifugio Tonolini con alle spalle l’imponente parete sud del Baitone. Si cammina lungo il pianoro torboso poi si supera un rivo d’acqua avanzando sul crinale destro di un profondo avvallamento; si rimontano quindi un ripido pendio erboso e un dosso di lastre granitiche tra la Festuca varia fino a sfociare nel pianoro che precede di pochi metri il Rifugio Tonolini. IL RIFUGIO FRANCO TONOLINI Il Rifugio Franco Tonolini si trova nella magnifica conca del Baitone, ai piedi del Lago Rotondo, ed èattorniato da splendide vette che, partendo da ovest con il Corno e la Cima delle Granate e passando per il Corno Baitone,chiudono a est con la Cima Plem e il Corno del Cristallo. Dal rifugio si gode un ottimo panorama sull’alta conca del Baitone nella quale sono disposti, a diversi livelli, ben otto laghi: il Lago Baitone è il più grande ed è quello posto più in basso, il Lago Rotondo e il Lago Lungo che sono a lato del rifugio, il Lago Verde e i due Laghi Gelati posti ai piedi del Como Baitone, il Lago Premassone collocato nei pressi dell’omonimo passo e il minuscolo Lago Bianco che si nasconde sotto il Passo del Cristallo. Le rocce che circondano il rifugio sono costituite da tonaliti e granodioriti, di origine magmatica, con la variante dei cristalli rosso-marrone dei granati che caratterizzano il Corno delle Granate, sul versante orografico destro della valle. Costruito nel 1891, con il nome di Capanna Baitone, è stato recentemente ristrutturato ed ampliato, divenendo una vera gemma che ben si incastona tra i gioielli naturali che la conca del Baitone offre agli appassionati della montagna. E’ stato inaugurato il 6 settembre 1992 alla presenza del vescovo di Brescia. Il rifugio è di proprietà del CAI Sezione di Brescia e dispone di 56 posti letto con bivacco invernale sempre aperto. Il gestore assicura l’apertura dalla metà di giugno alla metà di settembre, offrendo una cucina curata e familiare. Nel periodo primaverile, a richiesta di almeno 10 persone, il rifugio viene aperto. L’approvvigionamento dei viveri avviene, all’inizio di stagione, per mezzo dell’elicottero, in seguito con trasporto a spalla dalla Malga Premassone. Il rifugio è dedicato alla memoria della medaglia d’oro Franco Tonolini, alpinista, capitano degli alpini, eroicamente caduto in combattimento a Valdobbiadene nell’ottobre del 1918. Il Rifugio Tonolini offre una vastissima gamma di alternative per gli appassionati di arrampicata. Numerose vie sono state attrezzate sul Corno del Cristallo, sul Como del Lago, sulla Cima dei Soldati. Sulle varie pareti rocciose che sovrastano il Lago Rotondo, la palestra “Le signore del lago” offre vie dai nomi più allettanti: Marianna, Vanessa, Marina, Alice, Ariel, Non sempre gli angeli, Marco III della serie, Le nebbie di Avalon, Il bello e la bestia. A pochi metri dal rifugio quindi, il divertimento è assicurato. Si accede al rifugio dalla Val Malga. Dal Ponte del Guat Raggiunto in automobile, da Sonico, il Ponte del Guat,
stazione di partenza della funivia dell’ENEL che saliva alla diga del Baitone,
si avanza a destra, superando il torrente Remulo. Arrivati in breve alla Malga
Premassone, si abbandona il segnavia n. 23 che porta al Rifugio Gnutti e,
oltrepassato il torrente, si risale il ripido costone di Ontano verde, compiendo
numerosi tornanti lungo l’itinerario n. 13. Superata la stazione intermedia
della funivia dell’ENEL, detta “Baitoncello”, si procede tra pascolo erboso
finchè si raggiunge la Diga del Baitone. Si costeggia la sponda sinistra del
lago fino alla base del salto roccioso, sopra il quale è collocato il rifugio. PASSEGGIATE ED ESCURSIONI INTORNO AL RIFUGIO CORNO BAITONE m. 3330 Lasciato il rifugio, si percorre per pochi metri il segnavia n. 13 che sale dal Lago Baitone poi, superato il rivo d’acqua che esce dal Lago Rotondo, si inizia a salire per l’itinerario n. 50. Raggiunto il Lago Lungo, lo si costeggia sulla sinistra e poi si risale una valletta pietrosa che porta ai Laghi Gelati. Lasciato a sinistra il segnavia n. 49 per il Passo delle Granate, si avanza fino a raggiungere un piccolo nevaio, a volte quasi inesistente. Per ripidi ghiaioni prima e per rocce montonate poi, si perviene ad una conca alla base della parete sud del corno. Si risale quindi il ripido canale di sassi, andando verso destra e poi, per rocce rotte, si guadagna la vetta (ore 3.00 escursione difficile 880 m. di dislivello). CORNO MERIDIONALE DI PREMASSONE m. 3070 Si segue l’Alta Via dell’Adamello fino al Passo Premassone. Dal passo si gira a sinistra e per i massi accatastati della cresta si raggiunge la vetta (ore 2.30 escursione impegnativa 620 m. di dislivello). CIMA PLEM m. 3182 Dal rifugio si segue per un tratto l’Alta Via dell’Adamello che sale al Passo Premassone. Raggiunto il bivio, si volge a destra lungo l’itinerario n. 31 che percorre i ripidi ghiaioni tra la Cima Plem e il Como del Cristallo. Superata una conca morenica, si procede a sinistra in direzione del canalino che sale al Passo del Cristallo. Percorso questo difficile tratto, su lastre rocciose e sassi instabili, si raggiunge il Passo del Cristallo. Si avanza quindi sul versante della Val Miller, stando a monte di una grossa pietraia. Si risale un largo canale, all’inizio di roccette e poi di lastroni inclinati, quindi, per rocce rotte e massi, si giunge in vetta (ore 3.00 escursione impegnativa 732 m. di dislivello). CORNO DEL CRISTALLO m. 2988 Dal rifugio si segue per un tratto l’Alta Via dell’Adamello che sale al Passo Premassone. Raggiunto il bivio, si volge a destra lungo l’itinerario n. 31 che percorre i ripidi ghiaioni tra la Cima Plem e il Corno del Cristallo. Superata una conca morenica, si procede a sinistra in direzione del canalino che sale al Passo del Cristallo. Percorso questo difficile tratto, su lastre rocciose e sassi instabili, si raggiunge il Passo del Cristallo. Si avanza quindi in piano, verso sinistra, alla base della cresta. Si rimontano alcune facili roccette, superando nel tratto terminale una lastra con numerosi appigli, fino a raggiungere la vetta (ore 2.10 escursione impegnativa 538 m. di dislivello). CORNO DELLE GRANATE m. 3108 Lasciato il rifugio, si segue il segnavia n. 50 che porta al Corno Baitone fino al bivio con l’itinerario n. 49. A metà del canalone tra il Lago Lungo e i Laghi Gelati, si avanza tra ghiaioni e pascolo sassoso, costeggiando a sinistra il Lago Gelato inferiore. Superato un dosso, tra sassi dalle stupende variazioni cromatiche, si passa alla base delle impervie pareti dei Campanili delle Granate. Si procede verso sinistra, in direzione del canale di sfasciumi posto a est della Cima delle Granate abbandonando la segnaletica bianca e rossa che va in direzione del Passo delle Granate. Attraversato il colatoio, si supera alla base il crinale che scende dalla Cima delle Granate, quindi si attraversa un successivo canalone e si risale un ripido pendio di sfasciumi instabili, lasciando a destra alcune placche rocciose. Per un facile camino si sbuca in cresta e poi in vetta (ore 2,15 escursione impegnativa 650 m. di dislivello). Monte Adamello, fino al Passo Adamello. Lasciato il passo, si risale il ripido gradone glaciale che immette nel Pian di Neve. Aggirati i crepacci che costituiscono la seraccata debordante verso la Val Miller, si avanza in direzione della vetta, superando nel tratto finale il facile dosso roccioso (ore 4.30 escursione impegnativa 1207 m. di dislivello). |
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