La storia
Il CASTELLO
Costituito da una torre e circondato da un mastio circolare,chiamato
"domignonus" ,sorgeva nel punto più alto della città.Nel XIII sec.
la torre fu distrutta e Federico II ne ordinò la ricostruzione.
Nel XVIII sec. in seguito alla guerra di successione austriaca (1745-48)
il castello veniva smantellato e rimaneva solo la torre.
Nel 1859 durante la II guerra d'Indipendenza vi fu installato un telegrafo
ottico per coordinare il movimento delle truppe.
Le mura
Le mura erano sostenute da una ventina di torri a pianta semicircolari.
Incerta è l'epoca in cui possono essere state costruite si pensa che
il borgo fosse già murato nel XII sec. e la tradizione attribuisce la
costruzione a Federico Barbarossa nel 1174, quando vi stabilì il suo
comando per dirigere l'assedio alla città di Alessandria.
Le antiche porte
Porta Antica di Genova,presso S.Andrea,posizionata sulla strada Lomellina
,che attraverso la Bocchetta portava a Genova,costruita da Carlo Felice
nel 1823 e demolita nel 1907.
Porta della Valle sulla strada che conduce a Basaluzzo,in prossimità della
quale era situato il mulino pubblico.
Porta di Pozzolo detta dei Cappuccini,perchè fuori iniziava la passeggiata
che portava al Convento su cui è stato costruito l'asilo Garibaldi.
Porta dello Zerbo sulla strada di Cassano e Serravalle.
LE CHIESE
La chiesa della Pieve
Un'antica tradizione vuole che la Pieve,risalga all'VIII sec. .
I primi documenti sisalgono al 26 maggio del 1219 in un atto di vendita
di alcuni terreni terreni che si trovano "Subtum Plebis de Novis".
La facciata è preceduta da un portico nel quale si aprono tre archi di
cui il centrale è il maggiore.In origine la chiesa era senza campanile,
quello attuale risale al 1921.
Le tre navate interne sono divise da due file di pilastri che hanno la
pianta cruciforme.La volta è a capriate scoperte.
Nella navata di destra sono da ricordare la statua di s.Antonio del
Lagostena e il busto in marmo di Faustino Gagliuffi con un'incisione
latina.
Nella navata di sinistra l'affresco di Manfredino da
Boxilio del 1474 , situato nell'abside.

La chiesa di S. Andrea
E' La chiesa più antica di Novi perchè,alle origini della città era la
chiesa del castello e aveva la facciata rivolta verso il castello.
Fu ultimata il 6 ottobre 1681.Proprio accanto alla chiesa si apriva la
porta di Genova.Alla chiesa si accede con una scalinata di dieci gradini
che portano al sagrato e altri sei gradini portano al piano della chiesa.
La facciata è divisa in due parti da un'architrave,nella parte superiore
un colorito rosone si apre tra due pinnacoli laterali.L'interno è a
una sola navata,nel presbiterio sorge l'altare maggiore.Sul pavimento
ai piedi dell'altare si aprono le tombe dei sacerdoti e dei confratelli
della Confraternita annessa alla chiesa.
La chiesa di S. Nicolò
La chiesa di S.Nicolò è ricordata sin dal 1135 anno in cui Novi stringe
l'alleanza con Genova e Pavia e risulta già col titolo di Basilica.Nel
1495 eistevano le cappelle della SS.Trinità,di S.Lucia e di S.Matteo .
La facciata è divisa in due da un'architrave e poggia su due coppie
di larghi pilastri in cui si aprono due nicchie.
La chiesa ha tre ingressi sulla via principale e uno si apre sulla via
laterale.Il campanile risale al 1602 ed è il più grande della città.
L'interno è a una sola navata.A destra dell'altare la statua di S.Antonio
del Lagostena e l'altare della Madonna del Rosario del Carrea (scuola
genovese) a sinistra il battistero la natività della Vergine.
L'altare maggiore è in stile barocco e nel catino absidale è rappresentato
S.Nicolò,dietro l'altare maggiore un ampio coro ligneo col miracolo di
S.Nicolò che ridà vita ai tre fanciulli uccisi dal macellaio.
La chiesa di S. Pietro
La prima volta che si parla della chiesa di S.Pietro è il 23 febbraio
del 1172 quando viene rogato un atto "IN BURGO DE NOVE ANTE ECCLESIAN
NOVAM".Il borgo era quella parte di città che aveva cominciato ad
estendersi oltre il fossato che scendeva dalla Costa del Castello e
percorreva l'attuale Via Giacometti.Fu terminata nel 1698,ma la facciata
in travertino fu inaugurata nel 1926.La facciata è divisa in due parti
da un'architrave,che reca la scritta Apostolorum Principi,la quale
poggia su due coppie di pilastri tra cui si inseriscono due nicchie con
gli arcangeli Michele e Raffaele.Sulla porta d'ingresso un disegno del
Bottaro.Nella parte superiore si apre una vetrata semicircolare collocata
tra due figure di apostoli,opera del Diaz di Torino,e rappresenta la
consegna delle chiavi a S.Pietro.
Il campanile è del '600 ed è sormontato da una cuspide conica.
L'interno è a una sola navata a croce latina.A sinistra dell'ingresso
il battistero con un affresco del Leggero e sempre a sinistra a fianco
dell'altare maggiore una nicchia con gruppo ligneo di Luigi Montecucco,
che rappresenta Tobia e l'arcangelo Raffaele.
A destra una seicentesca Madonna del Carmine.La volta è decorata da
Giuseppe Montecucco.
La chiesa della Colleggiata
I primi documenti risalgono al 1233 in un atto rogato "IN ECCLESIA
SANTE MARIE DE PLATEA",ma un'antica tradizione,conservata in un
manoscritto dell'archivio,vuole che il simulacro della Beata Vergine
Lagrimosa,polena di nave spagnola qui trasportata dalla vicina Genova,
fosse già venerata nel 1135.
Nel 1292 il popolo era solito riunirsi nella piazza antistante,dove
anche prima si amministrava la pubblica giustizia.
Con lo sviluppo della città la dignità canonicale passò dalla Pieve
alla Colleggiata.Nel 1501 si decise di ampliare la chiesa e i lavori
iniziarono nel 1517 e finirono nel 1547.

La facciata è tra due campanili e la parte centrale è coronata da un
timpano.Ha tre ingressi inseriti tra motivi di pilastri in cui si
collocano le nicchie.
L'interno è a croce latina con tre navate divise da due file di colonne
doppie di pietra che iniziano e finiscono con un pilastro.In tutto dodici
colonne.
Il transetto è luminoso e di vaste proporzioni,il presbiterio è sopraelevato
e delimitato da una finissima balaustra.In totale ci sono undici altari,
otto sulle navate laterali,tre sul fondo.al termine della navata
destra la cappella della Madonna Lagrimosa.
Teatro Romualdo Marenco (già Carlo Alberto)
Una lapide collocata nell'atrio ricorda la fatica di 37 cittadini
che nel 1839 realizzarono la costruzione del teatro.I lavori erano
iniziati nel 1838 su di un'area di proprietà di S.Nicolò,la cui cessione
ebbe strascichi fino alla fine del secolo.il teatro fu inaugurato il
2 ottobre 1839 col nome di Carlo Alberto.
Si rappresentarono tre opere:Beatrice di Tenda e i Puritani del Bellini
e il Belisario di Donizetti.
Il teatro sostituiva quello dell'Ospedale in contrada S.Bernardino.
Nel 1945 fu intitolato a Romualdo Marenco.
Alla sala del teatro si accede da una breve scalinata ,che porta alle
diramazioni per i palchi e il loggione.Il progetto dell'architetto
Becchi si articolava in tre ordini di palchi (in tutto 42) e di due
loggioni.
L'interno è ricco di decorazioni dovute ai pittori Isola,Leonardi e
Varni.
Novi scomparsa
In Via Roma si apre Piazza Carenzi,su quel luogo sorgeva la chiesa di
S.Francesco Saverio .
In fondo a Via Roma angolo Piazza XX Settembre esisteva una strana
costruzione ad elementi sovrapposti che il popolino chiamava "a ca de
Previ" ossia la casa dei Preti ,nel XVIII sec. era un oratorio
dedicato ai Santi Giovanni e Paolo.
In Piazza XX Settembre esistevano i vecchi quartieri militari e la
chiesetta "a Giesiora" della Ss.Concezione .
In Via Cavanna nel 1960 è stata abbattuta la chiesa con il chiostro
dei Frati Minori;precedentemente erano sistemati in un convento del XV sec. situato tra
la Brichetta e la Maina in località "a Tacchino" .Da Via Cavanna
i frati si trasferirono nel Viale della Rimembranza.
Il Convento dei Cappuccini sorgeva dove oggi è l'ex asilo Garibaldi.
La sede primitiva era in Via Orfanotrofio vicolo Asilo Vecchio difronte
al palazzo Spinola delle Suore Pietrine e occupava l'area di una cappella
che le carte del XVII sec. indicavano come quelle dell'Annunciata.
Un'altro convento sorgeva nel palazzo a ridosso della Colleggiata e
ospitò per qualche tempo le scuole elementari.
In Via Cavour è rimasta,ma destinata ad altro uso,la sede della
chiesa di S.Giovanni dei Pellegrini.
In zona Lodolino,oggi centro residenziale,sorgeva la fornace Cabella di cui potete vedere le immagini del suo abbattimento.
I testi e i referimenti storici sono tratti dal libro
Novi antica e moderna scritto da Serafino Gavazza e edito
dalla Scuola Tipografica San Giuseppe-Tortona 1967 consultabile
presso la Biblioteca Civica.Per le foto si ringrazia il carissimo
amico Massimo.
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